mercoledì 28 luglio 2021

«De Donno suicida perché lo hanno lasciato solo». E sul web si fa strada un'ipotesi choc

Ha sconvolto il web la notizia del suicidio di Giuseppe De Donno, l'ex primario di pneumologia dell'ospedale di Mantova che per primo aveva iniziato la cure del Covid con le trasfusioni di plasma iperimmune. Migliaia i commenti su Twitter già da ieri sera, quando è emersa la tragedia del medico: in tanti «accusano» il mondo della scienza di averlo lasciato «solo» nella sua battaglia.

«Troppe calunnie, insulti, irrisione dei colleghi da talk tv col sopracciò. Gli stessi che ci impongono il #greenpass» scrive la giornalista Mariagiovanna Maglie, mentre da Alessandro Meluzzi arriva un tweet agghiacciante: lo psichiatra e volto tv twitta la foto di un’infermiera con gli occhi coperti da una mascherina fatta da una banconota da 500 euro. «De Donno è morto perché non era uno di loro - scrive Meluzzi - ma non illudetevi, potete uccidere un uomo ma non le sue idee».

Tra gli utenti poi in tanti non credono all'ipotesi che il medico si sia tolto la vita e si spingono oltre: «Suicida? Siamo sicuri? Questa storia è inquietante e surreale» scrive Filippo. «Questo suicidio in realtà è un omicidio che ha mandanti ed esecutori conosciuti» calca la mano Massimo. «Dietro il presunto suicidio di #DeDonno c'è un uomo lasciato solo, un medico che aveva dedicato tutto alla sua cura e le sue ricerche» twitta Alex. A commentare la notizia, dubitando che si tratti di suicidio, molti cosiddetti mattonisti, gli utenti che hanno un mattone al fianco del proprio nome e che si riconoscono spesso nelle posizioni dei no vax.

domenica 25 luglio 2021

Ultime notizie sul caso della ginecologa scomparsa dopo essersi dimessa all'ospedale di Trento. Il fidanzato di Sara Pedri, Guglielmo Piro, rivela un retroscena inquietante sul trattamento della dottoressa all'interno del reparto: «Costretta per un intero pomeriggio a rimanere in una stanzetta da sola senza far nulla e solo alle 21, terrorizzata dalla neve, è riuscita ad andarsene e prendere l'auto per tornare a casa». Piro lo ha rivelato in una intervista al portale news ildolomiti.it. 

«Dopo questo episodio - aggiunge Piro - ha smesso di raccontarmi quello che le succedeva. Ha iniziato a cambiare atteggiamento nei confronti dell'ambiente di lavoro. Aveva paura ed ha iniziato ad andare al lavoro controvoglia. Io le dissi - racconta il fidanzato - di dimettersi perché quello era un ambiente malsano. Ma da quel momento non mi ha più raccontato quello che le accadeva al lavoro, mi diceva solo che aveva avuto un'altra giornata nera o un'altra giornata difficile.» Sulle indagini spiega che «se c'è un colpevole pagherà ma non vado a puntare il dito contro nessuno. A me interessa solo di Sara e che torni da noi».  

giovedì 22 luglio 2021

Eric Clapton: «Non suono nei club dove sarà obbligatoria la vaccinazione. Disastrosa la mia esperienza con Astra Zeneca»

Eric Clapton rifiuterà di suonare nei locali dove è richiesta la vaccinazione anti-Covid. Anche a costo di far saltare più di un concerto del tour mondiale  di cui due date, by the way, sono previste anche in Italia (Milano e Bologna).

Lo ha dichiarato il pluricelebrato chitarrista - slow hand, per il suo unico stile di esecuzione - spiegando: «In seguito all'annuncio del primo ministro Boris Johnson, di lunedì 19 luglio (obbligo di green pass per assistere a eventi e concerti, ndr), il mio onore mi obbliga a fare un annuncio a mia volta: non suonerò mai su alcun palco alla presenza di una platea discriminata. Se non sarà possibile a tutti poter assistere al concerto, mi riservo la possibilità di poter cancellare lo show».

L'autore della canzone-inno "Cocaine" - che come molti artisti della sua generazione ha avuto lunghe dipendenze da sostanze - ha motivato la sua netta presa di posizione dichiarando di aver avuto "un'esperienza disastrosa" con il vaccino AstraZeneca. 

L'artista inglese - che con la soubrette e personaggio mediatico Lory Del Santo ha avuto un figlio, Conor, morto tragicamente a 4 anni nel 1991 - assume così una posizione opposta a quella di Bruce Springsteen che per le sue prossime performance a Broadway richiederà un pubblico completamente vaccinato.

Balotelli contro la ex Clelia: «Le donne che fanno figli per soldi». Lei risponde così

Mario Balotelli sbotta sui social. La tensione tra Super Mario e la sua ex fidanzata Clelia è alle stelle. Il calciatore italiano ha sbottato nelle Instagram stories pubblicando un messaggio in inglese dai toni polemici. 

«La legge dovrebbe impedire alle donne interessate ai soldi di avere bambini contro il volere degli uomini solo per avere denaro, questo è diabolico, triste e immorale» dichiara Super Mario, che continua «La famiglia nasce dall’amore e non dalla convenienza. Se tu sei single, ti diverti e non puoi provvedere a te stesso, non usare terze persone come un bancomat, trova un lavoro prima di avere figli. Anche se la legge a volte non è giusta, Dio lo è… E la punizione alla fine sarà eterna».

La replica di Clelia non si è fatta attendere. La modella di origini svizzere ha taggato esplicitamente il suo ex compagno, fugando qualsiasi dubbio: «Non ha rispetto delle madri. L’unica cosa che fa, è mentire. Sono una sua vittima fisicamente e mentalmente… Non si ferma mai». 

Il nuovo giocatore dell'Adana Demispor, neopromossa nella massima serie turca, ha concluso la lite social con una storia in cui accusa la ex di essere folle.

mercoledì 14 luglio 2021

Italia-Inghilterra, Rovazzi si "traveste" da tifoso inglese a Wembley. E l'urlo della vittoria gli rimane in gola

«Oggi a Londra c'è un silenzio assordante. Avete fischiato l'inno? Avete picchiato gli italiani? Vi siete tolti la medaglia? Vi meritate il cielo nero!». Fabio Rovazzi nelle sue Instagram stories diventa per un giorno un inviato in terra inglese. 

Da ieri sera ha postato delle storie in cui ha raccontato le emozioni di una notte indimenticabile. Dall'arrivo allo stadio all'impossibilità di poter gioire alla rete di Bonucci perchè nel settore dedicato ai tifosi inglesi. Dall'ultimo rigore di Saka parato da Donnarumma alla gioia dei pochi italiani presenti e all'esultanza finale quando, finalmente per lui, a Wembley a cantare e festeggiare erano rimasti solo gli italiani.

Lo youtuber e cantante italiano, ha proseguito poi il suo racconto per i follower con i festeggiamenti della notte in una Londra deserta, per poi ripresentarsi questa mattina con il dente avvelenato. «Oggi a Londra c'è un silenzio assordante. Avete fischiato all'inno? Avete picchiato gli italiani? Vi siete tolti la medaglia? Vi meritate il cielo nero!» Questa l'ultima storia pubblicata all'aeroporto di Londra prima di tornare in Italia.

Fabio Rovazzi è stato uno dei pochi fortunati italiani a poter vedere dal vivo l'impresa degli Azzurri nella bolgia inglese di Wembley. Un'emozione unica che ha condiviso con tutti i suoi follower che sicuramente hanno apprezzato la sua simpatia e l'accuratezza nel racconto del match in tutte le sue emozioni. 


martedì 13 luglio 2021

Matteo Renzi e Lucio Presta indagati per finanziamento illecito: «Doc su Firenze a prezzi fuori mercato»

L'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il manager dei vip Lucio Presta sono indagati per false fatturazioni e finanziamento illecito: al centro dell'indagine, secondo il quotidiano Domani che ha dato l'anticipazione, i bonifici del documentario «Firenze secondo me», che finirono nel 2019 in una relazione dell'antiriciclaggio della Uif. Secondo quanto Domani, «la procura di Roma ha iscritto il leader di Italia Viva nel registro degli indagati qualche settimana fa, in merito a un'inchiesta sui rapporti economici tra Renzi e l'agente televisivo».

Il progetto in tv su Discovery
L'Espresso segnalò due anni fa come Presta, per il progetto televisivo andato in onda su Discovery, «girò a Renzi quasi mezzo milione di euro, una cifra che appariva fuori mercato. Non solo - sottolinea Domani - se rapportata alle somme pagate da conduttori di fama come Alberto Angela, ma anche messa a confronto con quanto incassato dai Presta da Discovery: se al tempo fonti interne all'emittente rivelarono che il documentario presentato dal politico era stato comprato per poche migliaia di euro, oggi si scopre che l'Arcobaleno Tre (la società di Presta e del figlio Niccolò - anche lui indagato) ha fatto a Discovery una fattura da appena mille euro, che tra l'altro non risulta ancora incassata».

In pratica, afferma il quotidiano, «il documentario, costato quasi un milione di euro tra compenso per Renzi e spese di produzione, ad oggi non ha incassato nulla. I soldi ottenuti dall'amico Presta, già organizzatore della Leopolda, servirono invece a Renzi, nell'autunno del 2018, a restituire parte del prestito da 700mila euro che aveva ricevuto dalla famiglia Maestrelli per l'acquisto della villa di Firenze. Un prestito anomalo che finì nelle maglie dell'antiriciclaggio (i soldi furono bonificati dai Maestrelli attraverso il conto corrente dell'anziana madre, e da qui finirono su quelli dei Renzi), ma in quel caso la procura di Firenze non ravvisò gli estremi del finanziamento illecito, nonostante nel bilancio 2018 dell'azienda dei Maestrelli da cui partì la provvista il destinatario finale del prestito (un politico) non era stato segnalato come vuole la legge sul finanziamento alla politica».

«Come Benigni o Giancarlo Giannini»
«Presta, al tempo - scrive sempre il quotidiano - si giustificò dicendo che per lui l'operazione 'Firenze secondo me' era un investimento nel tempo, e che i diritti sul documentario (che fece meno del 2 per cento di share) avevano a suo giudizio un valore economico di rilievo, e insindacabile. Renzi dal canto suo ha sempre spiegato al suo entourage che non è affar suo se Presta vuole pagarlo come una star del cinema al pari di Benigni o Giancarlo Giannini». La procura di Roma, però, rileva il giornale, «vuole vederci chiaro sulla regolarità dell'operazione. I sospetti maggiori non riguardano tanto il documentario, visto che il prodotto - al di là dei compensi anomali e fuori mercato per il conduttore-autore - è certamente stato realizzato e messo in onda».

«I dubbi toccano soprattutto - scrive Domani - altri due contratti e relativi bonifici da centinaia di migliaia di euro a favore di Renzi, scoperti dopo una verifica fiscale nella sede dell'Arcobaleno Tre. Denaro versato dalla società del manager all'ex premier per la cessione dei diritti d'immagine e per alcuni progetti televisivi che i due avrebbero dovuto fare insieme». Nel decreto di perquisizione ai Presta e alla loro Arcobaleno Tre, i pm Alessandro Di Taranto e Gennaro Varone «parlano infatti di 'rapporti contrattuali fittizi, con l'emissione e l'annotazione di fatture relative a operazioni inesistenti, finalizzate anche alla realizzazione di risparmio fiscale, consistente nell'utilizzazione quali costi deducibili inerenti all'attività d'impresa costi occulti del finanziamento della politica'. I programmi ipotizzati non sono infatti mai stati fatti, e soprattutto - conclude il quotidiano - i pagamenti al politico non sono stati iscritti al bilancio».

sabato 10 luglio 2021

Grillo, i file audio della ragazza che lo accusa di stupro: «Per me il sesso è sacro, mi hanno usata»

All'udienza preliminare per il caso del presunto stupro di gruppo a casa di Ciro Grillo sono stati riprodotti i file audio che la ragazza ha inviato all'amica. A parlare, via Whatsapp, è la ragazza italo-norvegese che ha denunciato Ciro e tre suoi amici di stupro di gruppo e che due anni fa si trovava nella villa in Sardegna del figlio di Beppe Grillo. La difesa, intanto, chiede una perizia sulla chat. 

Ciro Grillo, la chat della ragazza davanti al Gup

«Per me il sesso è qualcosa che voglio fare con qualcuno che amo, e non vendermi così, come molti altri dei miei amici anche qui in Italia. Perché per me è tipo una cosa sacra, se possiamo dire così», è il vocale registrato in inglese, e depositato ieri agli atti, in possesso dell'Adnkronos. La giovane si sfoga con l'amica norvegese in un audio di 14 minuti e 45 secondi.

«Parlo sempre di come, tipo, in discoteca a volte perdo la testa e inizio a divertirmi con le persone - dice a Mya -Ok, va bene. Cioè, non va bene, ovviamente, ma, ci puoi passare sopra, non si è così grave, almeno per me, è tipo, ok, va bene, è successo, chi se ne frega, no?». E ancora: «Ma, tipo, due sere fa non mi sono nemmeno divertita con nessuno. E sai, te l’ho sempre detto questo, divertirsi con qualcuno è ok, ma fare sesso per me è qualcosa di, forse… non so, spero che quello che sto dicendo non ti sembri superficiale, ma per me il sesso è qualcosa che voglio fare con qualcuno che amo».

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