mercoledì 11 maggio 2022

Sammy Basso a Oggi è un altro giorno: «I miei genitori mi hanno insegnato a combattere». Serena Bortone commossa

«I miei genitori hanno subito la diagnosi, ma hanno voluto che io crescessi come una persona normale, che facessi la vita di un bambino normale» A parlare nello studio di "Oggi è un altro giorno" ospite di Serena Bortone su Rai 1 è Sammy Basso, 26enne affetto da progeria, una malattia rara che causa l'invecchiamento precoce dei tessuti e del corpo, ma non altera la mente. 

Chi è Sammy Basso e la sua malattia da "Invecchiamento precoce"

Sammy è considerato uno dei più longevi pazienti affetti da questa malattia: appena nato, dopo la diagnosi i medici comunicarono ai genitori che il bimbo aveva una speranza di vita di 13 anni. Tuttavia oggi Sammy ha già spento 26 candeline e in questi anni si è speso per diffondere la conoscenza sulla sua malattia e promuove la ricerca su di essa ha fondato l'Associazione Italiana Progeria Sammy Basso (A.I.Pro.Sa.B.). Ha realizzato nche un viaggio "on the road" negli Stati Uniti e registrato un documentario con National Geographic. 

«I miei genitori mi hanno insegnato a combattere»

Nell'intervista con Serena Bortone ha ringraziato i suoi genitori: "Mi hanno incoraggiato ad essere me stesso nella mia diversità. Mi hanno insegnato a combattere. A loro va il merito della persona che sono oggi e trovo che mi hanno trasmesso le cose più importanti, i valori fondanti su cui baso la mia vita". E poi ha rivolto anche un appello al papa "Riunisca i grandi della terra per sostenere la ricerca. 

lunedì 9 maggio 2022

Una mistress candidata per Calenda: «Bestemmia e percuote i genitali». Chi è Doha Zaghi, alias 'Lady Demonique'

Una mistress candidata al Consiglio comunale di Como, in una lista collegata ad Azione, il movimento politico di Carlo Calenda. È diventato un caso politico la candidatura di Doha Zaghi, 31 anni, in arte 'Lady Demonique', protagonista online di video hot: la sua prerogativa? Bestemmiare percuotendo i genitali del suo partner, una categoria hard a dir poco particolare. E ora Calenda fa marcia indietro e pensa di ritirare la sua candidatura, dopo che online è esplosa la bufera mediatica.

La lista 'Agenda Como 2030', nella quale c'è la stessa Zaghi, sostiene la candidatura a sindaco di Barbara Minghetti (esponente di una lista civica e sostenuta dal centrosinistra), ed esprime candidati di Azione, Italia Viva, +Europa e Volt. «Qual è il problema? - ha affermato Zaghi - Non sono una pornostar. Sono solo pregiudizi. Ho diverse amiche in Germania psicologhe che fanno anche la mia stessa professione. E così in America ci sono famose 'dominatricì con impegni importanti in politica».

Dall'altra parte, la candidatura è invece difesa dalla stessa Barbara Minghetti: «Doha ha contribuito con serietà e ricchezza di proposte al nostro lavoro sul programma. Capisco il bisogno di colorare la campagna elettorale, ma sarebbe bello che nel 2022 ci concentrassimo su cose serie» e anche la lista Agenda Como ha espresso solidarietà: «Le scelte delle persone nella loro vita privata appartengono a un'altra sfera rispetto all'esercizio costituzionale dei diritti politici. E non devono certo impedire di portare un contributo costruttivo alla comunità civile cui apparteniamo. Questo significa essere liberali».

La vicenda è ora in evoluzione perché Calenda, in un tweet pubblicato domenica ha affermato: «Ragazzi, scherzi a parte, come ovvio non conoscevo i trascorsi della signora in questione. Se si trattasse di fatti privati nulla questio, ma direi che non ci sono i presupposti perché sia una candidata di Azione». Ma che ne pensa la stessa Lady Demonique? La sua candidatura, dice, è un modo per capire se l'Italia può essere un Paese «senza pregiudizi» e «sessismo». «La mia candidatura - ha scritto - è un segnale per capire realmente se abbiamo le palle di vivere senza pregiudizi, sessismo e avvicinarci a quell'Europa e a quell'America tanto ammirata. In caso contrario l'Italia sarà solo la provincia dell'Arabia Saudita».

Da parte della segreteria di +Europa, invece, nessuna opposizione: «La candidatura di Doha Zaghi nella lista Como 2030, che +Europa sostiene alle amministrative di Como, non ci sembra una notizia né tantomeno in sé uno scandalo», afferma Giordano Masini, coordinatore della segreteria di +Europa. «Il sex work è un ambito lavorativo e come tale deve essere trattato, non solo in termini di pubblica opinione ma anche attraverso un impianto normativo che garantisca alle operatrici e agli operatori tutele, garanzie e diritti, evitando i rischi insiti nella clandestinità. Ci uniamo quindi alla solidarietà espressa nei suoi confronti da parte della candidata sindaca Barbara Minghetti e della lista Como 2030, e ci auguriamo che il confronto pubblico in vista delle elezioni amministrative si concentri sui programmi politici». 

Putin e la cravatta italiana alla parata del 9 maggio. Marinella: «Forse gliel'ha regalata Berlusconi»

Una cravatta scura a pois. Un modello classico e - probabilmente - italiano quello sfoggiato da Vladimir Putin nel giorno della parata della Vittoria del 9 maggio. «Penso proprio fosse una delle nostre, mi sembra proprio sia una delle mie. Si tratta di un modello punta a spillo blu e bianco, forse regalatagli da Silvio Berlusconi o forse facente parte di uno stock mandato al presidente Putin. Si tratta di un modello classico, elegante, che di solito si mette nelle occasioni importanti», ha spiegato Maurizio Marinella, a capo dell'omonimo marchio noto per le cravatte sartoriali, intervistato da Giorgio Lauro e Francesca Fagnani a "Un giorno da Pecora".

Secondo lei è probabile che il capo in questione sia stato acquistato da Putin o che glielo abbia regalato il Cavaliere? gli hanno chiesto i conduttori. «L'ultima fornitura fatta a Putin risale a circa un anno fa - ha detto a Rai Radio1 l'imprenditore partenopeo - tra cui questo modello che gli era stata spedita in grandi numeri. Diciamo che negli ultimi anni ne avremo mandate a Putin circa 3/400, di cui una grande parte regalate da Berlusconi, che è stato il 'creatorè e 'divulgatorè del modello». Quanto costa la cravatta in questione? «Centotrenta euro». A suo avviso anche le cravatte inviate al Cremlino vengono controllate a fondo per verificare siano 'sicurè? «Sicuramente sì - ha spiegato Marinella a Un Giorno da Pecora -, perché viene fatto un controllo, vengono aperti i pacchi, controllati per vedere che nelle cravatte non ci siano microspie ed altro, anche col metal detector».

sabato 7 maggio 2022

Vanessa uccisa con un ombrello: Doina Matei è nullatenente, i 760mila euro di risarcimento li pagherà lo Stato italiano

Sono passati circa 15 anni da quando Vanessa Russo, una ragazza di 22 anni, venne uccisa con un ombrello nella metropolitana di Roma da una ragazza romena, Doina Matei, poi condannata a 16 anni di pena, ma di recente tornata a piede libero. Dopo l'omicidio ci fu una causa civile per stabilire il risarcimento alla famiglia della vittima: quel risarcimento è stato quantificato in 760mila euro totali, che però non saranno a carico della giovane colpevole del delitto, ma dello Stato italiano.

Ne parla oggi il quotidiano Libero: essendo la Matei nullatenente e con due figli a carico, sarà dunque lo Stato a prendersi carico dell'indennizzo ai genitori e ai fratelli di Vanessa. Ai tempi la vicenda suscitò grande clamore: Doina, romena senza permesso di soggiorno, dopo un banale diverbio colpì Vanessa con la punta di un ombrello. Un colpo che provocò la morte della 22enne 'per sfondamento della calotta cranica'. La ragazza fu rintracciata e arrestata e poi condannata per omicidio preterintenzionale aggravato.

Nel 2012 iniziò la causa per il risarcimento davanti al Tribunale di Perugia: due anni dopo, ricorda Libero, la sentenza quantificò in 760mila euro totali l'indennizzo ai familiari di Vanessa, ma stabilì che Doina non potesse pagare un centesimo, perché nullatenente. A quel punto i Russo presentarono ricorso al Tribunale di Roma citando direttamente lo Stato italiano: e ora proprio lo Stato pagherà quel risarcimento. Una vicenda che ha davvero dell'incredibile.

Balotelli e le accuse di stupro, così l'avvocato e una ventenne gli chiesero 100mila euro. «Mi compro due Ferrari»

100mila euro in cambio del silenzio sulla presunta violenza sessuale subìta. E' quanto avrebbe chiesto una ragazza di Bassano del Grappa, ora 20enne, al calciatore Mario Balotelli. Ma, nonostante la richiesta, due anni fa si è comunque recata in Procura a Brescia per denunciare la violenza. Sul Corriere della Sera ci sono i contenuti di alcune intercettazioni che vedono protagonisti la ragazza di 19 anni e il suo avvocato Roberto Imparato, accusati dalle Procure di Vicenza e di Venezia, di tentata estorsione.

Secondo quanto emerso dalle chat e dalle conversazioni, con i 100mila euro di Balotelli il legale trevigiano Roberto Imparato avrebbe avuto in programma di comprare due Ferrari. La vicenda è iniziata nel 2017, quando la ragazza che all'epoca era 17enne, ha incontrato il calciatore a Nizza.

La ragazza avrebbe riferito di essere maggiorenne e, per dimostrarlo al calciatore stesso, avrebbe anche fornito la foto di un documento di identità, che poi si è scoperto essere della cugina. Poco tempo dopo la loro conoscenza, la giovane avrebbe chiesto a Balotelli 100mila euro in cambio del silenzio su una presunta violenza sessuale. Il calciatore non ha ceduto e sotto consiglio dei legali si è presentato negli uffici della Procura per denunciare la ragazza. La minore, dall'altra parte, avrebbe denunciato la violenza sessuale per poi tentare di vendere la notizia al settimanale "Chi" tramite l'avvocato. Ma il direttore della rivista aveva rifiutato il presunto scoop.

Il contenuto di chat e registrazioni è arrivato in aula anche ieri 6 maggio. Stando a quanto reso noto dopo il dibattimento, in alcune di queste telefonate la ragazza avrebbe raccontato a un'amica che l'avvocato le aveva consigliato di riferire a Balotelli di avere un trauma e di non riuscire più a frequentare regolarmente la scuola. «Devo dire queste cose a Mario, avrebbe spiegato la ragazza che progettava di registrare la conversazione così come da indicazione di Imparato, e devo pretendere le sue scuse. Così lo becco in pieno».

E, ad inchiodare Imparato, sarebbe una conversazione telefonica del 2017 con una collega. «Abbiamo registrato per 20 minuti – avrebbe spiegato dopo il confronto tra la ragazza e Balotelli -. Adesso voglio una Ferrari gialla e una blu. Abbiamo fatto cento prove, la ragazza è un'attrice nata». Balotelli ora si è costituito parte civile con gli avvocati Enrico Baccaro e Vittorio Rigo. Ai due ha chiesto 150mila euro di danni. Nei confronti del calciatore era caduta l'accusa di violenza sessuale già nell'agosto scorso.

giovedì 21 aprile 2022

Lavrov, l'amante e la escort: la foto del ministro degli Esteri che imbarazza il Cremlino

Una foto del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, con una escort imbarazza il Cremlino. L'immagine è stata scattata durante la sua visita ufficiale in Giappone a fine marzo 2018, durante la quale ha incontrato l'omologo giapponese Taro Kono. Tra le altre cose, l'esponente del governo di Putin ha chiesto ai suoi colleghi giapponesi di localizzare Sergei Skripal e sua figlia Yulia, che erano state avvelenate con Novichok a Salisbury all'inizio di quel mese. La foto di gruppo è stata ottenuta da The Insider e New Lines e nella stessa è presente anche l'amante Svetlana Polyakova.

Foto di Lavrov con una escort, chi è 

La escort sarebbe Ekaterina Lobanova. Dovrebbe trattarsi di una «sex worker» molto nota in Russia, con numerose foto hot su Naked.me e Peasex.com. In uno scatto particolarmente bollente, viene presentata sdraiata su un divano nero ricamato completamente nuda (a parte calze e scarpe). Viene descritta come «giovane ragazza bionda riccia». The Insider ha utilizzato il software di riconoscimento facciale Microsoft Azure, e altri programmi simili, per verificare che sia effettivamente la ragazza squillo. I risultati hanno confermato che Lobanova e la donna nella foto con Lavrov e Deripaska sono la stessa persona. Il soprannome? "Lizzy Sex Relax" su di un sito per adulti, dove aveva 183.000 "Mi piace".

La risposta del Ministero degli Esteri russo

Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo Lavrov, «ha ignorato la richiesta» quando il sito web New Lines ha provato a contattarla.

mercoledì 20 aprile 2022

Maddie McCann, la pubblicità choc con le sue foto: «Se mangi a casa non ti succede niente»

Le foto di Madeleine Mccann, la bimba scomparsa in Portogallo nel 2007, usate per la pubblicità degli hamburger. La trovata choc è partita da un'azienda da asporto, la Otley Burger Company con sede a Leeds,  nell'Inghilterra settentrionale che ha pubblicato una serie di annunci sui social media che ritraggono la piccola  Maddie in occasione della festa della mamma. L'Asa (l'Advertising Standards Authority) ha affermato di aver ricevuto tre denunce e migliaia di reclami a seguito della pubblicazione degli annunci pubblicitari messi su diverse piattaforme tra cui Twitter, Instagram e Facebook, e ha intimato alle piattaforme coinvolte di rimuovere tutti i contenuti in attesa di una indagine.

La Otley Burger Company ha tolto gli annunci e ha detto che i post non sarebbero più apparsi. Le inserzioni pubblicitarie presentavano immagini di Madeleine, scomparsa mentre in vacanza con la famiglia in Portogallo, e di sua madre Kate McCann. Uno mostrava anche un uomo che correva con un'immagine più piccola di Madeleine tra le mani e le battute "Hamburger for dinner?" e "Buona festa della mamma a tutte le mamme là fuori". In un altro post si legge: “Con gli hamburger così buoni, lascerai i tuoi bambini a casa. Qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere. Buona festa della mamma a tutte le mamme là fuori”.

Il proprietario della ditta, Joe Scholey di 29 anni, non è nuovo a trovate del genere. L'anno scorso ha pubblicato un'immagine di una mamma caduta in disgrazia Karen Matthews, che fingeva che sua figlia Shannon fosse stata rapita. Ha anche condiviso un post con le immagini degli assassini The Yorkshire Ripper Peter Sutcliffe e Fred West e del necrofilo Jimmy Saville, tra le altre figure controverse, nel giorno della festa del papà dell'anno scorso. Parlando al Leeds Live, il proprietario Joe, 29 anni, che non ha figli, ha detto di farlo esclusivamente per i soldi. «Non mi importa se le persone si sentono offese da queste campagne pubblicitarie. Qualche tempo fa ne pubblicai una che portò molti soldi. E ho pensato, perchè non farlo di nuovo?». Stavolta però non gli è andata così bene. In tanti hanno protestato per una trovata di pessimo gusto. E sono partite le denunce.

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