mercoledì 28 luglio 2021

«De Donno suicida perché lo hanno lasciato solo». E sul web si fa strada un'ipotesi choc

Ha sconvolto il web la notizia del suicidio di Giuseppe De Donno, l'ex primario di pneumologia dell'ospedale di Mantova che per primo aveva iniziato la cure del Covid con le trasfusioni di plasma iperimmune. Migliaia i commenti su Twitter già da ieri sera, quando è emersa la tragedia del medico: in tanti «accusano» il mondo della scienza di averlo lasciato «solo» nella sua battaglia.

«Troppe calunnie, insulti, irrisione dei colleghi da talk tv col sopracciò. Gli stessi che ci impongono il #greenpass» scrive la giornalista Mariagiovanna Maglie, mentre da Alessandro Meluzzi arriva un tweet agghiacciante: lo psichiatra e volto tv twitta la foto di un’infermiera con gli occhi coperti da una mascherina fatta da una banconota da 500 euro. «De Donno è morto perché non era uno di loro - scrive Meluzzi - ma non illudetevi, potete uccidere un uomo ma non le sue idee».

Tra gli utenti poi in tanti non credono all'ipotesi che il medico si sia tolto la vita e si spingono oltre: «Suicida? Siamo sicuri? Questa storia è inquietante e surreale» scrive Filippo. «Questo suicidio in realtà è un omicidio che ha mandanti ed esecutori conosciuti» calca la mano Massimo. «Dietro il presunto suicidio di #DeDonno c'è un uomo lasciato solo, un medico che aveva dedicato tutto alla sua cura e le sue ricerche» twitta Alex. A commentare la notizia, dubitando che si tratti di suicidio, molti cosiddetti mattonisti, gli utenti che hanno un mattone al fianco del proprio nome e che si riconoscono spesso nelle posizioni dei no vax.

domenica 25 luglio 2021

Ultime notizie sul caso della ginecologa scomparsa dopo essersi dimessa all'ospedale di Trento. Il fidanzato di Sara Pedri, Guglielmo Piro, rivela un retroscena inquietante sul trattamento della dottoressa all'interno del reparto: «Costretta per un intero pomeriggio a rimanere in una stanzetta da sola senza far nulla e solo alle 21, terrorizzata dalla neve, è riuscita ad andarsene e prendere l'auto per tornare a casa». Piro lo ha rivelato in una intervista al portale news ildolomiti.it. 

«Dopo questo episodio - aggiunge Piro - ha smesso di raccontarmi quello che le succedeva. Ha iniziato a cambiare atteggiamento nei confronti dell'ambiente di lavoro. Aveva paura ed ha iniziato ad andare al lavoro controvoglia. Io le dissi - racconta il fidanzato - di dimettersi perché quello era un ambiente malsano. Ma da quel momento non mi ha più raccontato quello che le accadeva al lavoro, mi diceva solo che aveva avuto un'altra giornata nera o un'altra giornata difficile.» Sulle indagini spiega che «se c'è un colpevole pagherà ma non vado a puntare il dito contro nessuno. A me interessa solo di Sara e che torni da noi».  

giovedì 22 luglio 2021

Eric Clapton: «Non suono nei club dove sarà obbligatoria la vaccinazione. Disastrosa la mia esperienza con Astra Zeneca»

Eric Clapton rifiuterà di suonare nei locali dove è richiesta la vaccinazione anti-Covid. Anche a costo di far saltare più di un concerto del tour mondiale  di cui due date, by the way, sono previste anche in Italia (Milano e Bologna).

Lo ha dichiarato il pluricelebrato chitarrista - slow hand, per il suo unico stile di esecuzione - spiegando: «In seguito all'annuncio del primo ministro Boris Johnson, di lunedì 19 luglio (obbligo di green pass per assistere a eventi e concerti, ndr), il mio onore mi obbliga a fare un annuncio a mia volta: non suonerò mai su alcun palco alla presenza di una platea discriminata. Se non sarà possibile a tutti poter assistere al concerto, mi riservo la possibilità di poter cancellare lo show».

L'autore della canzone-inno "Cocaine" - che come molti artisti della sua generazione ha avuto lunghe dipendenze da sostanze - ha motivato la sua netta presa di posizione dichiarando di aver avuto "un'esperienza disastrosa" con il vaccino AstraZeneca. 

L'artista inglese - che con la soubrette e personaggio mediatico Lory Del Santo ha avuto un figlio, Conor, morto tragicamente a 4 anni nel 1991 - assume così una posizione opposta a quella di Bruce Springsteen che per le sue prossime performance a Broadway richiederà un pubblico completamente vaccinato.

Balotelli contro la ex Clelia: «Le donne che fanno figli per soldi». Lei risponde così

Mario Balotelli sbotta sui social. La tensione tra Super Mario e la sua ex fidanzata Clelia è alle stelle. Il calciatore italiano ha sbottato nelle Instagram stories pubblicando un messaggio in inglese dai toni polemici. 

«La legge dovrebbe impedire alle donne interessate ai soldi di avere bambini contro il volere degli uomini solo per avere denaro, questo è diabolico, triste e immorale» dichiara Super Mario, che continua «La famiglia nasce dall’amore e non dalla convenienza. Se tu sei single, ti diverti e non puoi provvedere a te stesso, non usare terze persone come un bancomat, trova un lavoro prima di avere figli. Anche se la legge a volte non è giusta, Dio lo è… E la punizione alla fine sarà eterna».

La replica di Clelia non si è fatta attendere. La modella di origini svizzere ha taggato esplicitamente il suo ex compagno, fugando qualsiasi dubbio: «Non ha rispetto delle madri. L’unica cosa che fa, è mentire. Sono una sua vittima fisicamente e mentalmente… Non si ferma mai». 

Il nuovo giocatore dell'Adana Demispor, neopromossa nella massima serie turca, ha concluso la lite social con una storia in cui accusa la ex di essere folle.

mercoledì 14 luglio 2021

Italia-Inghilterra, Rovazzi si "traveste" da tifoso inglese a Wembley. E l'urlo della vittoria gli rimane in gola

«Oggi a Londra c'è un silenzio assordante. Avete fischiato l'inno? Avete picchiato gli italiani? Vi siete tolti la medaglia? Vi meritate il cielo nero!». Fabio Rovazzi nelle sue Instagram stories diventa per un giorno un inviato in terra inglese. 

Da ieri sera ha postato delle storie in cui ha raccontato le emozioni di una notte indimenticabile. Dall'arrivo allo stadio all'impossibilità di poter gioire alla rete di Bonucci perchè nel settore dedicato ai tifosi inglesi. Dall'ultimo rigore di Saka parato da Donnarumma alla gioia dei pochi italiani presenti e all'esultanza finale quando, finalmente per lui, a Wembley a cantare e festeggiare erano rimasti solo gli italiani.

Lo youtuber e cantante italiano, ha proseguito poi il suo racconto per i follower con i festeggiamenti della notte in una Londra deserta, per poi ripresentarsi questa mattina con il dente avvelenato. «Oggi a Londra c'è un silenzio assordante. Avete fischiato all'inno? Avete picchiato gli italiani? Vi siete tolti la medaglia? Vi meritate il cielo nero!» Questa l'ultima storia pubblicata all'aeroporto di Londra prima di tornare in Italia.

Fabio Rovazzi è stato uno dei pochi fortunati italiani a poter vedere dal vivo l'impresa degli Azzurri nella bolgia inglese di Wembley. Un'emozione unica che ha condiviso con tutti i suoi follower che sicuramente hanno apprezzato la sua simpatia e l'accuratezza nel racconto del match in tutte le sue emozioni. 


martedì 13 luglio 2021

Matteo Renzi e Lucio Presta indagati per finanziamento illecito: «Doc su Firenze a prezzi fuori mercato»

L'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il manager dei vip Lucio Presta sono indagati per false fatturazioni e finanziamento illecito: al centro dell'indagine, secondo il quotidiano Domani che ha dato l'anticipazione, i bonifici del documentario «Firenze secondo me», che finirono nel 2019 in una relazione dell'antiriciclaggio della Uif. Secondo quanto Domani, «la procura di Roma ha iscritto il leader di Italia Viva nel registro degli indagati qualche settimana fa, in merito a un'inchiesta sui rapporti economici tra Renzi e l'agente televisivo».

Il progetto in tv su Discovery
L'Espresso segnalò due anni fa come Presta, per il progetto televisivo andato in onda su Discovery, «girò a Renzi quasi mezzo milione di euro, una cifra che appariva fuori mercato. Non solo - sottolinea Domani - se rapportata alle somme pagate da conduttori di fama come Alberto Angela, ma anche messa a confronto con quanto incassato dai Presta da Discovery: se al tempo fonti interne all'emittente rivelarono che il documentario presentato dal politico era stato comprato per poche migliaia di euro, oggi si scopre che l'Arcobaleno Tre (la società di Presta e del figlio Niccolò - anche lui indagato) ha fatto a Discovery una fattura da appena mille euro, che tra l'altro non risulta ancora incassata».

In pratica, afferma il quotidiano, «il documentario, costato quasi un milione di euro tra compenso per Renzi e spese di produzione, ad oggi non ha incassato nulla. I soldi ottenuti dall'amico Presta, già organizzatore della Leopolda, servirono invece a Renzi, nell'autunno del 2018, a restituire parte del prestito da 700mila euro che aveva ricevuto dalla famiglia Maestrelli per l'acquisto della villa di Firenze. Un prestito anomalo che finì nelle maglie dell'antiriciclaggio (i soldi furono bonificati dai Maestrelli attraverso il conto corrente dell'anziana madre, e da qui finirono su quelli dei Renzi), ma in quel caso la procura di Firenze non ravvisò gli estremi del finanziamento illecito, nonostante nel bilancio 2018 dell'azienda dei Maestrelli da cui partì la provvista il destinatario finale del prestito (un politico) non era stato segnalato come vuole la legge sul finanziamento alla politica».

«Come Benigni o Giancarlo Giannini»
«Presta, al tempo - scrive sempre il quotidiano - si giustificò dicendo che per lui l'operazione 'Firenze secondo me' era un investimento nel tempo, e che i diritti sul documentario (che fece meno del 2 per cento di share) avevano a suo giudizio un valore economico di rilievo, e insindacabile. Renzi dal canto suo ha sempre spiegato al suo entourage che non è affar suo se Presta vuole pagarlo come una star del cinema al pari di Benigni o Giancarlo Giannini». La procura di Roma, però, rileva il giornale, «vuole vederci chiaro sulla regolarità dell'operazione. I sospetti maggiori non riguardano tanto il documentario, visto che il prodotto - al di là dei compensi anomali e fuori mercato per il conduttore-autore - è certamente stato realizzato e messo in onda».

«I dubbi toccano soprattutto - scrive Domani - altri due contratti e relativi bonifici da centinaia di migliaia di euro a favore di Renzi, scoperti dopo una verifica fiscale nella sede dell'Arcobaleno Tre. Denaro versato dalla società del manager all'ex premier per la cessione dei diritti d'immagine e per alcuni progetti televisivi che i due avrebbero dovuto fare insieme». Nel decreto di perquisizione ai Presta e alla loro Arcobaleno Tre, i pm Alessandro Di Taranto e Gennaro Varone «parlano infatti di 'rapporti contrattuali fittizi, con l'emissione e l'annotazione di fatture relative a operazioni inesistenti, finalizzate anche alla realizzazione di risparmio fiscale, consistente nell'utilizzazione quali costi deducibili inerenti all'attività d'impresa costi occulti del finanziamento della politica'. I programmi ipotizzati non sono infatti mai stati fatti, e soprattutto - conclude il quotidiano - i pagamenti al politico non sono stati iscritti al bilancio».

sabato 10 luglio 2021

Grillo, i file audio della ragazza che lo accusa di stupro: «Per me il sesso è sacro, mi hanno usata»

All'udienza preliminare per il caso del presunto stupro di gruppo a casa di Ciro Grillo sono stati riprodotti i file audio che la ragazza ha inviato all'amica. A parlare, via Whatsapp, è la ragazza italo-norvegese che ha denunciato Ciro e tre suoi amici di stupro di gruppo e che due anni fa si trovava nella villa in Sardegna del figlio di Beppe Grillo. La difesa, intanto, chiede una perizia sulla chat. 

Ciro Grillo, la chat della ragazza davanti al Gup

«Per me il sesso è qualcosa che voglio fare con qualcuno che amo, e non vendermi così, come molti altri dei miei amici anche qui in Italia. Perché per me è tipo una cosa sacra, se possiamo dire così», è il vocale registrato in inglese, e depositato ieri agli atti, in possesso dell'Adnkronos. La giovane si sfoga con l'amica norvegese in un audio di 14 minuti e 45 secondi.

«Parlo sempre di come, tipo, in discoteca a volte perdo la testa e inizio a divertirmi con le persone - dice a Mya -Ok, va bene. Cioè, non va bene, ovviamente, ma, ci puoi passare sopra, non si è così grave, almeno per me, è tipo, ok, va bene, è successo, chi se ne frega, no?». E ancora: «Ma, tipo, due sere fa non mi sono nemmeno divertita con nessuno. E sai, te l’ho sempre detto questo, divertirsi con qualcuno è ok, ma fare sesso per me è qualcosa di, forse… non so, spero che quello che sto dicendo non ti sembri superficiale, ma per me il sesso è qualcosa che voglio fare con qualcuno che amo».

mercoledì 7 luglio 2021

Uomini e donne, il corteggiatore Alessandro D’Amico dona un rene alla sorella Federica

L’ex corteggiatore di Uomini e Donne Alessandro D’Amico dona un rene alla sorella Federica. Alessandro D’Amico, ex corteggiatore del trono gay di “Uomini e donne”, ha raccontato con un post sul social la commuovente storia.

Alessandro D’Amico, ex corteggiatore del Trono Gay di Uomini e Donne, ha deciso di venire in soccorso alla sorella Federica, a cui è stato asportato tempo fa un rene e in un post su Instagram ha comunicato la sua scelta ai follower: “Una promessa che feci a me stesso – ha scritto sul social -  Quando a 20 anni mi rendi conto di essere inutile e di non poter fare nulla per salvare nostra madre. Lentamente ho guardato i mesi, gli anni rubarmi via la cosa più preziosa che avevo e lasciarmi un vuoto che ancora oggi non sono capace di colmare! Questa volta ho detto no! Questa volta non sono scappato. La paura non è stata padrona, anzi, l’amore è stato l’unico faro che mi ha illuminato il cammino.. un cammino tanto diverso ma pur sempre unito dalla stessa essenza. A+ andiamo...”

E la sorella di Alessandro D’Amico, Federica, ha risposto via social,naturalmente ringraziando per il gesto: “Eccoci qua.... Tra qualche ora tutto sarà finito...anzi tutto ricomincerà! La mia vita cambierà in meglio, i miei sogni riprenderanno forma... e semplicemente grazie a te.... Mi stai dando l'opportunità di crescere i miei figli con più forza e coraggio.... Mi stai dando la tua vita nelle mie mani.... Mi stai dando la responsabilità di accudire parte di te , con me , per sempre... Auguro a te e a me.... una nuova vita.... fatta solo di tanti sorrisi... Avanti tutta! Sempre insieme, uniti per sempre! A+”.

Raffaella Carrà, le cause della morte e la malattia tenuta nascosta: «Stesso destino della madre»

Raffaella Carrà ha tenuto nascosta la sua malattia e si è spenta all'improvviso il 5 luglio, a 78 anni, dopo aver fatto la storia dello spettacolo. Ad annunciarne la scomparsa è stato il suo compagno di vita Sergio Japino, ma non ha specificato quali siano state le cause e soprattutto qual era il male di cui soffriva. Dalle indiscrezioni emerse in queste ore sembra che sia deceduta per un tumore al polmone, un carcinoma, proprio come sua madre nel 1987. 

Raffaella Carrà, la presunta causa della morte

Raffaella Carrà era malata da qualche tempo e la scelta di non parlarne mai pubblicamente, come ha spiegato il compagno di vita Sergio Japino, è stato «l’ennesimo gesto d’amore verso il suo pubblico, affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei». Lo stesso destino di sua madre, dunque, Iris Dell'Utri. «La mamma di Raffaella Carrà è morta a 63 anni proprio per un tumore al polmone, quindi si tratta innanzitutto di una questione genetica. E poi se una persona fuma il destino è quasi inevitabile». È quanto affermato dal prof. Giacomo Mangiaracina, medico chirurgo, docente di Salute pubblica all’Università La Sapienza, Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione, fondatore e Presidente della Società Italiana di Tabaccologia, intervenuto ai microfoni della trasmissione “Genetica oggi” condotta da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus. 

«Purtroppo - ha aggiunto - il fumo ci ha portato via Raffaella con 10 anni d’anticipo. Abbiamo molti studi che dicono che il fumo accorcia la vita di 10-12 anni, questo vale per tutti. La dipendenza, come quella dal tabacco, ti porta nelle condizioni di non poter dire no. Il 90% dei tumori polmonari avvengono tra i fumatori. Se c’è una base genetica è chiaro che tutti i modelli di stile di vita influiscono su quella base genetica. Il polmone della donna è più piccolo rispetto a quella degli uomini, quindi anche gli effetti negativi sono triplicati, tant’è che il tumore al polmone è diventato la prima causa di morte tra le donne».

Alice Campello, la moglie di Morata minacciata di morte insieme ai figli dopo il gol del marito. La sua risposta

Quello che è accaduto dopo Italia-Spagna a Euro 2020 ad Alice Campello, la moglie italiana di Alvaro Morata sta monopolizzando il dibattito sui social. La compagna del calciatore spagnolo ha ricevuto minacce di morte e messaggi contro suo marito e i suoi figli sui social. Prontamente ne ha condivisi alcuni sulle stories di Instagram e poi ha replicato lasciando un messaggio forte e chiaro contro queste barbarie.

Italia-Spagna, Alice Campello minacciata di morte
Il marito dell'influencer e imprenditrice Alice Campello è Alvaro Morata, il campione delle Furie Rosse che ieri ha segnato il gol del pareggio con l'Italia e che per uno strano scherzo del destino ha sbagliato il rigore decisivo. Alice è veneta e ha attirato l'odio di alcuni connazionali sui social. I messaggi inviati sono di questo tenore: «Non ti azzardare a postare foto del gol. Vengo a casa tua e ti brucio in diretta Instagram». E poi ancora insulti ed epiteti offensivi nei commenti ai suoi post.

Italia-Spagna, la replica di Alice Campello
«Sinceramente non sto soffrendo per nessuno di questi messaggi, davvero. Non penso nemmeno che sia un fattore di ‘italiani’ ma di ignoranza. Penso però che se fosse successo ad una ragazza più fragile sarebbe stato un problema. Ricordiamoci che è uno sport per unire non per sfogare le vostre frustrazioni. Spero davvero in un futuro si possano prendere provvedimenti seri per questo tipo di persone perché è vergognoso e inaccettabile».

lunedì 5 luglio 2021

Si fa un buco nei pantaloni per fare sesso con un detenuto: condannata 26enne guardia carceraria

Ha fatto sesso con un detenuto nonostante le regole del carcere lo vietassero in modo tassativo: per questo una giovane di 26 anni, Tina Gonzalez, è stata condannata poco più di un anno dopo il suo arresto. Era il maggio del 2020 quando la giovane guardia carceraria è stata scoperta nel soddisfare quella che è stata definita nella sentenza come una «depravata fantasia sessuale».

Tina, secondo le ricostruzioni dei media americani, si sarebbe fatta un buco nei pantaloni per poter fare sesso con uno dei prigionieri, sotto gli occhi di altri 11 detenuti nella prigione della contea di Fresno, in California. In più in questi mesi non avrebbe mostrato alcun rimorso, con tanto di telefonate sessualmente esplicite con il detenuto con cui aveva fatto sesso e con cui aveva una relazione da tempo. «Ho visto cose disgustose nei miei 26 anni di lavoro nelle carceri, ma ciò che ha fatto lei è in cima alla lista», ha detto il suo ex capo, l’assistente dello sceriffo Steve McComas.

La Gonzalez, che ha lavorato nella prigione per oltre tre anni, non avrebbe solo fatto sesso col detenuto ma gli avrebbe spesso fornito droga, alcol e un cellulare con il quale lo avvertiva delle eventuali perquisizioni. È stato all’inizio di dicembre 2019 che gli agenti, dopo aver avuto una soffiata, hanno scoperto tutto: e dopo averlo interrogato sono anche venuti a sapere della relazione sessuale con la guardia carceraria. Tina Gonzalez è stata condannata a 7 mesi di carcere, al termine dei quali dovrà rimanere altri due anni in libertà vigilata.

Raffaella Carrà è morta, l'ultimo post sui social e la sofferenza mascherata: «Il vostro affetto mi commuove»

Raffaella Carrà è morta a 78 anni. Che aveva compiuto pochi giorni fa, il 18 giugno. E com'è ovvio che sia era stata sommersa dagli auguri di tutti gli italiani innamorati delle sue canzoni. E lei aveva ringraziato, con un tweet sui suo profilo: «Grazie a tutti mi avete sommersa di auguri. Il vostro affetto mi commuove. Vi abbraccio e vi auguro un'estate con ritorno alla normalità».

Il post è stato ricondiviso da tantissimi fan, che hanno ripescato il tweet e l'hanno inondata virtualmente di affetto. Si è spenta alle 16.20 di oggi, dopo una malattia che da qualche tempo aveva attaccato quel suo corpo così minuto eppure così pieno di straripante energia. Una forza inarrestabile la sua, che l'ha imposta ai vertici dello star system mondiale, una volontà ferrea che fino all'ultimo non l'ha mai abbandonata, facendo si che nulla trapelasse della sua profonda sofferenza. Neanche nelle ultime "uscite" social, come quella in occasione del suo compleanno.  L'ennesimo gesto d'amore verso il suo pubblico e verso coloro che ne hanno condiviso l'affetto, affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei.

domenica 4 luglio 2021

Vibo Valentia, statua della madonna "piange": il risultato delle analisi, non si tratta di sangue

Non è sangue il liquido fuoriuscito dagli occhi della statua dell'Immacolata Concezione presente nel giardino di una casa privata di San Gregorio d'Ippona, in provincia di Vibo Valentia, di proprietà di una donna di 99 anni la più anziana del paese. Il responso, seppure informale, arriva a seguito delle analisi effettuate nel laboratorio Salus-Mangialavori di Vibo Valentia.

A notare la presenza del liquido di colore rosso rubino sceso dagli occhi della statuetta della Madonna, alta 50 centimetri, era stata la badante dell'anziana.

Il sindaco Pasquale Farfaglia, subito informato dell'episodio, dopo aver fatto apporre i sigilli all'area interessata, si dice pronto ad andare fino in fondo per capire l'origine dello stranissimo fenomeno osservato due giorni addietro.

Infatti ha fatto sapere che lunedì mattina consulterà la Curia Vescovile e subito dopo si rivolgerà all'Arpacal che dovrà esaminare nuovamente il liquido, chiarendo la natura della sostanza.

sabato 3 luglio 2021

Malika Chalhy con Mercedes e cane di lusso, Tommaso Zorzi: «È una persona torbida, ma continuate a donare...»

Malika Chalhy con Mercedes e cane di lusso, Tommaso Zorzi: «È una persona torbida, ma continuate a donare...». A 24 ore dalla bufera social che ha travolto Malika Chalhy - la 22enne di di Castelfiorentino cacciata di casa dai genitori perché omosessuale - a causa degli acquisti dispendiosi (una Classe A usata da 17mila euro e un bulldog francese da 2.500 euro) fatti con i soldi delle donazioni, arriva il commento del vincitore del Grande Fratello Vip.

In una story di Instagram, Tommaso Zorzi parla del caso Malika e del tema delle donazioni. «Mi state chiedendo un parere sulla questione Malika. L'Italia si è unita in una raccolta fondi per aiutare una ragazza ripudiata dai suoi genitori in quanto omosessuale. E di questo dobbiamo esserne fieri. Lei si è poi rivelata una persona torbita, ma questo è un problema suo non della beneficenza. Continuate a donare nelle cause in cui credete».

Malika Chalhy era stata cacciata di casa, senza poter prendere neanche un cambio di biancheria, dopo aver confessato ai genitori di amare una donna. Gli audio agghiacchianti con gli insulti ricevuti dalla mamma hanno fatto il giro del web. Da lì una gara di solidarietà che ha portato a raccogliere 140mila euro. Poi ieri, la polemica per la foto in Mercedes e con il bulldog di lusso. 

Sostiene l'esame di maturità, poi un tumore si porta via Ilaria a soli 20 anni. Ilaria di Carlo è morta a vent'anni dopo aver fatto la maturità. Il sorriso sempre stampato sul volto. Anche quando ha scoperto di essere affetta da un male incurabile: un rarissimo tumore ai surreni che non colpisce praticamente mai gli adolescenti e i giovani. 

A quel punto si è data un obiettivo: tenere duro per raggiungere l’agognata maturità. Appena conseguito il diploma, le forze sono venute meno e a nulla sono valse le ultime terapie.

Questa è la storia esemplare di Ilaria Di Carlo, residente a Maniago in Friuli, ma originaria di Fanna. A fine maggio ha avuto l’ok per sostenere l’esame, dopo una serie di interrogazioni. Il 16 giugno in sessione unica ha conseguito la maturità con 88. Poi si è spenta. Il funerale celebrato questa mattina, sabato, alle 11 nella chiesa di Fanna: lascia nel dolore il papà francesco, il fratello Manuele e la comunità locale. La famiglia ha voluto ringraziare il personale dell'Area Giovani del Cro e invita chi desiderasse ricordare Ilaria a fare un'offerta alla struttura.

martedì 29 giugno 2021

Chiara Gualzetti, uccisa a 16 anni. L'amico ha confessato: ecco chi è. Il messaggio della famiglia

Fermato nella notte l'amico minorenne di Chiara Gualzetti, la ragazza uccisa e trovata cadavere a Monteveglio, nel Bolognese, a qualche centinaia di metri da casa. Il giovane è stato interrogato dai carabinieri, coordinati dalla Procura per i minorenni di Bologna, e ha confessato l'omicidio. Le indagini proseguono.

L'amico ha confessato: chi è
Il ragazzo fermato per l'omicidio di Chiara Gualzetti è un italiano di 16 anni. Il provvedimento è stato eseguito alle 4.30 dai carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Borgo Panigale e del nucleo investigativo del comando provinciale. A suo carico ci sarebbero diversi riscontri oggettivi, oltre alla confessione. Il movente è al vaglio degli inquirenti. Su disposizione del pm della Procura per i minorenni Simone Purgato, il 16/enne è stato portato in un centro di giustizia minorile, mentre il corpo della 16enne è stato portato in obitorio a Bologna.

Il messaggio della famiglia
«Poche parole per esprimere tutta la mia gratitudine alle forze dell'ordine, alla protezione civile e a tutti quelli che hanno partecipato sia materialmente che moralmente. GRAZIE». È il messaggio che si legge sul profilo Facebook di Vincenzo e Giusi, i genitori di Chiara Gualzetti.

Ragazza trovata morta a Valsamoggia: era sparita domenica da casa
Il corpo di Chiara Gualzetti, è stato ritrovato nei pressi di via dell'Abbazia a Valsamoggia. Era scomparsa da domenica mattina: i genitori si erano rivolti ai carabinieri e avevano organizzato battute di ricerche con volontari, condividendo anche una foto della ragazza sui social. Nel pomeriggio di ieri il sindaco del Comune si era unito agli appelli.
Il corpo di Chiara Gualzetti era ai margini di un bosco, a meno di un chilometro da casa, nel parco dell'Abbazia di Monteveglio, zona di colline nel Bolognese, vicino al confine con Modena. Lo hanno trovato nel pomeriggio i volontari che da alcune ore stavano cercando la ragazza. Fra un mese avrebbe compiuto 16 anni e la famiglia la stava cercando da ieri mattina, da quando si era allontanata, forse per un appuntamento con un amico. Un incontro su cui sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri della compagnia di Bologna Borgo Panigale e del nucleo investigativo del comando provinciale, coordinati dal pm Marco Imperato della Procura ordinaria.

lunedì 28 giugno 2021

Uccide il patrigno dopo 20 anni di abusi sessuali e 4 figli con lui, condannata Valérie Bocot: «Tutti sapevano»

Il lungo processo di Valérie Bacot, la donna francese accusata di aver ucciso il suo patrigno che ha abusato di lei per oltre 20 anni, volge al termine. Condannata per omicidio premeditato a quattro anni di carcere, tre dei quali sospesi e, dati gli anni già trascorsi in carcere, la Bacot non tornerà dietro le sbarre. È la sentenza emanata il 25 giugno dalla giuria del tribunale di Saône-et-Lore che ha deliberato per quasi cinque ore, prima di respingere le affermazioni della squadra di difesa secondo cui Bacot non era sana di mente al momento dell'omicidio.

A partire dall'età di 12 anni, e per i 20 anni successivi, ha subito violenze dal suo patrigno, Daniel Polette, diventato anche suo marito, dal quale ha avuto quattro figli. Da quanto riportato dalla rivista “The Guardian”, la donna l’ha ucciso con una pistola dopo che lui aveva iniziato a farla prostituire con estranei, temendo che stesse per iniziare ad abusare della loro figlia adolescente.

Passato alle cronache come “l’orco”, Daniel Polette, uomo di 61 anni, ha rovinato la vita a molte donne del suo nucleo familiare. Inizialmente, viveva con la madre di Bacot, Joëlle Aubagne, quando ha iniziato a violentarla a 12 anni. E qui, il primo fallimento dello Stato: accusarlo del reato minore di abuso sessuale, emanando una sentenza più mite. Il secondo è stato quello di permettere ad Aubagne di portare sua figlia a vedere Polette in prigione e di non impedirgli di tornare alla casa di famiglia tre anni dopo. Poco dopo, ha ricominciato a violentare Bacot. All'età di 17 anni, la ragazza rimase incinta del primo dei loro quattro figli e lui la mise a vivere in un appartamento come sua moglie. Seguirono due decenni di abusi, percosse e minacce quasi quotidiane.

A confermare tutto, il caso della Bacot è stato più volte riportato alla polizia nel corso degli anni, dagli stessi figli che riportavano alla polizia denunce continue, ma sempre risultate vane.

«Nessuno sembrava trovare strano che Daniel fosse tornato a vivere con noi come se niente fosse», ha scritto la Bacot nel suo libro Tout le Monde Savait (Tutti sapevano). 

Si chiude così, con estremo ritardo, una delle pagine nere delle cronache francesi. Bacot è una delle tante portavoce testimoni di abusi, a conferma dell’inefficienza delle autorità francesi nell'affrontare i diffusi abusi domestici contro le donne in un paese che ha uno dei più alti tassi di femminicidio in Europa.

Bologna: scompare da casa a 16 anni, Chiara trovata morta nella scarpata. S'indaga per omicidio

La ragazza di 16 anni, Chiara Gualzetti, scomparsa da ieri da casa è stata trovata morta in una scarpata in zona Monteveglio, territorio di Valsamoggia, in provincia di Bologna. Dalle prime informazioni non si esclude alcuna pista e si stanno valutando le lesioni sul corpo della giovane. Procedono i carabinieri e sul posto è andato il medico legale. I genitori avevano segnalato la sparizione e dopo alcune battute di ricerca anche il sindaco di Valsamoggia, Daniele Ruscigno, aveva lanciato un appello sui social per ritrovarla.

Sono per omicidio le indagini sulla morte della sedicenne Chiara Gualzetti, trovata cadavere ai margini di un bosco a Monteveglio, in provincia di Bologna. Secondo quanto si apprende, la ragazza avrebbe ferite d'arma da taglio e forse altre lesioni. Sono impegnate sia la Procura ordinaria che quella per i minorenni, che coordinano i carabinieri: non è infatti escluso che il possibile autore del delitto abbia meno di 18 anni. Si stanno ricostruendo le ultime ore della ragazza e i suoi contatti.

Ragazza trovata morta a Valsamoggia: era sparita ieri da casa

Il corpo della giovane, Chiara Gualzetti, è stato ritrovato nei pressi di via dell'Abbazia. Era scomparsa da domenica mattina: i genitori si erano rivolti ai carabinieri e avevano organizzato battute di ricerche con volontari, condividendo anche una foto della ragazza sui social. Nel pomeriggio di oggi il sindaco del Comune si era unito agli appelli.

domenica 27 giugno 2021

Flora Canto in bikini al mare: "Niente filtri, solo pancia"

A fine luglio nascerà Niccolò con un parto cesareo programmato. Ma intanto Flora Canto si gode il suo bel pancione al mare con la primogenita avuta da Enrico Brignano, Martina. La conduttrice televisiva, 38 anni, è all’ottavo mese e aspetta un maschietto, dopo la primogenita che 4 anni e coccola la mamma baciandole il ventre rotondo. "Niente filtri solo pancia" scrive la Canto sfoggiando forme da capogiro.

Di recente, ha raccontato in un’intervista al settimanale Di Più di aver programmato il parto cesareo come già era stato per Martina che aveva due giri di cordone ombelicale attorno al collo. Sta vivendo questa seconda gravidanza con molta serenità senza abbandonarsi all’ansia o agli acquisti inutili, ma godendosi il bel momento attimo per attimo. Il bimbo nascerà a Roma e Flora spera di poterlo allattare.

“Il mio senso della vita racchiuso in un’immagine” le fa eco Enrico Brignano che sul suo profilo social pubblica uno scatto della Canto con la piccola Martina che le bacia teneramente il pancione. “Che bello essere papà, regalo più grande non c’è” aveva detto qualche mese fa in attesa di fare il bis.

sabato 26 giugno 2021

Denise Pipitone, un ex poliziotto parla per la prima volta: «Il Peppe di cui parlano Anna e Jessica Corona sono io. Ecco cosa successe»

Un'ex poliziotto svela nuovi retroscena del caso di Denise Pipitone. La nuova inchiesta aperta dalla procura di Marsala sul caso della bambina scomparsa da Mazara del Vallo, rivela le testimonianze di un uomo, un ex poliziotto che non era mai stato ascoltato prima e che ha rivelato dei dettagli importanti sulla famiglia Corona, come rivela Quarto Grado.

«Installiamo un ambientale nel mio ufficio, un altro nell'ufficio dell'altro ispettore. Facciamo questo esperimento, Jessica messa nella stanza di quell'ispettore e io chiamo Anna Corona. La incalzo, cerco di farle capire che se Jessica non ci dice come vanno le cose, messa così andiamo a indagarla... L'accompagno nella stanza dov'è Jessica, la faccio entrare e chiudo. E lì esce 'a casa ce la purtai'».

L'uomo, ex ispettore della polizia giudiziaria, il 2 settembre 2004 interrogò Gaspare Ghaleb, ex fidanzato di Jessica Pulizzi, e a lui fu assegnato il compito di controllare le intercettazioni. Lui è il primo dei sei nuovi testimoni ascoltati sul caso. «'Tu mi devi dire cos'è successo! Tu mi devi dire cos'è successo!' dice Anna. Jessica, che non ha capito più niente, dice 'mia madre vuole sapere cos'è successo e io glielo dico', perché fino a quel momento lì loro non avevano mai parlato in maniera così aperta. Anna capisce che stava mettendo nei guai sua figlia. Quando Jessica dice  'a casa ce la purtai', lei interrompe subito. 'Guardami negli occhi' e sento che dice 'problemi con Dio ne hai?'».

Poi racconta che in quell'occasione fu fatto dalle donne il nome di Peppe e a tal riguardo precisa: «Il Peppe amico di Anna sono io, che poi non sono amico di Anna. Non quello del motorino, del motorino sono altri».

All Together now, Giuliana Danzè e il volto tumefatto dopo l'aggressione del compagno: «Denuncio ciò che è accaduto»

Giuliana Danzè con il volto tumefatto sui social. Giuliana Danzè, 26 anni di Benevento, nota al pubblico per le sue partecipazioni ai programmi tv All together now 2 e The Voice, ha mostrato sul social il suo viso a seguito della violenza subita da parte del compagno.

Giuliana Danzè con il volto tumefatto si mostra sui social, appena dimessa dall’ospedale San Pio di Benevento, dopo aver subito violenza da parte del compagno. In un video la cantante protagonista di All together now 2 e The Voice   ha raccontato l’accaduto: “Oggi voglio metterci la faccia – ha spiegato sul social - per denunciare pubblicamente quanto mi è accaduto. L'amore non è violenza, ricordate che l'amore è sostegno reciproco. Ricordate che non è mai colpa vostra, io non mi sento in colpa, non ho nemmeno paura, che mi spaccassero la faccia un'altra volta. Lotterò affinché nessuna persona si senta come me. La violenza, psicologia e fisica non dovrebbe esistere per nessuno. Se la mia denuncia può essere una forza per qualcuno, che arrivi il più lontano possibile. Un uomo dopo aver toccato una donna smette di essere un uomo”.


George Floyd, condannato a 22 anni e mezzo l'ex agente Chauvin

Derek Chauvin, l'agente che ha ucciso George Floyd, è stato condannato a 22 anni e mezzo di carcere, in una sentenza che lascia molti delusi e amareggiati perché la ritengono troppo debole. La famiglia e i legali di Floyd avevano chiesto la massima pena, ovvero 30 anni di carcere. Gli avvocati di Chauvin avevano prima tentato la strada della libertà vigilata, poi si sono arresi e hanno chiesto una sentenza leggera «basata sulla legge».

Il giudice Peter Cahill prima di pronunciarsi ha chiarito di aver deciso «non sulla scia delle emozioni e della simpatia ma sui fatti. La mia decisione è accompagnata a un memorandum di 22 pagine che la spiega e non vuole essere un messaggio a nessuno», ha aggiunto. Chauvin, presente in aula dopo due mesi trascorsi in cella di isolamento, è rimasto imperterrito. Giacca e cravatta grigio chiaro, ha avuto il volto coperto dalla mascherina per quasi tutta l'udienza. L'ha rimossa solo per parlare: dopo essere rimasto in silenzio per tutte e sei le settimane del processo, l'ex agente ha infatti preso brevemente la parola e si è rivolto alla famiglia di Floyd, presentando le sue condoglianze con la voce tremante e palesemente scosso. Prima di lui si era rivolta al giudice e al pubblico sua madre, Carolyn Pawlenty. «Lo hanno descritto come aggressivo, incurante e razzista. Ma voglio dirvi che non è così: è una brava persona», ha detto Pawlenty.

La donna poi si è rivolta fra le lacrime direttamente al figlio: «Derek ho sempre creduto alla tua innocenza. Sei il mio figlio preferito». A rivolgersi al giudice Cahill è stata anche la famiglia di Floyd, a partire dalla figlia di sette anni Gianna, collegata via video. A chi le chiedeva cosa direbbe al padre, la bimba ha risposto: «Gli direi che mi manca e che gli voglio bene». Poi è toccato ai fratelli del 46enne afroamericano divenuto icona del movimento Black Lives Matter: hanno chiesto la massima pena e l'assicurazione che l'ex agente scontasse tutta la sua sentenza in carcere. La legge del Minnesota prevede infatti che, in caso di buona condotta, la pena possa essere ridotta di un terzo.

«Non cerchiamo vendetta, guardiamo solo alla gravità di quanto accaduto», ha detto il procuratore del Minnesota, Keith Ellison, prima della sentenza. Il riferimento è al video shock che ha documentato gli ultimi nove minuti di vita di Floyd il 5 maggio del 2020 e che ha fatto il giro del mondo, spingendo migliaia di persone in piazza negli Stati Uniti per manifestare contro la polizia violenta e razzista. Proteste che mandarono su tutte le furie l'allora presidente Donald Trump, convinto che bisognasse usare il pugno duro contro i manifestanti.

«Dovremmo spaccargli la testa, ecco come dovremmo trattarli. Sparate», avrebbe detto il tycoon durante i giorni caldi dell'estate del 2020, premendo per l'intervento dell'esercito. La sentenza chiude un caso che ha scosso l'America ma delude tutti coloro che voleva quella che - a loro avviso - sarebbe stata una sentenza esemplare, ovvero la massima pena per un atto violento e ingiustificato. L'amarezza è palese fuori dal tribunale e si contrappone all'urlo di gioia che era seguito al verdetto di colpevolezza della giuria. la battaglia di Black Lives Matter - assicurano i manifestanti - va avanti, questo è solo l'inizio.

mercoledì 23 giugno 2021

Nicola, Roberta Bruzzone choc a Vita in Diretta: «Come si è infilato i sandali a 21 mesi? Ci sono delle cose che non tornano»

Nicola, Roberta Bruzzone choc a Vita in Diretta: «Come si è infilato i sandali a 21 mesi? Ci sono delle cose che non tornano». Oggi, nel programma condotto da Alberto Matano si è parlato del ritrovamento del piccola Nicola Tanturli, il bimbo di 21 mesi che era scomparso da oltre 30 ore in un'area isolata nel comune di Palazzuolo sul Senio (Firenze).

Dopo il racconto dell'inviato Giuseppe Di Tommaso - che ha ritrovato il piccolo - la criminologa Roberta Bruzzone commenta l'accaduto: «Ci sono delle cose che non quadrano. Il bimbo indossava un paio di sandali, difficili da indossare per un piccolo di 21 mesi. Poi come avrebbe fatto a percorrere tre chilometri di notte senza avere paura...».

L'inviata Antonella Delprino chiosa in diretta: «È aperto un fascicolo sul tavolo del procuratore a Firenze, ma non si esclude che finirà con un nulla di fatto. Molti bambini qui escono a vedere le lucciole. È una storia a lieto fine».

Emilio Fede, morta la moglie Diana De Feo: aveva 84 anni, era stata operata

Lutto per il giornalista e conduttore televisivo Emilio Fede. Oggi, nel primo pomeriggio, è morta la moglie Diana De Feo nella sua casa di Napoli a 84 anni. Erano sposati da 57 anni, hanno avuto due figlie e cinque nipoti. A settembre, aveva subito un delicato intervento e, in questi mesi, si stava sottoponendo a una riabilitazione.

Diana De Feo, chi era

Nata a Torino, aveva cominciato in Rai nel 1976, collaborando alla rubrica Almanacco del giorno dopo del Tg1, del quale era poi diventata inviata speciale di arte e cultura. È stata senatrice, chiamata da Silvio Berlusconi, dal 2008 al 2013. Era figlia di Italo De Feo, segretario di Togliatti e poi direttore e vicepresidente della Rai. «Il migliore amico di papà era Saragat – ha raccontato –, per casa giravano Nenni e De Gasperi, la passione ce l’ho da allora». L’ex direttore del Tg4 aveva deciso proprio in questi giorni di intitolare alla moglie una fondazione: «Ho destinato parte dei miei averi ad aiutare le famiglie dei malati che non hanno di che vivere. Dedicherò il resto della mia vita al ricordo di Diana».

Mauro Romano, i genitori del bimbo scomparso vicini alla verità? Eleonora Daniele si commuove a Storie Italiane

Storie Italiane, la trasmissione di Rai Uno condotta da Eleonora Daniele, torna sul caso di Mauro Romano, il bambino scomparso 44 anni fa. In apertura di puntata però la madre dello scomparso, Bianca, esordisce: «Il lavoro che avete fatto è stato grande, Eleonora. Sono felicissima di essere arrivata a questo punto e non dimenticherò mai quello che avete fatto per tutti i giorni della mia vita. Ma non posso dire di più».

Una frase che gela Eleonora Daniele che intuisce che potrebbe essere arrivata dopo tanti anni una risposta che ha, appunto, reso felice la famiglia Romano.  La conduttrice chiede di poter capire meglio, ma Bianca ribadisce: «Sono felice, Eleonora. Devi capire tutto da questa frase. Non pensare che io mi dimentichi di voi». A questo punto la Daniele non trattiene più la sua emozione, spiega di essere felice per questa famiglia e di partecipare alla loro gioia. Gli occhi lucidi e la voce rotta confermano la grande emozione. Il padre di Mauro, Natale, a questo punto aggiunge: «Abbiamo ricominciato a vivere, perché dopo anni di profonda sofferenza siamo giunti a un traguardo piuttosto confortevole. Provate a immedesimarvi nel dolore che provavamo verso nostro figlio, che non si riusciva a capire che fine avesse fatto. Adesso siamo arrivati a una conclusione che ci lascia sperare di poter essere contentissimi».

In questo scenario anche il legale della famiglia Antonio La Scala, ringrazia la Daniele e smentisce ulteriormente la pista dell'imprenditore arabo: «La famiglia araba ha sempre negato dal 2007 che quel ragazzo fosse Mauro. Anche il padre, quando fu ascoltato dal console italiano nel 2008, ha sempre sottolineato come non si trattasse del bimbo scomparso in Italia». Ora però se qualcosa sembra essere più chiaro l'avvocato spiega che c'è tutta una questione giudiziaria da dover ancora risolvere e sulla quale continueranno ad andare avanti perché venga fatta chiarezza. 

lunedì 21 giugno 2021

Massimo Bossetti dal carcere: «Sono disperato ma innocente, Yara non ha avuto giustizia»

«Ho incontrato Massimo Bossetti in carcere pochi giorni fa, trovandolo molto ma molto provato. E comunque Massimo mi ha detto 'sono disperato, non so più che cosa devo fare. Avvocati continuate a lottare, ho fiducia di voi e non smetterò mai di lottare perché sono innocente. Lo faccio per me, per i miei figli e perché so che Yara non ha avuto giustizia'. Sempre più un uomo distrutto; il carcere è duro, ancora più duro se lo vivi da innocente. 

Non a caso è controllato costantemente dagli operatori penitenziari per evitare che commetta qualche insano gesto». Lo afferma l'avvocato Claudio Salvagni, uno dei legali di Massimo Bossetti condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio, a «Crimini e Criminologia» su Cusano Italia Tv, dopo che recentemente la Corte d'Assise di Bergamo ha detto ancora una volta no all'accesso ai reperti.

«Noi non ci arrendiamo - continua il legale di Bossetti - e per questo abbiamo già presentato un ulteriore ricorso in Cassazione, visto che nelle tre precedenti occasioni, la Suprema Corte ci ha sempre dato ragione. Ora quindi andremo in Cassazione per la quarta volta perché è un nostro diritto e un diritto di Massimo Bossetti, vedere quei reperti rimasti ed esaminarli. La decisione della Corte d'Assise di Bergamo ha dell'incredibile in quanto fa a stracci i principi fondamentali del diritto. Ci vorrà quindi ancora del tempo ma credo che la Cassazione ci riconoscerà il diritto di riesaminare i reperti. Mi chiedo come è possibile che la Corte di Bergamo nelle precedenti occasioni non abbia tenuto conto del pronunciamento della Cassazione a noi favorevole, decidendo solamente di chiuderci la porta in faccia. Tutto questo è assurdo».

sabato 19 giugno 2021

Amici, l’ex ballerina Maria Zaffiro: «Prima si respirava un’aria più semplice. I ragazzi più tranquilli, acqua e sapone»

Maria Zaffiro è stata a lungo nel cast di “Amici”, per poi abbandonare la trasmissione tre edizioni fa e non far più ritorno nella scuola di Maria De Filippi. Maria Zaffiro analizza le differenze tra l’attuale versione di “Amici” e le precedenti: “Prima si respirava un’aria più semplice - ha raccontato -  i ragazzi più tranquilli, acqua e sapone”.

Maria Zaffiro, ex ballerina professionista di “Amici” nota delle differenze nel talent rispetto al passato: “Seguo Amici perché sono molto affezionata al programma – ha spiegato in un’intervista a “Fanpage.it” - e ci sono persone che mi piacciono tantissimo, come Alessandra Celentano. Il programma è cambiato tantissimo, sì, inutile girarci intorno. Prima si respirava un’aria più semplice, i ragazzi erano più tranquilli e acqua e sapone. Si faceva tutto: i cantanti ballavano e recitavano, i ballerini dovevano cantare e recitare, e anche per noi era più stimolante”.

Le liti nella scuola non sono concordate e anzi gli allievi dovrebbero ringraziare per le correzioni da parte degli insegnati: “Secondo me di truccato non c’è proprio nulla, soprattutto nei programmi di Maria. Lei è molto limpida. Inoltre, se io fossi un allievo e mi sentissi attaccato da un professore, forse dovrei ringraziarlo. Quelli attaccati salgono in classifica, il pubblico li ricorda in base alla visibilità. Magari c’è la mamma, la nonna o la ragazza che si affeziona a chi viene trattato male”.

Se la De Filippi la chiamasse di nuovo Maria Zaffiro avrebbe un po’ di timore a tornare ad “Amici”: “Non direi mai di no: è stato un lavoro bellissimo, Maria ha creduto in me e mi ha dato tantissimo spazio. Se mi chiamassero come ballerina avrei un po’ d’ansia perché ho 44 anni. Le persone mi chiedono di tornare a ballare e non capiscono che gli anni passano! Se mi chiamassero come giudice andrei. Come professoressa no, ho un carattere sensibile: vedo il sacrificio e la passione dei ragazzi e non riuscirei mai dire a uno di loro che non è portato, o di andare a casa”.

Paolo Armando morto a 49 anni, era la "tigre" della quarta edizione di Masterchef Italia

È morto Paolo Armando, concorrente di Masterchef Italia nel 2015. Il 49enne originario di Como era stato tra i finalisti della quarta edizione del programma tv. Apprezzato da tutti per il suo carattere mite e per la sua autoironia fu soprannominato dai giudici "tigre" e in più occasioni dimostrò abilità culinarie notevoli.

Paolo era un apprezzato informatico e lavorava in Provincia a Cuneo dal 2003 nel settore servizi informativi. Aveva tre figli Michela (15 anni), Sara (12 anni) e Francesco (8 anni) e una moglie, di cui aveva parlato più volte nel corso del programma. Era un uomo molto impegnato nel sociale e nell'educazione, tanto che faceva anche il catechista nella sua parrocchia.

Paolo è stato trovato senza vita nella sua abitazione di via Don Serafino Viano a Madonna dell’Olmo. Immediatamente sul posto sono arrivati i soccorsi, ma i tentativi degli operatori del 118 si sono rivelati vani. La sua improvvisa scomparsa lascia nello sgomento non solo i suoi cari e tutta la comunità ma anche i fan del programma e i suoi compagni di avventura. 

Burgirr sembra un bambino ma ha 17 anni, ecco chi è la nuova star dei social: i suoi video sono virali

Chiunque guardi i video e contenuti sui suoi account social può essere tratto in inganno perché Burgirr (pseudonimo online) sembra un bambino ma non lo è. Sui profili Instagram e TikTok da migliaia di followers alcune immagini potrebbero impressionare. Fa delle cose da adulti con l'aspetto di un bambino perché in realtà è un ragazzo di 17 anni di nome Abdu Rozik, nato e cresciuto in Tagikistan. Ecco chi è la nuova star dei social i cui video sono diventati virali. 

Il video nel quale Abdu si divora un grosso hamburger ha fatto il giro dei social accumulando milioni di visualizzazioni, ma ci sono anche foto in cui brandisce un'arma. Chiunque si sia imbattuto in queste immagini ha creduto che si trattasse di un bambino cedendo alle apparenze. Burgiirr in realtà ha 17 anni ed è affetto da un disturbo della crescita che non ha potuto risolvere a causa di problemi economici della famiglia.  

Non è solo una star sui social, ma è anche un cantante e musicista. La sua storia continua ad attirare molte persone in tutto il mondo e anche qualche critica. Da ragazzo di piccola statura è diventato un influencer dalla vita dinamica e ricca. 

Chiara Ferragni inarrestabile, conquista il controllo totale del suo marchio: «Felice di essere al 100% il mio capo»

Un altro successo imprenditoriale per Chiara Ferragni che acquisisce la totalità della TBS Crew s.r.l, la società che ha fondato nel 2009 e che gestisce il suo marchio “storico”,  “The Blonde Salad”. Chiara Ferragni ha dato l’annuncio dal suo account Instagram: “Sono felice – ha spiegato ai follower - di essere al 100% il mio capo”.

Che il fenomeno Chiara Ferragni non si fermi soltanto ai selfie ben vestiti realizzati su Instagram è ormai cosa nota. La Ferragni è infatti proprietaria di un vero e proprio impero, costruito grazie al mondo digitale. Un altro traguardo raggiunto da parte della potentissima influencer, quello di aver acquistato la titolarità piena titolarità di Tbs Crew Srl, società che gestisce “The Blonde Salad”.

L'annuncio è arrivato proprio da Chiara Ferragni dal suo profilo Instagram. "Sono la sola proprietaria e avrò il pieno controllo della Tbs Crew srl a del sito theblondsalad che ho fondato nel 2009 - ha scritto in un post - Un nuovo capitolo è appena iniziato e sono felice di essere al 100% il mio capo", allegando una foto in cui cerca di stappare una bottiglia di spumante per brindare al successo.

Chiara è tornata anche recentemente sull’argomento, postando un articolo di giornale che parla dell’accaduto, commentando con un “Piango!”.

venerdì 18 giugno 2021

Adriano Panatta, lo sfogo social: «Spero che gli venga l'epicondilite e una colite fulminante»

Adriano Panatta, lo sfogo social per una 'battaglia di civiltà'. Perché anche le leggende del tennis, nel loro piccolo, si infuriano. Reduce da un viaggio in treno, l'ex campione del tennis italiano si è lasciato andare ad uno sfogo fin troppo comprensibile.

Come tante persone, anche Adriano Panatta non gradisce chi, in treno, passa tutto il tempo del viaggio a parlare al telefono e ad alta voce. «Perché in treno c'è sempre qualche co...one che parla al telefono per tutto il viaggio?» - lo sfogo di Panatta su Twitter - «Spero che gli venga l'epicondilite e anche una colite, di quelle fulminanti però, maledetto!».

Per chi non lo sapesse, l'epicondilite, di cui parla Adriano Panatta, è la patologia più nota come 'gomito del tennista'. E il tweet ha riscosso un notevole successo tra i follower, che hanno empatizzato profondamente con la leggenda del tennis italiano. Un chiaro segno che i chiacchieroni in treno sono ovunque...

Lorella Boccia nuda, pancione esplosivo e lato B da urlo

Coperta solo da un velo, Lorella Boccia si mostra in tutto il suo splendore senza nulla addosso con il suo pancione in bella vista e il fondoschiena da spettacolo. La ballerina, sposata con Niccolò Presta, ha annunciato diverse settimane fa di essere in dolce attesa e ora fa vedere le curve e il ventre materno. La coppia aspetta una bambina per ottobre.

Lorella ha pubblicato diversi scatti sensuali in costume da bagno, questa volta però è rimasta con il suo corpo nudo, appena nascosto da un velo bianco che evidenzia le sue forme e lascia scoperto il lato B. Insieme al suo pancione con Lady P, come chiama la sua bimba senza svelarne il nome prescelto, la Boccia è pronta a deliziare i follower con tante immagini ad alto tasso erotico.

La ex ballerina di “Amici” e Niccolò Presta si sono giurati amore eterno due anni fa a Roma. E la gravidanza è stata svelata sui social con una dolce foto dell’ecografia: “E adesso non sono sola, non siamo soli... adesso siamo noi tre. Respiriamo insieme una nuova vita” ha scritto la conduttrice. Di recente ha svelato che Niccolò ha sempre desiderato una bimba.

martedì 15 giugno 2021

Cristiano Ronaldo sposta la Coca Cola dall'inquadratura: «Dovete bere acqua». E sui social è bufera

Niente Coca Cola, bevete acqua. Il calciatore della Juventus Cristiano Ronaldo si è reso protagonista di una scenetta che sta facendo discutere, durante la conferenza stampa alla vigilia di Ungheria-Portogallo, che vedrà l’esordio dei lusitani - campioni d’Europa in carica - a Euro 2020.

CR7 si è seduto davanti ai microfoni, ha visto due bottiglie di Coca Cola (sponsor della manifestazione) e le ha spostate mettendole via. «Acqua, bisogna bere… Acqua!», le sue parole, mentre in sala stampa era calato il silenzio. Non il massimo per l’Uefa e soprattutto per lo sponsor stesso: alla Coca Cola non prenderanno bene l’idea di essere snobbati da uno dei giocatori più famosi del mondo, in conferenza stampa in un video che sta facendo milioni di visualizzazioni. La scena ha provocato furiose polemiche, tra chi ha applaudito il gesto di Ronaldo e chi non ha apprezzato la facilità con cui l'ex Pallone d'oro ha 'umiliato' uno dei principali sponsor di Euro 2020.

Ma perché Ronaldo lo ha fatto? Semplice: il campione portoghese, 36 anni, da tempo segue una dieta rigorosa ed evita le bevande gassate. Anche per questo riesce a curare in modo maniacale il suo fisico, ancora al top nonostante la carta d’identità non gli sia più alleata. D’altronde qualche mese fa, in un’intervista, non si era fatto problemi a censurare anche suo figlio Cristiano junior: Ha potenziale, ma beve Coca cola e mangia patatine - aveva detto - non mi piace, lui sa che quando lo vedo mi arrabbio.

Denise Pipitone, a Ore 14 mostrata la foto della ragazza con la figlia: «Somiglianza impressionante»

Denise Pipitone potrebbe essere viva e addirittura madre. Questo è quanto affermato dall'ex pm Maria Angioni a Storie Italiane. Dichiarazione che è stata ripresa da Milo Infante a Ore 14 che mostra la foto della presunta Denise e di quella che dovrebbe essere la sua bambina.

«Non possiamo mostrarvi i volti di questa famiglia. Devo dire però che la bambina piccola ha una somiglianza straordinaria con la piccola Denise Pipitone. Questa a destra secondo la fonte mia e di Frazzitta sarebbe proprio Denise. Abbiamo fatto degli accertamenti per capire chi c’è dietro alle segnalazioni che ci sono arrivate», spiega Milo Infante nel corso della trasmissione, «Abbiamo verificato la foto che ci ha dato una fonte, che è arrivata in Procura grazie alla segnalazione di un magistrato. Vi assicuro che la bambina è molto somigliante».

Una situazione che diventa ancora una volta delicata. Non ci si può basare su una somiglianza ma le parole della ex pm hanno certo suscitato molto scalpore. In merito è intervenuto anche il legale di Piera Maggio, mamma d Denise. «Invitiamo tutti, giornalisti, magistrati o avvocati, alla massima cautela nel momento in cui si diffondono notizie che possono essere infondate o contenenti elementi non riscontrati o non riscontrabili e che possono costituire un ostacolo al lavoro della Procura di Marsala», ha spiegato il legale Frazzitta: «Non vediamo tuttavia la necessità di fornire informazioni particolarmente dettagliate, perché ancora al vaglio della magistratura. Anche perché informazioni provenienti da un magistrato che nella sua funzione potrebbe avere un canale privilegiato con i suoi colleghi».

lunedì 14 giugno 2021

Marco Liorni, la risposta del concorrente spiazza tutti a Reazione a Catena. Il conduttore incredulo: «Non è possibile...»

Marco Liorni, la risposta del concorrente spiazza tutti a Reazione a Catena. Il conduttore incredulo: «Non è possibile...». Pochi minuti fa, è terminata la puntata del quiz estivo di Rai1. Oggi l'ultima semifinale del torneo dei campioni, prima della finalissima di lunedì 14 giugno. A confrontarsi, i Blabla e i Tre alla Seconda, ovvero i fratelli Bartoloni. Ma durante il gioco accade qualcosa che non passa inosservato ai fan.

In una manche del quiz, la parola da indovinare è lotteria. Gabriele, capitano dei Blabla, la indovina e a quel punto Liorni gli chiede: «Hai mai vinto qualcosa alla Lotteria?». Il concorrente risponde così: «Una volta alla lotteria del mio paese vinsi un buono per l'ottico, ma lo aveva messo in palio mio padre che fa l'ottico». Risate in studio. Immediati i commenti dei fan: «Troppo forte Gabriele».

Poi si torna al gioco. Sono i fratelli Bartoloni a spuntarla e ad accedere all'ultima fase del torneo. I Tre alla Seconda riescono anche a indovinare l'ultima parola (estrazione), aggiudicandosi 1.579 euro. Lunedì la finale.

Ardea, il volto del killer Andrea Pignani: ha sparato alle prime persone che ha trovato. La rabbia: «Solo un giorno di Tso»

Ardea, il giorno dopo la strage il dolore resta ma viene affiancato dalla rabbia. È quello che traspare dalle parole del legale dei genitori di Daniel e David Fusinato, i due fratellini uccisi insieme a Salvatore Ranieri da Andrea Pignani, 35enne con problemi psichici che ieri mattina ha iniziato a sparare colpi di pistola nel consorzio di Colle Romito. L'uomo si è poi barricato in casa e suicidato.

«Una pattuglia dei carabinieri era passata sul posto appena cinque minuti prima che venissero esplosi i colpi: i militari erano venuti a controllare che il mio assistito, papà di Daniel e David, rispettasse l'obbligo dei domiciliari. Sono stati proprio loro i primi a intervenire. La mamma ha visto i figli morire, li ha trovati in una pozza di sangue e ancora respiravano» - ha spiegato Diamante Ceci, legale della famiglia Fusinato - «La famiglia aveva deciso di vivere in quel comprensorio perché era un posto tranquillo dove crescere i bambini. Si erano trasferiti in quella casa da circa un anno e mezzo. Ho avuto modo di sentire i miei assistiti questa mattina, sono distrutti ma chiedono rispetto per questo dramma assurdo che stanno vivendo».

La legale della famiglia Fusinato non nasconde l'amarezza per una strage inaccettabile ma non inevitabile. «Ci auguriamo che la Procura di Velletri faccia chiarezza su tutto, anche sui soccorsi che secondo alcuni testimoni sarebbero arrivati dopo 40 minuti. Si chiarisca anche il ruolo della madre e della sorella del killer. Perché aveva la pistola del padre morto a novembre? Perché, dopo aver minacciato la madre con un coltello, era stato sottoposto ad un Tso e rilasciato il giorno dopo?» - spiega l'avvocato - «Prima di quanto avvenuto non c'era mai stata alcuna lite tra la famiglia Fusinato e Andrea Pignani, non si conoscevano neanche. Attendiamo ancora le condoglianze del sindaco di Ardea».

Ardea, il dolore del giorno dopo nel ricordo delle vittime

Intanto, sul luogo della strage, residenti e non stanno compiendo questa mattina un vero e proprio pellegrinaggio in memoria di Daniel, David e Salvatore. C'è chi lascia dei fiori, chi un pallone, chi altri giocattoli e diversi messaggi. «Volate tra gli angeli: ciao Daniel, ciao David» - si legge in vari biglietti - «Quando un'anima innocente viene uccisa per mano di un adulto, siamo tutti colpevoli. Perdonateci piccoli, se potete. Che la terra vi sia lieve».

Ardea, la ricostruzione: una strage per le vie di Colle Romito

La procura di Velletri ha avviato un'indagine per omicidio e domani sarà affidato l'incarico per effettuare le autopsie delle vittime, che saranno svolte presso l'istituto di medicina legale del Policlinico Tor Vergata. L'indagine dovrà innanzitutto chiarire perché Andrea Pignani avesse in casa la pistola appartenuta al padre, guardia giurata, morto nel novembre scorso: a tal proposito, la madre e la sorella del killer saranno interrogate di nuovo. Da una prima ricostruzione, Andrea Pignani sarebbe uscito di casa intorno alle 11, con felpa, zainetto e guanti, percorrendo alcune strade di Colle Romito con la pistola in pugno. Qui avrebbe sparato ad un anziano che stava lavorando con una carriola, ma mancandolo: l'uomo è riuscito a mettersi in salvo. Poi, però, il 35enne ha incontrato i due fratellini e sparato al più grande, Daniel; a quel punto è intervenuto il 74enne Salvatore Ranieri, che avrebbe tentato di soccorrere il bambino di dieci anni ma è stato colpito alla nuca. Subito dopo, Pignani ha ucciso anche il piccolo David, per poi tornare a piedi verso casa, barricandosi all'interno.

Nancy Brilli a Verissimo: «Quel dolore di non sentirsi accettata...». Silvia Toffanin commossa

Nancy Brilli a Verissimo: «Quel dolore di non sentirsi accettata...». Silvia Toffanin commossa. Oggi a Verissimo - Le storie, l'intervista a Nancy Brilli che si è raccontata a cuore aperto, tra lavoro e vita privata. L'attrice romana ha parlato anche di un'infanzia molto dolorosa.

«Quando è morta mia madre ero piccola e pensavo fosse una grandissima ingiustizia. Poi c'è stato il periodo in cui pensavo fosse colpa mia. Poi ho incontrato questo lavoro e mi ha salvato la vita. Questo lavoro l'ho fatto all'inizio per essere amata e mi pare di esserci riuscita. Sono cresciuta con Nonna Isolina. Era molto severa, per lei le femmine erano una razza di serie B. A lei non interessavo io, il mio dovere era stare zitta e non disturbare. Avevo una simpatica zia che mi chiamava 'gramigna', perché crescevo da sola come l'erba cattiva. Queste cose fortificano e indeboliscono. Quel dolore di non sentirti parte di qualcosa, di non venire accettata ti rimane».

Poi, Nancy Brilli parla della fine della storia con Roy De Vita: «Siamo stati insieme 15 anni e mezzo, i nostri figli sono cresciuti insieme. Alla fine della storia, c'è un periodo in cui si è brutti. Si litiga, si è antipatici. Adesso, è rimasta la famiglia. I nostri figli sono veramente fratelli, non essendolo. Questa cosa siamo riusciti a farla bene. Vorrei che mio figlio facesse l'attore, ma intanto studia economia. Sono una mamma mamma, non amica».

L'attrice rivela anche un episodio vissuto all'inizio della sua carriera: «A 23 anni, ero già sposata, ho ricevuto delle molestie da un produttore. Mi sono chiusa in me stessa. Giravo sul set e poi mi chiudevo in camper. Non lo dissi neanche a mio marito Massimo Ghini. Non successe nulla di gravissimo, ma si resta male. E mi ha impedito di fare tanti lavori». E conclude: «Non mi dimentico neanche per un secondo che avevo una cartella clinica su cui era scritto "sterile" ed è nato mio figlio. Comunque è andata, è andata bene».

Alessia Macari alle Maldive con Oliver come in luna di miele

A un soffio da un milione di follower, Alessia Macari incanta tutti. In vacanza alle Maldive con il marito calciatore Oliver Kragl, la showgirl posta foto intriganti in bikini in piscina e in spiaggia vestita di striminziti due pezzi che mettono in risalto il suo fisico mozzafiato. Avvinghiamenti, abbracci e baci surriscaldano le acque maldiviane e le immagini della “ciociara” in vacanza sono da svenimento.

In costume o in abiti da sera, in tenuta ginnica o sportiva, la Macari è sempre strepitosa e il suo décolleté strabordante e le sue curve da capogiro tengono i follower incollati allo schermo. I like piovono e i complimenti si sprecano e Alessia si diverte a far girare la testa. Tra le braccia di Oliver è uno schianto e tra i due la passione è alle stelle. “Tutto quello che posso immaginare, voglio fare con te” scrive il calciatore a corredo di una foto in cui la coppia si scambia baci appassionati. “Tu sei il re del mio cuore” replica lei in una Stories. La spiaggia per loro è un paradiso terrestre…

Morto il rapper Toki a Bari: trovato sul letto con addosso abiti femminili, una macchia di sangue sul pavimento. Il video della sua hit

Omicidio, overdose o malore? Il rapper Giuseppe Poliseno, di Bari, in arte Toki,  è stato trovato morto su un letto dell'abitazione del padre: aveva addesso solo indumenti intimi femminili e il pc della stanza era acceso su un sito porno. La procura di Bari ha aperto un'indagine sul decesso del 41enne morto sabato sera nella casa dove viveva con il padre. È stato il genitore a chiamare i soccorsi. L'uomo, agli arresti domiciliari per questioni relative ai suoi rapporti con l'ex moglie, è stato trovato sul letto della sua stanza senza segni evidenti di lesioni. Una macchia di sangue sul pavimento fa tuttavia pensare alla presenza di una terza persona.

Il suo successo più noto, “I so d bar”,  che conta  3,5 milioni di visualizzazioni, risale a una decina d'anni fa.

Sulla vicenda indagano i carabinieri, coordinati dal pm di turno Ignazio Abbadessa, che nelle prossime ore deciderà se disporre l'autopsia. Gli investigatori fino ad ora non hanno raccolto elementi che facciano pensare a una morte violenta, ma non si esclude appunto la presenza di una terza persona nell'appartamento prima dell'arrivo degli investigatori. 

Per i rilievi sono intervenuti anche gli uomini della scientifica. Il medico legale, il professor Francesco Introna, ha già fatto una prima ispezione e il corpo si trova attualmente nell'istituto di medicina legale del Policlinico di Bari. L'eventuale autopsia dovrà chiarire se si sia trattato di un malore, se la morte sia stata causata da un'overdose o dalla mano di terzi.


Rosalinda Cannavò e lo scivolone social: «Noi donne non siamo eccezionali alla guida». E' bufera su Twitter

Rosalinda Cannavò, protagonista del Grande Fratello Vip, fa una stories su Instagram e scatena il putiferio su Twitter, dove l'hashtag #Rosalinda raggiunge il vertice dei trend del giorno. Un discorso in una stories di Instagram da parte di Rosalinda Cannavò che ha fatto infuriare gli utenti social, allorquando ha pronunciato la frase “Noi donne per quanto possiamo impegnarci non siamo così eccezionali alla guida”.

Rosalinda Cannavò ha fatto una storia su Instagram in cui ha parlato della sua giornata e di un viaggio in macchina: “Buongiorno, scusate il mio look, non si capisce cosa è successo stamattina. Mi sono svegliata relativamente presto  perché sono andata a dormire prestissimo, ero letteralmente cotta. Ho fatto Torino-Milano in macchina da sola e come vedete sono sana e salva. Considerate che era un anno che non portavo la macchina perché prima c'è stato il Grande Fratello Vip, poi sono uscita e venuta a Milano dove non avevo un mezzo”.

Il riferimento poi alle poca abilità delle donne alla guida: “Andrea la sua non me la faceva guidare, giustamente, capitelo. Parliamoci chiaro, noi donne per quanto possiamo impegnarci non siamo così eccezionali alla guida e in particolar modo io. Comunque è tutto ok, sono sana e salva come vedete”.

Anna Falchi e il fratello Sauro a "Oggi è un altro giorno": «Mi hanno offerto quaranta milioni ma...»

Anna Falchi e il fratello Sauro ospite a “Oggi è un altro giorno” di Serena Bortone. Fra Anna Falchi e il fratello Sauro un rapporto molto unito, anche dal punto di vista lavorativo, anche se all’inizio hanno avuto qualche problema: “Appena l’ho visto - ha raccontato -  avevo tre anni, ho deciso di tagliargli i suoi boccoli biondi perché ero gelosa”.

Anna Falchi, ospite a “Oggi è un altro giorno” di Serena Bortone, ha parlato del rapporto col fratello Sauro: “Appena l’ho visto – ha raccontato - avevo tre anni, ho deciso di tagliargli i suoi boccoli biondi perché ero gelosa. Per spaventarlo facevo la voce maschile, mi facevo chiamare “Soffio” e per anni gli ho messo paura. Lui mi dà sempre la dritta giusta, nessun uomo mi conoscerà mai come mi conosce lui. L’unica volta che abbiamo litigato e ci siamo allontanati è stato quando ha fatto un figlio e temevo che la sua vita cambiasse troppo, avevo paura per lui, ma si è dimostrato un padre eccezionale”.

Sauro ora lavora con la sorella: “Ero un perditempo senza arte né parte, dopo aver fatto il soldato Anna mi ha chiesto se volessi lavorare con lei.  Non è stata facile, perché lei è maniaca dell’ordine e delle pulizie, ma la cosa è andata. Dopo poco che ci siamo rivisti mi offrirono quaranta milioni per svelare dove fosse nascosta mia sorella con Fiorello, ma io ho preferito rimanere con le mie dieci mila lire in tasca e non rivelare il segreto. Faccio ufficio stampa, mi occupo dei contratti, un po’ di tutto… il problema fondamentale è che lei è diventata della Lazio, mentre io sono un romanista sfegatato”.

Un ricordo da parte di Anna Falchi anche a Fabrizio Frizzi: “Il grande Fabrizio Frizzi, tutto è cominciato accanto a lui, che per me è stata una figura molto importante. Era conduttore quando ho vinto la fascia di Miss Cinema a Miss Italia e dopo abbiamo avuto molte esperienze lavorative in comune. Era speciale, umile e diverso da molte persone del mondo dello spettacolo, mi ha incoraggiato ed è stato capace di ricominciare quando la sua carriera era un po’ in discesa”.

Chiara Ferragni scivolone social, la posa hot col bikini fa infuriare i fan: «Devi fare il test?!»

Chiara Ferragni criticata sul social per la posa assunta con un costume un po’ osè. Un passo falso per Chiara Ferragni, di solito maestra di stile, che stavolta sembra aver sbagliato la posa assunta per mettere in risalto un bikini, scatenando le critiche dei numerosi follower.

Chiara Ferragni in vacanza col marito Fedez e i figli ne approfitta per pubblicare qualche scatto su Instagram. Per l'occasione l’influencer ha scelto un costume un po’ osé, messo in risalto da una posa che non è affatto piaciuto ai follower, che non hanno mancato di comunicarglielo proprio attraverso i commenti sul social: “Che volgare – scrive un fan - non mi piace x nulla”, “Hai bisogno di fare il pap test Chiara – scrive un altro – In genere sei elegante”. Le critiche non mancano e vanno da: “La prima foto te la potevi risparmiare sembra che stai dal ginecologo ”, a “Evviva la volgarità...”, passando per: “Un po’ troppo Chiara, tu sei tanto carina mi piaci un sacco però qui no”.

Tra le tante voci però anche chi la difende e non reputa la posa di Chiara Ferragni troppo hot: “Ma chi si indigna per la sua posa – scrive un utente di Instagram - in che epoca vive?”.

Denise Pipitone, la rivelazione choc a Storie Italiane dell'ex pm: «Ho trovato anche sua figlia, sono certa che lei sia viva»

«Ho la certezza che Denise Pipitone sia viva e l'ho individuata». A Storie Italiane l'ex pm Maria Angioni rilascia in diretta una dichiarazione 'bomba' che apre una nuova pista e riaccende le speranze. 

Angioni si è occupata in passato del caso e ha preso a cuore la vicenda della bambina scomparsa a Mazara Del Vallo 17 anni fa. Non essendo più incaricata ha continuato a indagare e ora ha portato nuovi elementi sul tavolo della procura e del legale di Piera Maggio. Questa persona è ormai una donna e ha anche una figlia. 

Loredana Bertè, il dramma a Verissimo: «Mi ha chiuso in un appartamento scannatoio e mi ha riempito di botte». Toffanin senza parole

Loredana Bertè, il dramma a Verissimo: «Mi ha chiuso in un appartamento scannatoio e mi ha riempito di botte». Toffanin senza parole. Oggi a Verissimo - Le storie, l'intervista commovente a Loredana Bertè, che ha raccontato un momento molto duro della sua vita.

«Io sono stata violentata a 16 anni - ha raccontato -. Io facevo le serate con le mie colleghe. Ero l'unica vergine del gruppo. Un ragazzo per un mese mi portò le rose ogni sera. Una sera accettai l'invito e andai a bere qualcosa, ma mi portò in un appartamento scannatoio. Quando ho sentito che chiudeva la porte a chiave, mi sono spaventata. Mi ha riempito di botte, mi ha violentata. Sono riuscita a scappare con i vestiti strappati. Un taxi mi ha preso e portato in ospedale. Per anni non mi sono fatta avvicinare da nessuno, ero traumatizzata».

Poi, Loredana Bertè parla anche dell'amore con Adriano Panatta: «Fu un colpo di fulmine. Ci siamo innamorati all'istante. Ma dopo tre mesi che ci siamo lasciati, si è sposato con Rosaria. L'ho scoperto dal giornale, mentre tornavo dal Kenya. È stato uno choc, ma ora sono molto amica con sua moglie».

Stefano Accorsi, il dolore segreto a Verissimo: «È stato angosciante, sono stato in terapia...». Toffanin commossa

Stefano Accorsi, il dolore segreto a Verissimo: «È stato angosciante, sono stato in terapia...». Silvia Toffanin commossa. Oggi, l'attore bolognese è stato ospite nel salotto di Canale 5 e si è raccontato a cuore aperto, tra carriera e vita privata.

Stefano Accorsi inizia parlando della sua infanzia: «I miei genitori ero molto avventurosi, facevamo spesso campeggio, tanti amici. Una bella infanzia. L'adolescenza è stata più dura, ho sbagliato liceo. Ho fatto lo scientifico e mi hanno bocciato. È stato uno choc, una doccia fredda. Poi mi sono ripreso e mi sono ricordato della passione per la recitazione. Da lì mi andai a informare in una scuola di teatro. Poi, lessi un articolo in cui Pupi Avati cercava due attori e mi prese».

Continua l'attore: «Con L'ultimo bacio mi è cambiata la vita. Il successo ti cambia il quotidiano. Sei guardato, invece di guardare. Non riuscivo a trovare uno spazio in cui nascondermi. È stato un po' angosciante, sono scappato a Parigi. Sono partito per quattro mesi. Poi mi sono fidanzato con Laetitia Casta e sono rimasto per nove anni. Ho fatto terapia, è molto interessante. È un dialogo che mi ha aiutato molto, anche a rendermi conto che mi ero dedicato molto alla professione e poco a me stesso. Prima nei problemi vedevo dei problemi, a un certo punto i problemi li ho iniziati a vedere come opportunità».

Stefano Accorsi si emoziona poi parlando della moglie Bianca Vitali: «Coltiva sempre l'aspetto costruttivo delle cose e ridiamo tantissimo insieme. Siamo diventati genitori. Il mio figlio maggiore nato in Francia vive con noi e i due piccoli nati dall'amore con Bianca. Siamo una bella famiglia allargata. C'è una certa differenza di età tra noi, ma non le abbiamo mai dato importanza. Ci abbiamo riso».

Lino Banfi: «“Porca pu**ena” lo slogan di Euro 2020. Immobile e Insigne mi hanno commosso. A Mancini ho svelato il segreto del 5-5-5»

«Per me quel “porca puttena” gridato da Immobile e Insigne è come un David di Donatello. Mi sono commosso. E non è detto che non diventi lo slogan degli europei. Pensate che gli europei finiscono l'11 luglio che è il giorno del mio compleanno, quindi se vincono devono venire a farmi gli auguri. Ne faccio 85, che si fanno una volta sola». Lino Banfi racconta così all'Adnkronos l'emozione provata ieri quando i due giocatori della Nazionale hanno esultato dopo il gol citando la frase da lui suggerita.

Tutto è nato da un video di incoraggiamento inviato dall'attore a Giorgio Chiellini ma indirizzato a tutta la squadra e al ct Mancini: «Giovedì, alla vigilia della partita, ho mandato un mio video a Chiellini, che conosco da molto tempo, per caricare i ragazzi e il Ct, chiedendo di farlo vedere a tutti. Nel video dicevo a Mancini: 'mister, mi raccomando Spinazzola - Immobile. E quando arriva il gol devi far dire al ragazzo 'porca puttena». E così è andata«, racconta divertito Banfi. Nel video, Banfi faceva riferimento anche al personaggio cult Oronzo Canà, che nel film "L'allenatore nel pallone" parlava di Bizona e di schema 5-5-5: «Gli ho detto di affidarsi al 5-5-5 e gli ho spiegato cos'è davvero: 5 cozze pelose, 5 polipetti e 5 "allievi", che in Puglia sono le seppioline piccole. 'Mettete tutto insieme e vi fate la zuppetta alla porca puttena che dà la carica giustà. Chielini mi ha risposto "faremo come dici tu". Poi mi è stato raccontato che ieri mattina il mister ha messo il video sullo schermo grande per vederlo tutti insieme, tra le risate dei giocatori».

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