lunedì 31 maggio 2021

Gigliola Cinquetti a Oggi è un altro giorno, il figlio lancia frecciatine: «Una mamma fantastica, quando c'era...»

Gigliola Cinquetti a Oggi è un altro giorno si esibisce con il vestito che avrebbe dovuto indossare per l'Eurovision. Intervistata da Serena Bortone la cantante di Non ho l’età, ha deciso di dire la sua complimentandosi con i Maneskin, neo vincitori del contest, ma ha spiegato che anche lei fu censurata quando vi partecipò nel 1964.

«Fui censurata perché cantavo un brano dal titolo ‘Sì’. In Italia era in corso il dibattito sul referendum per l’abrogazione della legge sul divorzio e si temeva che il mio titolo potesse influenzare il voto», spiega Gigliola. La cantante aggiunge che sicuramente non avrebbe avuto la forza di poter condizionare un simile voto, ma a distanza di anni ammette: «Non me ne dispiaccio comunque, anche perché era un referendum abrogativo  e votando "Sì" si sarebbe abrogata la legge sul divorzio. Io all'epoca votai per il "no"».

Secondo la versione di Gigliola Cinquetti l’Eurovision all’epoca andò in onda dopo il 12 maggio: «Pare sia stato addirittura Fanfani a decidere di rimandare la messa in onda, proprio lui che da democristiano voleva il sì. Ma temeva che si potesse accusare la Dc di manovrare il voto in loro favore. Una sorta di auto censura». La cantante ha poi ammesso di essere stata invitata ma poi rimandata per via della Pandemia e così adesso spera di poter far parte degli ospiti nell’edizione italiana.

Nel corso della trasmissione intervengono anche i figli di Gigliola, Giovanni e Costantino. Il più piccolo, Costantino, parla di una mamma molto buona ma anche assente, lancia più volte delle frecciatine: «Era una mamma fantastica, quando c'era», spiegando di dovere molto alla sua tata Vittoria. Racconta di lunghe attese sveglio la notte aspettando di vederla tornare a casa e a riguardo Gigliola ammette di non averne mai saputo nulla. Diversamente il figlo Giovanni invece racconta: «Ho sempre avuto la percezione di mia madre e del personaggio. Ero consapevole di quello che faceva mia madre, vedevo che le chiedevano gli autografi, ma ho imparato a conviverci presto e siamo sempre stati protetti da questo e dal mondo dello spettacolo. C'è sempre stata la ricerca della normalità».

Ryanair, insulti, calci e sputi sull'aereo: passeggera litiga con tutti sul volo da Ibiza (e il video diventa virale)

Momenti di tensione ieri sul volo Ryanair da Ibiza a Orio al Serio (Bergamo), a causa della violenta lite di una donna con gli altri passeggeri a bordo. La notizia arriva dai social, dove il video ha cominciato a circolare con insistenza fino a diventare virale. Le tensioni sarebbero cominciate già all'imbarco, a causa del mancato rispetto del distanziamento da parte della protagonista di questa vicenda. 

Una volta decollato l'aereo, la donna ha cominciato ad andare in escandescenze, prendendosela prima con una passeggera - colei che l'avebbe accusata di non aver tenuto la distanza di sicurezza - poi con gli steward, fino a ingaggiare un duello fisico e verbale con tutte le persone che provavano a calmarla. Il tutto tenendo la mascherina abbassata.


IL VIDEO - Nel video la ragazza insulta una passeggera, le tira i capelli, si dimena e addirittura sputa. «Non sai chi sono io», dice furibonda, mentre invano intervengono gli steward. In un altro filmato si vede la donna circondata da passeggeri e steward che cercano di calmarla, ma lei oppone resistenza con calci e spintoni. Urla e tensione a bordo, un volo che i passeggeri che da Ibiza tornavano in Italia certamente non dimenticheranno mai.  

Mike Bongiorno, la moglie choc: «Mio figlio sulla funivia mezz'ora prima della strage. Il papà gli ha salvato la vita»

Daniela Zuccoli, la moglie di Mike Bongiorno e il racconto struggente sul figlio scampato alla strage del Mottarone. La vedova del leggendario conduttore tv, scomparso nel settembre del 2009 all’età di 85 anni, ha raccontato in un’intervista a Repubblica che il figlio Michele, nato proprio dall’unione con Mike, avrebbe potuto trovarsi a bordo di quella cabina precipitata lo scorso 23 maggio, ed essere coinvolto nell’incidente che ha visto la morte di 14 persone.

Daniela, 71 anni appena compiuti, ha detto che «Miki ha preso la funivia di Stresa mezz’ora prima che precipitasse la stessa cabina sulla quale era salito». Secondo la donna, a salvare il figlio è stato proprio Mike, da lassù: «Non posso non pensare che Mike lo abbia custodito - le sue parole - Se parlo con Mike come fosse ancora in vita? Non proprio. Non ci sono medium o fantasmi, coltivo una spiritualità di tipo cattolico».

Daniela Zuccoli e Mike Bongiorno in una foto del 2003 (Lapresse)

«Mike è presente con la sua energia intorno a me - continua - avverto come una tensione che si manifesta in due modi: la prima fa male, è la sensazione dei rari abbandoni. La seconda rilassa e commuove, significa che Mike mi approva». «La verità - dice ancora Daniela a Repubblica - è che nessuno muore davvero. Diventiamo universo, ci trasformiamo in energia e questa energia si tramuta in un corpo un numero indefinito di altre volte, finché non ci ripuliamo fino in fondo».

Stefano De Martino, Cecilia Rodriguez e Stefano Sala: antitrust avvia istruttoria, pubblicità occulta su Instagram

Stefano De Martino, Cecilia Rodriguez e Stefano Sala sotto l’attento occhio dell’Antitrust. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha diramato un comunicato in cui ha reso noto di aver aperto un procedimento istruttorio nei confronti di un'azienda e dei noti influencer del mondo dello spettacolo, per aver fatto pubblicità occulta sui loro profili social.

De Martino, Rodriguez e Sala: avviata istruttoria dell'Antitrust

L’Antitrust con una nota ha annunciato di aver avviato un’istruttoria nei confronti della società Bat Italia e degli influencer Stefano De Martino, Cecilia Rodriguez e Stefano Sala: "L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – fa sapere un comunicato - contesta la diffusione sul profilo Instagram dei personaggi, legati da un rapporto commerciale con British American Tobacco, di post contenenti l’invito ai follower a pubblicare contenuti con tag e hashtag collegati alla campagna pubblicitaria del prodotto Glo Hyper, dispositivo per il tabacco riscaldato prodotto e commercializzato dalla società. L’esortazione di De Martino, Rodriguez e Sala appare volta a moltiplicare su Instagram i post che rinviano al marchio Glo Hyper, in modo da promuovere la visibilità del dispositivo, coerentemente al rapporto commerciale che lega gli influencer al titolare del marchio”.

La finalità promozionale non era evidente: "L’effetto pubblicitario ottenuto dai professionisti, e derivante dai tag al marchio e dagli hashtag – continua la nota - non è tuttavia riconoscibile nella sua natura commerciale perché non sono presenti avvertenze grafiche o testuali che consentano di identificarne la finalità promozionale. Nella giornata di giovedì, 27 maggio, sono stati eseguiti accertamenti ispettivi nella sede di Bat con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. L’intervento si inserisce nell’ambito di un filone di indagine che, seguendo le evoluzioni delle tecniche di marketing adottate sui social media, punta a colpire le comunicazioni apparentemente neutrali e disinteressate ma in realtà strumentali a promuovere un prodotto e, come tali, in grado di influenzare le scelte del consumatore".

In precedenza l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva già sottolineato che la pubblicità deve essere "chiaramente riconoscibile": "L’Autorità ha più volte ricordato - nei precedenti interventi istruttori e di moral suasion relativi a varie forme di pubblicità occulta sui social media - che la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile ed ha stabilito che il divieto generale di pubblicità occulta ha portata generale e deve perciò essere applicato anche alle comunicazioni diffuse dagli influencer tramite social network".

Roma, all'Eur come in un film di Hitchcock: le cornacchie impazzite aggrediscono i passanti. Alcuni in ospedale

Una presenza fissa, nera e gracchiante, incombe sui residenti di viale dell’Astronomia, all’Eur: è la cornacchia più temuta di Roma che, con il suo partner, sorvola l’incrocio con via della Fisica e aggredisce, all’improvviso, i passanti. Non c’è modo di fermarla, né di allontanarla. Osserva tutto dalla cima di un pino o, poco più in là, dalla ringhiera del terrazzo dell’ultimo piano. Gracchia e poi, in un attimo, scende in picchiata. Colpisce i passanti, qualcuno è anche andato in ospedale a farsi curare perché il becco della cornacchia, a quella velocità, fa male. Eccome se fa male.

Leggo è stato sul posto, a verificare quanto segnalato da alcuni residenti. Ed è proprio così: la cornacchia ha fatto il nido sull’albero in quel punto e, per natura, vuole difendere il suo piccolo dagli umani. «Peccato che le persone che attraversano la strada o camminano sul marciapiede – racconta una signora dal balcone al primo piano – non si accorgono di avvicinarsi troppo»: la cornacchia infatti svezza i piccoli a terra, facendoli camminare anche tra le aiuole. Se poi qualcuno si avvicina, lei interviene furiosa. «Qui ogni anno qualcuno finisce in ospedale - spiega un uomo, seduto sulla panchina - bene che ti va, la cornacchia ti tira i capelli».

La richiesta dei residenti, oggi, è un intervento del Comune. In viale dell’Astronomia, quella cornacchia è una vecchia conoscenza: «Fa il nido lì in alto ogni anno – racconta un’anziana signora, armata di giornale e borsetta per difendersi, mentre indica l’albero all’angolo della strada - non sappiamo più a chi rivolgerci: abbiamo segnalato la situazione ai vigili urbani per chiedere di potare gli alberi che non vengono curati da anni. Magari così si allontana ma nessuno interviene: per evitare guai, giriamo alla larga». Qualche metro più in là ci sono degli istituti scolastici, come il liceo Vivona, e molte famiglie temono che i ragazzi possano essere attaccati. Il rischio in effetti è concreto: anche la cronista di Leggo, mentre cercava di prendere informazioni, è stata aggredita dalla coppia di cornacchie. Nessuna corsa in ospedale, fortunatamente: solo un grande spavento, nel sentirsi in un remake de noantri degli “Uccelli” di Hitchcock.

L'ESPERTA LIPU: UN'ANOMALIA PROVOCATA DAL CONTATTO CON GLI UOMINI
Francesca Manzia, responsabile del Centro di recupero fauna selvatica Lipu-Roma, ha sentito delle terribili cornacchie dell’Eur?
«Sì, si tratta di una coppia particolare: sono aggressive, ma le cornacchie non attaccano l’uomo».

Perché loro lo fanno?
«Probabilmente hanno già avuto un contatto con l’uomo, non per forza negativo: si tratta di una deviazione del rapporto uomo-animale».

In che senso?
«Se vengono accudite da una persona, ad esempio, poi non la vedono come un nemico e la attaccano senza timore. Sviluppano anche antipatie e gelosie per cui attaccano le persone con le stesse caratteristiche: come i capelli lunghi o gli abiti colorati».

Quindi le cornacchie non vanno toccate?
«No, è l’unica prevenzione possibile: raccogliere un piccolo da terra e dargli da mangiare, mentre la mamma lo sta svezzando, crea un rapporto anomalo con l’uomo. Lasciamo fare alla natura».

Nel caso dell’Eur, come ci si difende?
«Quando si sente gracchiare una cornacchia, meglio cambiare strada perché ci sta avvisando che siamo troppo vicini ai piccoli. Se proprio dobbiamo passare di là, copriamoci con un ombrello: così non ci vedono».

Si può togliere un nido?
«Assolutamente no: nidificano in cima agli alberi, spesso nello stesso punto. Non possiamo certo abbattere l’albero, anche perché il problema non è permanente, dura circa due settimane l’anno».

sabato 29 maggio 2021

Denise Pipitone, il video choc in esclusiva a Quarto Grado: «Con alta probabilità è Denise»

Su Leggo.it gli ultimi aggiornamenti. Denise Pipitone, i video in esclusiva a Quarto Grado: «Con alta probabilità è Denise». Ieri sera, nel programma condotto da Gianluigi Nuzzi si è tornati a parlare del caso di Denise, la bimba scomparsa il primo settembre 2004 a Mazara del Vallo. 

Nuzzi mostra due video inediti girati da Felice Grieco, la guardia giurata 50enne che il 18 ottobre 2004 vide a Milano una bimba con un gruppo rom molto somigliante a Denise. Finora, infatti, era stato mostrato su tv e siti d'informazione il filmato ormai noto in cui una bimba con giubbotto blu e cappuccio viene chiamata Danase. Nella trasmissione di Rete 4 vanno in onda due frammenti inediti girati lo stesso giorno. 

Nel primo video, la bambina è seduta accanto alla signora misteriosa, il suo sguardo è girato verso sinistra. La bambina è molto coperta per le temperature miti del periodo. In un altro frammento Danase, guardando dritta nell'obiettivo del cellulare, sembra fare una smorfia con la bocca, gli angoli delle labbra sono piegati verso il basso. Gli occhi sembrano stupiti, forse si è accorta di essere ripresa. Commenta Grieco: «Era evidente che volessero nasconderla perché faceva caldo, era troppo incappucciata. C'è un cartello sotto alla signora, ma non si legge. Potrebbe essere un elemento per ritrovarle».

Secondo gli esperti dei Ris «esiste un'elevata compatibilità morfoscopica» tra Denise e la bimba dei video. L'ex pm Maria Angioni, in collegamento, conclude: «Con alta probabilità è lei».

Il corpo di Tiziana Cantone sarà riesumato. La Procura della Repubblica di Napoli Nord ha disposto la riesumazione del cadavere di Tiziana Cantone, la 31enne che si sarebbe suicidata nella sua abitazione Mugnano, in provincia di Napoli, dopo la diffusione di un video a luci rosse che la vedeva come protagonista. Diversi erano i video che la ritraevano in atteggiamenti molto intimi, un tam tam che avrebbe portato la Cantone a subire una vergogna tale da scegliere di togliersi la vita.

La riesumazione dei resti della 31enne, che dovrebbe avvenire entro i primi 10 giorni di giugno, è stata disposta nell'ambito delle indagini aperte di recente che ipotizzando il reato di omicidio contro ignoti. Il caso di Tiziana è stato riaperto già dallo scorso gennaio quando sulla sciarpa della ragazza è stato trovato del DNA maschile. La cantone era stata trovata morta con la pashmina legata al collo, si pensò subito a un suicidio, ma ora spunta l'ipotesi che potrebbe in realtà essere stata uccisa.

L'ipotesi era stata avanzata dalla madre della giovane, Teresa Giglio, che chiedeva proprio la riesumazione della salma per eseguire l'autopsia, che non è mai stata effettuata. Sempre la mamma sostiene che telefono e tablet della Cantone siano stati manipolati.

In attesa del viaggio di nozze, Giorgia Palmas si gode le terme… a Milano

Una coppia che ama l’acqua. L’affinità è al massimo livello per Filippo Magnini e Giorgia Palmas. Entrambi sono nati in città di mare, a Pesaro lui, in Sardegna lei. Lui per lavoro è sempre in piscina, lei adora la spiaggia ma si rilassa anche nelle acque milanesi delle terme. E così, in attesa della luna di miele sulla sabbia sarda, ecco la ex velina in costume da bagno super sexy in città…

Si sono sposati qualche settimana fa con una cerimonia intima e molto romantica. Avevano rimandato il sì per ben due volte, ma questa volta non hanno voluto aspettare oltre. Il rito in Comune è stato riservato a pochi amici e familiari ma presto faranno il bis e questa volta sarà in grande stile con una festa con tutti gli amici. Per la luna di miele andranno in Sardegna, nel mare della Palmas dove ogni anno la ex velina ritorna per trovare amici e famiglia. 

Intanto Magnini e la Palmas non si fanno certo mancare delle pause acquatiche dalla quotidianità cittadina. Lui nuota per lavoro, lei si concede un po’ di relax alle terme. Sfodera un costume da bagno intero nero che lascia intravede il décolleté florido e le curve sexy. Si immerge come una sirenetta facendo sognare i follower in attesa di vederla sulla spiaggia con il marito… 

Francesco Venditti a Oggi è un altro giorno: «Ho capito che mia figlia Alice era gay prima di lei. La sua compagna è parte della famiglia»

Francesco Venditti ospite a Oggi è un altro giorno, racconta  la sua infanzia con due genitori così importanti come i suoi, Simona Izzo e Antonello Venditti. Figlio di genitori separati, che hanno lavorato da sempre nel mondo dello spettacolo, ricorda di essere cresciuto con i nonnni materni che sono sempre stati per lui un punto di riferimento.

FRANCESCO VENDITTI E LA MUSICA

Quando Serena Bortone gli chiede del suo rapporto con la musica confessa: «La musica era qualcosa che portava mio padre lontano da me e l'ho odiata. Poi con le sue canzoni sono stato in grado di capirlo e di conoscerlo». Il rapporto con il padre è cresciuto con il tempo, ma è sempre stato molto buono. Più conflittuale quello con la mamma Simona che però definisce come una donna sempre presente: «Lei è l'essenza di quello che è la madre per un figlio maschio, solo che lei ha sempre dato consigli non rischiesti, che a volte un figlio percepisce come giudizi, per questo io evito di avere lo stesso atteggiamento con i miei di figli. Però le voglio molto bene».

Poi confessa: «Negli anni dai miei genitori mi sono difeso con l'analisi, che mi ha aiutato per capirli e mi ha avvicinato a me stesso. Ricordo che la cosa che mi faceva soffrire era l'essere un po' nomade, avere un armadio da mamma, uno da papà uno dai nonni». Francesco poi racconta del rapporto con Ricky Tognazzi, compagno da molti anni della mamma: «Tutti mi dicono che è un secondo padre, in realtà no, non è un secondo, lui è un primo, non so cosa ma ha un primo posto». I due hanno da anni un bellissimo rapporto che conferma lo stesso Tognazzi in un videomessaggio di saluto a Francesco.

FRANCESCO VENDITTI E LA FIGLIA ALICE

Francesco parla poi della sua famiglia, una famiglia allargata composta da due figli avuti giovanissimo a 24 anni dal suo primo matrimonio, e due più piccoli avuti recentemente dalla seconda moglie. Spiega di essere un padre che cerca di ascoltare i figli, ma che mantiene comunque il suo ruolo. Parlando della più grande di tutti, Alice, ricorda quando ha capito che era gay: «Lei era fidanzata con un ragazzo da 4 anni e io e Cristina avevamo capito che si stava innamorando di una sua amica. Poi dopo qualche mese lei ci ha detto quello che provava, ma per noi non è stata affatto una sorpresa e di fatto oggi Serena, la sua compagna, è parte della nostra famiglia». Spiega di non voler pensare alle difficoltà che potrebbe aver incontrato la figlia: «Credo che ormai l'amore sia amore, chiedersi questo significa già sbagliare».

venerdì 28 maggio 2021

Morto dopo un'ora di sesso, la fidanzata lo carica in auto e va in ospedale: «Mi è crollato addosso»

Un uomo di 44 anni, Fredrick Kyalo Mwilu, sarebbe morto durante il sesso in Kenya. La fidanzata lo ha caricato in macchina ed è corsa in ospedale, ma ormai era troppo tardi. «Mi è crollato addosso dopo un’ora di sesso», ha raccontato al personale sanitario di Nairobi. Come riporta la stampa locale, i medici non hanno potuto fare nulla perché l'uomo era già morto. 

«Facevamo sesso da circa un’ora quando ha emesso un suono acuto prima di svenire», ha spiegato la donna di 36 anni. La tragedia si è consumata giovedì in un appartamento di Kayole, quartiere della città di Nairobi. All'improvviso l'uomo si è accasciato su di lei e la ragazza ha chiamato un taxi facendosi aiutare nel tentativo di salvarlo. Sarà l'autopsia a determinare le cause del decesso. 

Sul caso però è stata aperta subito una inchiesta penale. Le forze dell'ordine hanno perquisito l'abitazione e non escludono l'uso di sostanze stupefacenti o farmaci tra le cause del malore.

Amici 20, Anna Pettinelli e la lite con Rudy Zerby: «Mi sono scappate delle lacrimucce, non eravamo ripresi dalle telecamere...»

“Amici 20” è ormai finito con la vittoria di Giulia Stabile e un grande successo di pubblico. A giochi terminati Anna Pettinelli racconta un retroscena del talent di Maria De Filippi, una brusca lite non ripresa dalle telecamere con il collega Rudy Zerbi: “Mi sono scappate delle lacrimucce”.

Durante “Amici 20” non sono mancate le discussione fra i professori, la cui presenza ha indubbiamente contribuito al successo del talent, come quelle nate per i cantanti in gara fra Anna Pettinelli e Rudy Zerbi. I due si conoscono da molto tempo e hanno un ottimo rapporto, ma Anna Pettinelli ha ricordato una lite, non ripresa dalle telecamere, che le ha fatta versare qualche “lacrimuccia”. Il racconto di Anna Pettinelli è stato fatto mentre era ospite di “Casa Chi”, su Instagram: “Conoscendolo così bene – ha spiegato - ci siamo presi la libertà di darci delle risposte piccate, cosa che non sarebbe successa con altri.

“Ci siamo stati anche tanto antipatici - ha continuato Anna Pettinelli - momenti in cui non siamo stati d’accordo. Dopo una puntata mi sono scappate delle lacrimucce, mi aveva innervosito e se l’avessi avuto per le mani… Durante il programma mi sono girata e gli ho detto che mi aveva rotto le pall*, lui mi ha risposto male e quel punto è cominciata una discussione non ripresa dalle telecamere. Ma ci rispettiamo, queste sono libertà che ci siamo presi…”.

Denise Pipitone, la svolta improvvisa a Pomeriggio 5: «Ha fatto nomi e cognomi. Potrebbero scattare gli arresti»

Denise Pipitone, la svolta improvvisa a Pomeriggio 5: «Ha fatto nomi e cognomi. Potrebbero scattare gli arresti». Oggi, nel programma contenitore condotto da Barbara D'Urso si è tornati a parlare del caso di Denise, la bimba scomparsa il primo settembre 2004 a Mazara del Vallo. In collegamento, la criminologa Anna Vagli che dà un'ultima ora.

«L'anonimo è uscito allo scoperto - spiega la criminologa - sappiamo che è un uomo che si è recato nello studio dell'avvocato Frazzitta e ha raccontato quello che sarebbe accaduto dopo il sequestro di Denise Pipitone. Lui mentre circolava si è trovato all'incrocio tra via Salemi e via della Pace, a poca distanza dalla casa di Piera Maggio. La sua auto si sarebbe accostata ad un'altra auto in cui avrebbe visto Denise Pipitone e altre tre persone che lui avrebbe riconosciuto. Non sappiamo le identità, ma ha indicato nomi e cognomi. Verosimilmente uomini, ma questo non lo sappiamo con certezza. Sono tre persone conosciute, per questo non avrebbe parlato per 17 anni».

Conclude la criminologa: «L'anonimo adesso vive a Trapani, però conoscerebbe queste persone. Si pensa che andrà nell'immediatezza in Procura e potrebbero scattare anche gli arresti, secondo quanto detto dalla pm Angioni. Siamo vicini». 

giovedì 27 maggio 2021

Bambino di 9 anni scappa di casa e va dalla polizia per denunciare il padre: «Abusa della mia sorellastra»

Piccolo ma dal grandissimo coraggio. Un bambino di nove anni, scappato di casa, ha raggiunto un commissariato di polizia per denunciare gli abusi sessuali che il padre aveva commesso sulla sorellastra. Grazie alla richiesta d'aiuto del bambino, l'incubo per una adolescente è finito con l'arresto della madre e del patrigno.

La vicenda è avvenuta a Malaga, in Spagna, ed è raccontata dal Diario Sur. Il bambino, uscito di casa per recarsi a scuola, si era invece recato in un commissariato della polizia per denunciare diversi problemi in famiglia. «Mangio poco e male perché devo cucinarmi da solo, nessuno mi accompagna a scuola, mi lavo raramente», aveva raccontato il bambino agli agenti. Fino all'ultima rivelazione, ancora più agghiacciante: suo padre abusava sessualmente della sua sorellastra.

La famiglia era composta da un 41enne e una 36enne, una figlia di 15 anni (avuta dalla donna da una precedente relazione) e altri tre bambini, di 9, 7 e 3 anni. Il più grande dei figli della coppia, stanco di vivere in un contesto profondamente degradato e di assistere agli abusi sessuali del padre sulla sua sorella maggiore, aveva quindi deciso di denunciare una situazione insostenibile.

Dopo alcune indagini, la polizia locale di Malaga ha fatto irruzione nell'appartamento in cui viveva la famiglia, trovando un ambiente sporco e degradato. Per questo motivo, la coppia è stata arrestata: il 41enne è accusato di violenza sessuale, la sua compagna di cinque anni più giovane di avergli lasciato totale libertà nel violentare sua figlia.

Morta Carla Fracci, addio alla regina della danza: aveva 84 anni. Nata a Milano, era figlia di un tranviere

Morta Carla Fracci, addio alla Etoile della Scala. Addio alla signora della danza italiana e non solo. Carla Fracci, regina dei palcoscenici mondiali, si è spenta a Milano all'età di 84 anni. Ne avrebbe compiuti 85 il 20 agosto.  Da qualche giorno le sue condizioni di salute erano peggiorate. La camera ardente sarà allestita alla Scala.

Figlia di un tranviere dell'Atm, la Fracci è nata nel capoluogo lombardo il 20 agosto 1936 e a soli dieci anni, nel 1946, inizia a studiare alla Scuola di danza del Teatro alla Scala, dove ha tra gli insegnanti la grande coreografa russa Vera Volkova e dove si diploma nel 1954, per poi proseguire la sua formazione artistica partecipando a stage avanzati a Londra, Parigi e New York. Dopo solo due anni dal diploma diviene solista, poi nel 1958 è già étoile della Scala. Fino agli anni '70 danza con alcune compagnie straniere quali il London Festival Ballet, il Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet. Dal 1967 è artista ospite dell'American Ballet Theatre.

La sua notorietà artistica rimane prevalentemente legata alle interpretazioni dei ruoli romantici come Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini, o Giselle, accanto a partner come Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov e soprattutto il danese Erik Bruhn con il quale regala al pubblico un'indimenticabile interpretazione di 'Gisellè da cui nel 1969 viene realizzato un film. La Fracci nel 1964 sposa il regista Beppe Menegatti (da cui ha un figlio, Francesco) che sarà regista della maggior parte degli spettacoli da lei interpretati.


Morta Carla Fracci, addio alla etoile della Scala: aveva 84 anni

La regina della danza italiana, nata nel 1936 a Milano, nel capoluogo lombardo ha costruito la parte centrale della sua carriera studiando nella scuola di ballo della Scala, di cui poi è diventata étoile. 

Al teatro è rimasta (con qualche alto e basso) sempre legata, tanto che il 28 e 29 gennaio scorso aveva tenuto una masterclass con i protagonisti del balletto Giselle andata in streaming sui profili della Scala e disponibile anche su Raiplay. Del 1955 il suo debutto sul palco del Piermarini che è stato un trampolino per i teatri più famosi del mondo.

Morta Isabella de Bernardi: è stata Fiorenza, la fidanzata hippy di Verdone in «Un Sacco Bello»

È morta Isabella De Bernardi, attrice e pubblicitaria, diventata popolare e ancora ora lo era a distanza di oltre 40 anni, per il ruolo della fidanzata hippy di Carlo Verdone in “Un Sacco Bello” (1980). Era nata a Roma il 12 luglio 1963, figlia dello sceneggiatore Piero. L'esordio al cinema fu nel segno di Verdone che le offrì il ruolo di Fiorenza dopo averla vista girare a casa del padre durante la stesura della prima sceneggiatura.

Altri ruoli al cinema sempre nei film di Verdone: Borotalco (1982) e Il bambino e il poliziotto (1989). E poi con Alberto Sordi ne Il Marchese del Grillo (1981) e Io so che tu sai che io so (1982). Aveva partecipato anche ad una delle prime serie lunghe italiane, I ragazzi della III C, ma è con la hippy dalla parlata biascicata, dalle parolacce facili in romanesco ('a fasciò diceva al padre di Carletto ossia Mario Brega, oppure «…A st****o, punto esclamativo») che riuscì a dare una specie di istantanea d'epoca rimanendo a quella ragazzina legata per sempre. Lasciò il cinema per trovare la sua strada nella passione per il disegno e la grafica: fino a divenire direttrice artistica presso l'agenzia Young & Rubicam e art director. È scomparsa oggi prematuramente per un male incurabile.

IL RICORDO DI CARLO VERDONE
Sulla sua pagina Fb Carlo Verdone ha annunciato la morte di "Fiorenza". «Non ce la faccio più - ha detto il celebre attore romano - a fare questi necrologi. Stiamo perdendo un sacco di persone che conosciamo e alle quali vogliamo bene. Oggi mi hanno avvertito che Isabella De Bernardi la Fiorenza di un sacco bello non c'è più, è andata via per un male incurabile. Resterà sempre per me una cara amica, un'attrice che mi ha esasltato, con una scena importante, una persona spiritosa, che resterà sempre nell'immiginario collettivo per quella frase "Guarda che io a mi padre j'ho già sputato in faccia, attento, fascio, che nun ce metto niente!". Riposa in pace Isabella, ti mando un bacio enorme da qui.

LE FRASI CULT DI FIORENZA IN UN SACCO BELLO
Professore: Per quel che mi riguarda io amo citare un episodio. Era l'inverno del 1959 che, fra parentesi, fu un inverno estremamente rigido, mio figlio Gabriele, che a quel tempo aveva quindici anni, non sopportando una mia giusta osservazione uscì di casa sbattendo la porta. Io allora lo raggiunsi e lo fissai negli occhi e gli dissi: domattina andrai a scuola senza scarpe, a piedi nudi! La sera stessa trovai sul cuscino del mio letto un biglietto: sapete cosa c'era scritto?

Fiorenza: A stronzo. Punto esclamativo.

Ruggero: [parlando del padre] Mo hai capito perché me ne so' annato de casa du' anni fa.

Fiorenza: 'a faccia der fascio ce l'ha.

Ruggero: Ma n'è manco fascio, magari fosse fascio, per lo meno avrebbe fatto 'na scerta na'a vita.

Mario: Ma 'n padre pò avè un fijio così, senza 'na casa, senza 'na famijia, co 'e pezze ar culo, ai semafori a chiede l'elemosina?!...E co 'sta stronza che so du' ore che sta a masticà! Ma che te ciancichi, aoh!!?

Fiorenza: Guarda che io a mi padre j'ho già sputato in faccia, attento, fascio, che nun ce metto niente!

Mario: A me fascio? Io fascio? A zoccolè, io mica so' comunista così, sa! So' comunista così!!

Ruggero [dopo aver sentito un'esplosione]: Io v'o sempre detto che sta città me stava su le palle! Menomale che quando dico che bisogna sta più a contatto col verde me pijate tutti p'er culo...

Fiorenza: Sì però pure 'a campagna è 'na palla!

Nei cimiteri di Roma non c'è posto per Gigi Proietti, scomparso il 2 novembre 2020, nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Il suo funerale in diretta televisiva ha commosso tutti i romani e gli italiani, ma spunta adesso il problema della sepoltura. Secondo Repubblica, lo scandalo delle cremazioni e delle sepolture nella Capitale avrebe coinvolto anche l'attore. Ma non è così. Infatti, come specificato da una nota congiunta della famiglia dell'attore e dell'Ama l'urna con le sue ceneri è stata portata fuori regione, non per un disservizio, ma per una precisa decisione.

Infatti, Gigi Proietti riposa accanto a Romano e Giovanna, i suoi genitori, a Porchiano del Monte, una frazione di Amelia. La sistemazione è provvisoria. Le sue ceneri non sono ancora rientrate a Roma e sono in Umbria in attesa di un posto al Verano, il cimitero degli Artisti dove riposano i resti di Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Nino Manfredi, Alberto Sordi tanto per citarne alcuni. 

Gigi Proietti la nota congiunta 

In una nota congiunta con la famiglia del regista e attore scomparso pochi mesi fa, l'Ama ha fatto sapere che «le operazioni di sepoltura delle spoglie di Gigi Proietti sono seguite in stretto raccordo dalla famiglia Proietti, Ama spa e Roma Capitale secondo le disposizioni della stessa famiglia del grande artista italiano».

«Ama fin da subito si è messa in contatto con la famiglia di Gigi Proietti per assicurarne una degna sepoltura - si legge nella nota -. Già da novembre dello scorso anno, tecnici di Ama-Cimiteri Capitolini, insieme a un rappresentante di Roma Capitale, hanno effettuato una serie di sopralluoghi con i congiunti del grande artista romano in più aree del Cimitero Monumentale del Verano».

«La scorsa settimana i familiari di Gigi Proietti hanno individuato e scelto la soluzione più idonea tra quelle visionate, comunicandola ad Ama e agli uffici preposti di Roma Capitale. La richiesta riguarda la concessione di un'area per cappella da edificare, collocata nella parte nuova del cimitero Verano, vicino al Sacrario Militare», ha spiegato Ama nella nota.


L'ex consigliere di Boris Johnson: «Per lui il Covid era una storiella. I medici come leoni comandati da scimmie»

Un'audizione dal sapore di vendetta, esplicita e circostanziata, per denunciare ritardi e negligenze nella gestione della pandemia di coronavirus da parte del governo britannico, dal quale era stato allontanato lo scorso novembre: ha atteso poco più di sei mesi Dominic Cummings, l'ex eminenza grigia del premier Boris Johnson, per regolare i conti con i suoi nemici a Downing Street. A cominciare dallo stesso primo ministro, «inadeguato al ruolo ricoperto», e accusato dal suo ex consigliere principe di aver prima ignorato e poi sottovalutato la gravità dell'emergenza Covid. Anche quando, lo scorso marzo, la pandemia si era ormai diffusa in tutta Europa.

«Considerava il coronavirus alla stregua dell'influenza suina, una storiella spaventosa - ha raccontato oggi Cummings davanti ad una commissione parlamentare -. Era pronto ad andare in tv e farsi inoculare il virus in diretta per dimostrarne l'innocuità». Un errore di valutazione, il primo di una lunga lista secondo Cummings, pagato tragicamente dal Regno Unito, che oggi conta quasi 128 mila morti da Covid, il totale più alto d'Europa. «La verità è che il governo, in tutte le sue componenti, ha fallito in maniera disastrosa proprio quando la gente ha avuto più bisogno di noi. Desidero scusarmi per le migliaia di morti che potevano essere evitate», ha dichiarato Cummings, già architetto della Brexit, al fianco di Johnson dall'aprile 2019 al novembre 2020, quando è stato costretto alle dimissioni dopo essere entrato in rotta di collisione con la fidanzata di BoJo, Carrie Symonds.

Nonostante le ripetute smentite del governo, Cummings ha confermato che l'iniziale strategia di Downing Street prevedeva il raggiungimento entro l'autunno di una sorta di immunità di gregge, ritenuta dal premier «un fattore inevitabile». «Il governo in quelle settimane era nel caos più completo. In molti a metà febbraio erano ancora a sciare. Fino alla fine di quel mese non c'è stato nel governo alcun senso di urgenza, tanto meno una precisa direzione». Solo di fronte ai modelli statistici sviluppati dall'Imperial College, che prefiguravano scenari catastrofici (in termini di decessi) per il Regno, il premier si è infine persuaso, nella prima metà di marzo, a cambiare rotta, introducendo il primo lockdown il 23 marzo 2020.

«È folle che persone come Johnson o il sottoscritto abbiano avuto simili responsabilità. Migliaia di altre persone avrebbero potuto guidare meglio il Paese. I sanitari in prima linea contro il coronavirus si sono dimostrati dei leoni, comandati però da scimmie». Nel corso di una testimonianza fiume durata più di sette ore, Cummings ha elencato ogni singolo elemento di disaccordo con Johnson, dalle incertezze iniziali alla mancanza di un piano di tracciamento dei contagi, fino alle reticenze nell'introdurre un secondo lockdown lo scorso autunno. Rinviato «in maniera irresponsabile» dal premier, il quale - nella ricostruzione dell'ex consigliere - avrebbe piuttosto preferito «lasciare accatastare i cadaveri» (espressione già smentita da Downing Street). Altrettanto duro l'affondo che Cummings ha riservato al ministro della Salute, Matt Hancock, «che sarebbe dovuto essere licenziato 15 o 20 volte per le sue azioni vergognose e criminali, un vero bugiardo».

Accuse prontamente riprese dal leader laburista Keir Starmer: nel corso del settimanale Question Time ha invitato Johnson a scusarsi per gli errori compiuti, soprattutto nella prima fase della pandemia. Il capo dell'opposizione ha anche chiesto in aula se fosse stata effettivamente pronunciata la frase, attribuita da Cummings a Johnson, «il Covid uccide solo gli ottantenni». Per il momento il diretto interessato non ha voluto replicare al durissimo j'accuse del suo ex Rasputin: ha ribadito che ogni decisione è sempre stata presa «per ridurre al minimo i decessi», sottolineando i passi compiuti negli ultimi mesi grazie all'efficacia del piano vaccinale. Che ha drasticamente abbassato il numero dei contagi e dei morti, consentendo un graduale riapertura della società in vista del 21 giugno, scadenza ultima per la fine di ogni misura restrittiva. 

mercoledì 26 maggio 2021

Kim Kardashian citata in giudizio dai suoi domestici: sottopagati e senza pause

Kim Kardashian sta affrontando le accuse di ben sette membri del suo staff domestico della casa californiana della star, secondo cui sarebbero sottopagati e sottoposti a turni di lavoro che non prevederebbero pause.

Ricorrono in giudizio, una causa civile al tribunale di Los Angeles, per vedersi pagati gli straordinari, le spese extra e per obbligare la propria datrice di lavoro a rispettare le pause, tutti elementi che finora secondo i querelanti sarebbero violati dalla Kardashian.

NBC News riferisce che nel ricorso i querelanti dichiarano, tra le varie accuse, di “non aver mai ricevuto buste paga, che non venivano pagati in periodi regolari, non gli venivano forniti pasti e momenti di riposo, non gli era dato modo di segnare le ore lavorate, non gli venivano  gli straordinari”. Per un totale di oltre 25mila dollari.

Un rappresentante della Kardashian ha dichiarato che la star non può essere ritenuta responsabile, dal momento che i lavoratori erano assunti attraverso un “fornitore” esterno: «Questi lavoratori erano assunti e pagati da una terza parte incaricata da Kim a gestire i servizi». 

Così, Kim “non sarebbe responsabile di come il fornitore gestisce i propri affari e degli accordi tra questo e il suo staff. Kim – prosegue la nota del rappresentante della Kardashian – ha sempre pagati il fornitore per i propri servizi e spera che i problemi con i lavoratori possano essere risolti presto e amichevolmente”.


Denise Pipitone è in Ecuador? Chi l'ha visto chiama la ragazza delle foto sui social. «Ecco la verità»

Denise Pipitone, anche questa settimana la trasmissione Chi l'ha visto? si è occupata della bambina scomparsa nel settembre del 2004: in particolare di una segnalazione sui social di una presunta ragazza in Ecuador dalla forte somiglianza con Denise. La redazione del programma di Raitre ha rintracciato la ragazza e con l'ausilio di una traduttrice l'ha videochiamata, per spiegarle la situazione e chiederle chi è, quanti anni ha e se può essere davvero Denise.

La ragazza in questione non è però la bambina scomparsa a Mazara del Vallo e non vive neanche in Ecuador: le informazioni veicolate erano dunque completamente fasulle. Inoltre non coinciderebbe nemmeno l'età, dato che Maria Grazia ha 29 anni mentre Denise, se fosse ancora viva, ne avrebbe 21. «Facciamo chiarezza, questa pista può essere accantonata», il commento della conduttrice Federica Sciarelli.

Positano, scontrino choc: caffè, cola e acqua per 46 euro. Il proprietario: «Bastava leggere i prezzi»

Due caffè, due Coca-Cola e una bottiglietta d'acqua. Prezzo totale: 46 euro. Sta facendo molto discutere lo scontrino di un bar a Positano, pubblicato sui social da una cliente indignata per un conto così alto. Il proprietario del locale, però, si difende: «Bastava leggere il listino prezzi».


Il caso era emerso ieri, con la pubblicazione dello scontrino, da parte della cliente, sui social. Il proprietario del bar di Positano, nella splendida cornice della penisola sorrentina, difende però la politica dei caffè a 10 euro ciascuno. A PositanoNews, Lulù Fiorentino, che gestisce il bar, ha infatti spiegato: «Bastava consultare i prezzi sui menù. Tra l'altro, quella donna dovrebbe sapere la differenza tra il bar di una stazione o di Marano. Qui ci si gode la consumazione seduti sulla spiaggia di Positano, con un panorama mozzafiato».

Il proprietario del bar poi aggiunge: «Abbiamo anche la musica dal vivo e quindi è chiaro che non si può pagare una bottiglietta d'acqua o un caffè 1,50 euro. I musicisti vanno pagati, è normale. Questo fa capire lo spessore della gente che c'è in giro». Lulù Fiorentino cita anche i prezzi dei locali in altre città italiane: «Sono stato a Firenze con mia moglie e i miei figli, in un bar a piazza della Signoria. Ho pagato quattro caffè, quattro spremute d'arancia e quattro toast 96 euro».

Bella Thorne, fronte e retro super sexy negli scatti bollenti da Miami

I capelli rossi fiammeggianti sotto il sole di Miami e un fisico mozzafiato. Bella Thorne sfoggia le sue curve conturbanti in alcuni scatti dalle sue vacanze in Florida mentre è in barca. L'ex stellina Disney, 23 anni, ha condiviso anche un video accompagnato dalla colonna sonora della sua canzone "Shake It", scrivendo: "Miamiiiii, voglio vederti scuotere (Shake it)". 

In uno degli scatti Bella è sdraiata di schiena su uno yacht in mezzo al mare e scrive: "Solo un paio di pesche", sottolineando il suo perfetto lato B in uno striminzito bikini rosso. 

La sexy attrice, cantante e produttrice si sta godendo una bella vacanza dopo la festa del fidanzamento ufficiale con Benjamin Mascolo, cantante dell'ex duo Benji e Fede, con il quale presto convolerà a nozze.

Mamma uccide la figlia di 4 anni, il corpo trovato nel giardino di casa sua

Uccide la figlia di 4 anni e la seppellisce nel giardino. Malikah Diane Bennett, 31 anni, è stata accusata di omicidio e arrestata dopo aver finto per mesi che la figlia fosse scomparsa, quando, in realtà, era stata lei a ucciderla. La donna aveva denunciato la scomparsa della bambina e sono subito iniziate le indagini, ma solo dopo 4 mesi si è scoperto che la piccola era nel cortile di casa sua, ormai cadavere.

Il corpo di Migellic Young, è stato scoperto nel blocco 3700 di Braden Drive a Charlotte, nella Carolina del Nord. Le analisi sul corpo hanno mostrato che la piccola era vittima di ripetute violenze fisiche ma i medici non sono ancora stati in grado di capire quale sia stata la causa effettiva del decesso. La mamma da subito ha finto di essere preoccupata per la figlia, si è subito offerta di partecipare alle indagini  e di essere interrogata.

Poi le indagini sono arrivate a un punto cruciale e la polizia, come ripirta Metro, ha introdotto i cani nel giardino della donna che hanno poi rilevato la presenza del corpicino. La mamma è stata arrestata e ora in attesa di processo rischia la condanna all'ergastolo. 

Ciao Darwin, parla l'uomo rimasto paralizzato: «La mia vita distrutta da un gioco, non mi hanno detto nulla»

«La mia vita distrutta da un gioco». Parla così Gabriele Marchetti, l'uomo rimasto paralizzato dopo Ciao Darwin. Il 56enne è diventato tetraplegico dopo aver partecipato alla trasmissione condotta da Paolo Bonolis ed essere scivolato sui rulli della sfida "genodrome". I fatti risalgono al 2019 e ora quattro persone rischiano il processo.  Marchetti avrebbe spiegato agli inquirenti di aver svolto una prova senza essere stato addestrato né avvisato dei rischi che avrebbe corso. 

Ciao Darwin, parla l'uomo rimasto paralizzato

Quel gioco ha distrutto la sua vita e quella della sua famiglia. L'uomo si è dovuto sottoporre a diverse operazioni per evitare di restare intubato, ma ora dipende da infermieri e familiari. Quattro persone rischiano il processo con l'accusa di lesioni personali gravissime. Si tratta di rappresentati della società Rti, produttrice della trasmissione di Canale 5, il titolare della società produttrice dell'attrezzatura utilizzata per il gioco e la titolare della società che doveva selezionare i concorrenti del programma.

Ciao Darwin, l'incidente

La prova  "genodrome"  prevede di saltare da un rullo all’altro, ma la struttura è scivolosa e la sfida più ardua. Marchetti ha saltato, ma è scivolato e ha perso l'equilibrio finendo sul fondo della vasca. Sembra che non sia stato messo al corrente dei pericoli del gioco e non sarebbe stato neanche istruito. Tra i capi d'accusa ci sono infatti il non aver valutato i rischi e il non aver fornito uno specifico addestramento.

martedì 25 maggio 2021

Lady Gaga shock: "Dopo essere stata violentata sono rimasta incinta e lasciata per strada"

Della violenza subita quando aveva 19 anni Lady Gaga ha parlato più volte. Ma ospite di Oprah Winfrey nella nuova trasmissione sulla salute mentale "The Me You Can't See", la popstar ha fatto un'altra rivelazione shock. "Dopo la violenza sessuale sono rimasta incinta e lasciata per strada... ho sofferto per tantissimi anni", ha confessato. 

"Avevo 19 anni, e stavo muovendo i primi passi nel settore, e un produttore mi disse 'togliti i vestiti' - ha raccontato Lady Gaga - Io dissi di no e me ne andai. Mi disse che avrebbe dato fuoco a tutta la mia musica. Prima ho sentito un dolore totale, poi sono diventata insensibile. Sono stata male per settimane e settimane, successivamente ho capito che era lo stesso dolore che ho provato quando la persona che mi ha violentata mi ha lasciata incinta in un angolo, fuori da casa dei miei genitori perché non stavo bene e continuavo a vomitare. Perché avevo subito un abuso".

Gaga ripercorre i momenti dolorosi: "Sono stata rinchiusa in uno studio di uno psichiatra per mesi. Ho avuto una totale crisi psicologica e per un paio di anni non sono stata la stessa ragazza di prima. Poi mi hanno fatto così tante risonanze magnetiche in cui non trovavano nulla. Ma il corpo ricorda tutto".

E fa un'altra confessione shock: "Ho anche affrontato un altro nemico, l’autolesionismo. Sai perché non fa bene tagliarsi? Sai perché non è giusto buttarsi contro il muro? Sai perché non fa bene l’autolesionismo? Perché ti fa stare peggio. Pensi che ti sentirai meglio perché stai mostrando a qualcuno, 'Guarda, sto soffrendo'. Ma la verità è che non aiuta. Adesso va meglio, tutto sta cambiando".

Antonio Di Fazio, i verbali choc delle ragazze: «Sequestrate per settimane, come in un film dell'orrore»

Spuntano i verbali delle due ragazze che accusano Antonio Di Fazio, imprenditore in carcere da venerdì con l'accusa di aver narcotizzato e violentato una giovane di 21 anni (ma ci sarebbero altre donne cadute nella sua trappola). Le due presuente vittime, sentite ieri dai pm di Milano, hanno raccontato di essere state sequestrate per «giorni» o addirittura «settimane»: dai verbali delle due ragazze (anche una terza ieri ha parlato coi pm) emergerebbero racconti descritti come da «film dell'orrore». 

Le tre giovani avrebbero descritto sempre lo stesso «modus operandi» da parte di Di Fazio, ossia l'invito in azienda e a casa con l'offerta di uno stage formativo e poi la narcotizzazione con tranquillanti sciolti nelle bevande e infine gli abusi e le fotografie. Due delle giovani, studentesse dalla vita 'ordinaria' alla ricerca di un impiego, hanno descritto, in particolare, di essere state tenute sotto sequestro anche per diversi giorni, addirittura «settimane», è stato chiarito dagli inquirenti, perché erano state drogate con le benzodiazepine e versavano, poi, in uno stato di «soggezione psicologica», perché avevano paura di quell'uomo. L'imprenditore, usando dosi massicce di tranquillanti, aveva l'obiettivo anche di cancellare tutti i loro ricordi.

Una terza ragazza, da quanto si è saputo, sarebbe riuscita a sfuggire prima dal suo aguzzino, mentre la 21enne, la cui denuncia nei mesi scorsi ha portato all'arresto quattro giorni fa dopo le indagini dei carabinieri, rimase in balia di Di Fazio dal tardo pomeriggio fino a dopo mezzanotte. Investigatori e inquirenti, nel frattempo, stanno già raccogliendo riscontri utili a confermare i racconti delle giovani, mentre altre ragazze hanno già contattato gli investigatori e sarebbero pronte anche loro a denunciare. Si indaga, intanto, anche su una presunta «rete» di complici che potrebbero aver aiutato il manager ad avvicinare le studentesse e il sospetto di chi indaga è che pure altre persone potrebbero aver preso parte agli abusi.

Funivia del Mottarone, i fidanzati Alessandro e Silvia morti nell'incidente: avevano 29 e 27 anni

Ci sono anche due fidanzati di Varese tra le 14 vittime del tragico incidente della funivia del Mottarone. Alessandro Merlo, 29 anni, e Silvia Malnati, 27, amavano la vita all'aria aperta e a contatto con la natura e forse per loro era la prima gita fuori porta dopo diversi mesi di restrizioni.

Silvia Malnati era impiegata nel negozio di cosmetica «Kiko» a Milano. Appassionati di natura, mare e montagna, erano partiti insieme per una gita fuori porta, forse la prima al termine del lungo anno di privazioni ed avevano scelto la montagna che si erge tra il Lago Maggiore e il Lago d'Orta. 

Davide Galimberti, sindaco di Varese, ha espresso così il proprio dolore per la tragedia che ha colpito due giovani concittadini: «Non ci sono parole, è una domenica tragica e c'è solo un profondo dolore per tutte le vittime. Anche la nostra comunità è in lutto e si stringe intorno alle famiglie dei due giovani scomparsi. Queste cose davvero non devono accadere e lasciano senza parole. Sia fatta al più presto luce sulle cause della tragedia».

Ufo, Obama non ha dubbi sull'ultimo video: «Gli oggetti volanti non identificati esistono e vanno presi sul serio, ecco perché»

«Gli Ufo esistono». Parola di Barack Obama, secondo cui si tratta di un fenomeno che «va preso sul serio». Gli oggetti non identificati sono un tema che continua a suscitare interesse negli Stati Uniti, e l'ex presidente americano ne ha parlato durante un'apparizione al 'Late Late Show', condotto da James Corden su Cbs News. Obama prima ha fatto un pò di ironia sulla questione, affermando con il sorriso: «La verità è che quando sono entrato in carica ho chiesto: 'Va bene, c'è un laboratorio da qualche parte dove teniamo esemplari di alieni e astronavi?' La risposta è stata 'nò».

Poi, però, ha precisato: «Ciò che è vero, e su questo sono serio, è che ci sono filmati e registrazioni di oggetti nei cieli che non sappiamo esattamente cosa siano. Non possiamo spiegare le loro traiettorie, non si muovevano con uno schema facilmente spiegabile». Quindi, ha aggiunto, «penso che la gente prenda sul serio il tentativo di indagare e capire di cosa si tratta. Ma oggi non ho nulla da riferirti». A risvegliare l'attenzione sul fenomeno è stato un nuovo video datato 2019 e girato da un aereo della Marina militare americana, in cui si vede un oggetto non identificato che vola poco sopra l'Oceano al largo della costa di San Diego, in California, prima di immergersi nell'acqua.

Il filmato è stato divulgato dal documentarista Jeremy Corbell, che lo ha condiviso su Instagram, e il Pentagono ha successivamente confermato la legittimità di foto e video. La divisione della Difesa che si occupa dei fenomeni aerei non identificati ha fatto sapere, tramite la portavoce Sue Gough, che il filmato è incluso negli «esami in corso» della task force, creata nell'agosto scorso per indagare sugli avvistamenti degli ufo da parte dei militari Usa. «Posso confermare che il video è stato effettivamente girato dal personale della Marina e che sulle immagini sono in corso delle indagini», ha continuato Gough. Il mese prossimo, intanto, l'ufficio del direttore del National Intelligence e quello del segretario alla Difesa forniranno alle commissioni dei servizi armati e dell'intelligence del Congresso un rapporto non classificato sui 'fenomeni aerei non identificati'. Il dossier è stato richiesto dall'ex presidente Donald Trump, e inserito (pur non avendo nulla a che fare con l'argomento) nel pacchetto da 2.000 miliardi di dollari per la lotta al covid approvato nel dicembre scorso dal Congresso.

Federica Panicucci: "Scendo in campo per la Partita del Cuore"

"Per me la solidarietà è un valore autentico che si traduce nell'aiutare il prossimo senza chiedere nulla in cambio. Per questo sono molto felice di condurre questa edizione che è speciale". Federica Panicucci è pronta a "scendere in campo" per la 30esima edizione della Partita del Cuore, in onda martedì 25 maggio in prima serata su Canale 5, in diretta dall'Allianz Stadium di Torino. In campo la Nazionale Italiana Cantanti, capitanata da Enrico Ruggeri, e i Campioni per la Ricerca, capitanati da Andrea Agnelli.

"E' la prima volta che va in onda sulle reti Mediaset - prosegue Federica - ed è il 30esimo anniversario di questo grande evento che riesce a unire nel divertimento volti noti della musica, dello sport, della televisione e della politica per un nobile scopo benefico".

L'obiettivo è raccogliere fondi per l'Istituto di Candiolo (fondazione piemontese per la ricerca sul cancro), onlus presieduta da donna Allegra Agnelli.

"Basta un gesto semplicissimo per sostenere la ricerca: inviare un sms al 45527 (che è già arrivato a 50 mila euro e resterà attivo fino al 3 giugno, ndr). Spero che gli italiani percepiscano l'importanza di questa serata e possano sostenere la nostra causa", sottolinea la conduttrice di "Mattino Cinque".

Tra i Campioni per la Ricerca scenderanno in campo: John Elkann, Pavel Nedved, Andrea Pirlo, Gigi Buffon, l'amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares, i piloti della Ferrari Charles Leclerc e Carlos Sainz, il commissario tecnico della Nazionale maschile di Ciclismo Davide Cassani; per la Nazionale Cantanti: Eros Ramazzotti, Ermal Meta, Briga, Alberto Urso, Bugo, Raoul Bova, i rapper Shade e Random, Maicon, Franck Ribery, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri e tanti altri, in una staffetta solidale.

La telecronaca della partita è affidata a Pierluigi Pardo, mentre Giorgia Rossi, a bordo campo, raccoglie a caldo le dichiarazioni dei giocatori. 

La Rai querela Fedez dopo il concertone del Primo Maggio. «Diffamazione aggravata». La replica del rapper: «Denuncio Di Mare»

La Rai querela Fedez. Ora è ufficiale. «Apprendiamo oggi che 'la Rai ha conferito mandato ai propri legali di procedere in sede penale nei confronti di Federico Leonardo Lucia, in arte ' Fedez', in relazione all'illecita diffusione dei contenuti dell'audio e alla diffamazione aggravata in danno della società e di una sua dipendente avvenuti in occasione del concerto del 1° Maggio». Lo dichiara Massimiliano Capitanio, deputato della Lega e capogruppo in Vigilanza Rai, in merito alla risposta alla interrogazione in Vigilanza sulle polemiche legate al concerto del Primo Maggio. Anche se il Rapper, nel corso della replica su Instagram ha precisato di essere stato querelato per diffamazione e danno d'immagine.

«Si tratta di un atto dovuto e doveroso - aggiunge Capitanio - perché su temi fondanti della nostra democrazia, come la libertà di espressione e il rispetto della persona, non è possibile scherzare né tantomeno organizzare show per un pugno di like. Noi speriamo solamente che emerga la verità: non abbiamo sete di vendetta e ci siamo già dichiarati disponibili ad accogliere la richiesta di Fedez di venire in audizione in Vigilanza. Quella sera sono state fatte e dette cose troppo gravi, sarebbe offensivo del nostro ruolo fare finta di niente».

LA RISPOSTA DI FEDEZ

Il rapper non ha tardato a commentare quanto avvenuto sul suo profilo Instagram. "Sono abiutato ad assumermi le mie responsabilità - dice Fedez - quindi affronto le conseguenze, ma bisogna ricordare come si è comportata la Tv di Stato in questa circostanza». A quel punto Fedez ricapitola quanto avvenuto, ovviamente secondo il suo punto di vista: dalle pressioni ricevute per rimouovere il nome degli esponenti leghisti autori delle frasi "incriminate" da lui ricordate sul palco, alla telefonata della dirigente di Rai Tre che ha definito "inopportuno" il suo intervento, fino alle accuse di aver mentito circa la volontà di "censura" da parte della Rai.

Poi Fedez passa all'attacco e accusa la Rai di aver agito in maniera scorretta. Secondo il rapper lui avrebbe affrontato le conseguenze della pubblicazione della telefonata privata pubblicandola sui social, mentre i dirigenti Rai - che anch'essi hanno registrato la telefonata - secondo il rapper l'avrebbero passata ai giornalisti, rifugiandosi in questo modo dietro il dovere dei cronisti di tutelare le fonti: "Vigliaccheria di stato", conclude. 

Lo sfogo di Fedez non si ferma. Secondo il rapper non c'è alcuna differenza - come sostengono invece i vertici Rai - tra l'audio tagliato postato su twitter dal cantante e l'audio completo messo a dispozione da Viale Mazzini. "Anzi - aggiunge - l'audio integrale è anche peggio". Poi continua: "Spero di poter parlare in Commissione di Vigilanza Rai, e - specifica - ho ancora tante cose da pubblicare". 

«Più o meno - dice ancora Fedez - sapevo come sarebbe finita e sono felice di questo, perché ci sono tante cose secondo me che devono emergere, per esempio come ha fatto La lega a diramare un comunicato stampa sei ore prima che io salissi sul palco, dicendo 'se Fedez sale sul palco a leggere il suo testo la Rai non deve pagare il concertonè? Come facevano a sapere quello che avrei detto sei ore prima di salire sul palco? Per tutti quelli che dicono 'eh, però alla fine sei potuto salire sul palco a dire quelle cosè, sì, al netto che queste cose non dovrebbero succedere a prescindere, però potrebbe essere che io subito dopo quella telefonata abbia chiamato l'organizzatore dell'evento e gli abbia detto che avevo registrato tutta la telefonata perché mi piace giocare a carte scoperte, e guarda un pò subito dopo mi è stato detto che potevo salire sul palco»

Infine, Fedez si dice orgoglioso di quanto fatto. "Non lo faccio - continua - per vendere qualche smaltino in più. Perché io la mia famiglia la garantisco anche senza "smaltini". E poi aggiunge: «La cosa che veramente mi mette una tristezza infinita - conclude Fedez - è che a comunicare la querela della Rai è stato un leghista della commissione di Vigilanza Rai, che ha detto che su quel palco io avrei detto delle cose gravissime. Amico Fritz della Lega - dice rivolgendosi a Massimiliano Capitanio - le cose che ho detto sono parole di gente del tuo partito che è ancora lì dentro a fare carriera e che intervistata dopo il Primo maggio ha ribadito che i gay e i matrimoni omosessuali porterebbero all'estinzione della razza umana. Ma dove cazzo vivete?»

Continuano le storie di Fedez che fa una precisazione, ovvero quella di non essere stato denunciato per la divulgazione del video: «Io sono stato denunciato per diffamazione e danno d'immagine e siccome il direttore di Rai 3, il signor Di Mare, in commissione di Vigilanza ha detto che avrei organizzato un complotto con dei giornalisti per tramarealle sue spalle, non sapevo chi ca**o fosse fino al 3 di maggio, faccio un "Atto doveroso" come lo direbbero i leghisti: denuncerò per diffamazione il direttore di Rai 3. Iniziamo le danze. Ci divertiremo un sacco per i prossimi 3-4 anni.


lunedì 24 maggio 2021

Incidente a Ciao Darwin, quattro persone rischiano il processo dopo che un concorrente è rimasto paralizzato

Quattro persone rischiano un processo dopo l'incidente a Ciao Darwin che ha reso invalido un concorrente. I fatti risalgono al 2019 quando un uomo è rimasto gravemente ferito durante il gioco della trasmissione con dei rulli scivolosi.

Gabriele Marchetti, di 56 anni, rimase vittima di una brutta caduta durante le registrazioni di una puntata del programma. L’uomo venne subito trasportato al Policlinico Umberto I di Roma e poi trasferito alla Fondazione Santa Lucia per dare inizio al percorso di riabilitazione. Da subito Bonolis si è detto dispiaciuto per il concorrente e per la sua famiglia, spiegando di aver monitorato da subito la situazione e di aver fatto il possibile per dare un soccorso immediato.

Ora però 4 persone rischiano il processo con l'accusa di lesioni personali gravissime. Si tratta di rappresentati della società Rti, produttrice della trasmissione di Canale 5, il titolare della società produttrice dell'attrezzatura utilizzata per il gioco e la titolare della società che doveva selezionare i concorrenti del programma.

Funivia Mottarone, Dario e il figlio di 6 anni sono vivi per miracolo: «Dovevamo salire ma la cabina era al completo»

Dario e il figlio di sei anni sono senza dubbio dei miracolati. Erano in fila per salire sulla funivia precipitata sul Mottarone, ma al momento di entrare nella cabina non c'era più posto e così sono rimasti a terra. Pochi minuti dopo la tragedia che ha provocato la morte di quattordici persone, tra cui dei bambini. «Quando ho sentito la notizia della funivia mi si è gelato il sangue: in quella cabina potevamo esserci io e il mio bambino di sei anni». Si sente miracolato Dario Prezioso mentre racconta all'Adnkronos la sua esperienza.

«Avevo deciso di portare il mio bambino ad Alpiland dove c'è una pista di bob ma per una serie di miracolose coincidenze quando siamo arrivati a prendere la funivia, la cabina che si è schiantata era già al completo e quindi non siamo potuti salire ma eravamo i prossimi e quindi ci siamo fermati ad aspettare la cabina successiva che non abbiamo mai preso».

«Le persone che si trovavano sulla cabina caduta le avevamo incontrate in coda per i biglietti e avevano anche scambiato qualche parola - aggiunge - poi mentre, in attesa nella stazione intermedia, stavo spiegando a mio figlio come funziona la funivia ho sentito un colpo e ho visto un cavo cadere mentre la cabina che stava scendendo si è immediatamente bloccata. A quel punto ho pensato che lo stesso fosse accaduto alla cabina che stava salendo, ma purtroppo, ho scoperto poi, così non è stato».

«Subito dopo ci hanno riportato a terra, ci hanno rimborsato il costo del biglietto e io e mio figlio ci siamo allontanati fino a raggiungere una pizzeria sul lago. Mentre andavamo via abbiamo sentito alcune sirene. 'Un pò stranò ho pensato per un cavo che si è rotto e solo mentre ero in pizzeria ho scoperto cosa era accaduto.In quel momento - ribadisce Dario Prezioso - mi si è gelato il sangue».

Strage al Mottarone, il bimbo sopravvissuto di 5 anni resta grave. Eithan ha perso genitori, fratello e nonni

Restano gravi le condizioni del bambino di 5 anni, Eithan, unico sopravvissuto all'incidente della funivia del Mottarone. Ricoverato all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dopo l'intervento di ieri la prognosi resta riservata. Al momento il piccolo è intubato e sedato. 

In ospedale, nella tarda serata di ieri, è arrivata la zia del bambino, sorella del padre che nell'incidente è morto con la moglie e con l'altro figlio di due anni (nella foto, sotto). La famiglia, di origini israeliane, viveva nel Pavese. 

«Non sapevamo dove si trovasse, abbiamo capito che si trattava di lui quando abbiamo visto che non era nell'elenco delle vittime», ha detto Aya Biran, la zia del bimbo che sta lottando tra la vita e la morte e che nello schianto della funivia ha perso il fratello mit, sua cognata Tal Peleg e il nipotino Tom di soli due anni, che vivevano a Pavia.


Alessia Marcuzzi furiosa sul social: «Je rode!…». Ecco con chi ce l’ha

Alessia Marcuzzi furiosa sui social: “Je rode!”. Alessia Marcuzzi dal suo account Instagram ha preso posizione sul dibattito nato all’ Eurovision Song Contest per l’accusa, lanciata dalla stampa francese, di utilizzo di droga da parte dei vincitori della sfida, i Maneskin.

Alessia Marcuzzi dal suo account Instagram è tornata sull'accusa di utilizzo di droga dei Maneskin. Dal social ha postato un chiarissimo “Parla, la gente purtroppo parla. Non sa di che parla”, seguita da una lunga didascalia in cui prende le parti della band: “aggiungerei: JE RODE - ha scritto sul social -  Senza parole per quello che stanno scrivendo alcuni siti francesi su Damiano. Invece di applaudire una band giovanissima, talentuosa e che ha fatto riscoprire il rock a chi pensava che il rock fosse morto. Invece di farli gioire in una serata per loro( e aggiungerei anche per noi!) così importante. Siete solo dei rosiconi, lo penso davvero. E visto che tanti francesi non si riconoscono nelle parole di @parismatch_magazine e altri blog, chiedo proprio a loro di denunciarlo. E spero davvero che @sonymusicitaly e i @maneskinofficial li portino in tribunale. Non si possono scrivere delle cose cosi’ gravi, minando la carriera e la reputazione di ragazzi cosi’ giovani, con questa leggerezza! #måneskin #eurovision”.

domenica 23 maggio 2021

I Maneskin trionfano all'Eurovision e festeggiano cantando "Zitti e Buoni" senza censura

I Maneskin trionfano all'Eurovision e festeggiano cantando "Zitti e Buoni" senza censura. Ultima perfomance sul palco dell’Ahoy Arena con la versione originale per Damiano &Co. La band romana riporta l'Eurovision in Italia dopo 31 anni.

Nell'intervista rilasciata a Leggo I Maneskin avevano ammesso che la censura al loro brano "Zitti e Buoni" non era andata troppo giù, ma «il gioco ne valeva la candela». Con il trionfo all'Eurovision 2021 i Maneskin si tolgono questo sassolino dalla scarpa e festeggiano cantando la versione originale portata anche sul palco del Festival di Sanremo 2021.

Da Via del Corso, passando per X Factor, al tetto d'Europa, i Maneskin hanno fatto tribolare il pubblico italiano che da regolamento non poteva tifare per loro: quarti dopo il voto della giuria di qualità, rimontano alla grandissima su Svizzera, Francia e Malta grazie al televoto che regala ben 318 punti.

I Maneskin riportano l'Eurovision in Italia dopo 31 anni: sono i terzi artisti italiani a vincere la competizione europea dopo Gigliola Cinquetti nel 1964 e Toto Cutugno nel 1990. 

“Zitti e Buoni” fa parte dell’album “Teatro d’ira – Vol. I” (disco d’oro), il primo volume di un progetto più ampio che si svilupperà nel corso dell’anno e che racconterà in tempo quasi reale gli sviluppi creativi della band insieme alle prossime importanti esperienze, fra le quali anche questa dell’Eurovision. Un percorso ambizioso e in continuo divenire, partito con il primo singolo “Vent’anni” certificato disco di platino.

“Teatro d’Ira Vol I”, che conta già oltre 100 milioni di streaming,  è stato registrato in presa diretta al Mulino Recording Studio di Acquapendente (VT), rimandando alle atmosfere analogiche dei bootleg anni ’70, con l’idea e la voglia di ricreare la dimensione live vissuta dal gruppo in Italia e in Europa. Un disco tutto suonato, crudo, contemporaneo, capace di rappresentare lo stile e il sound della band.

Arrivato a distanza di due anni dalla pubblicazione de “Il ballo della vita”, doppio disco di platino, “Teatro d’ira - Vol. I” ha conquistato la posizione #6 nella Top 10 Global Album Debuts di Spotify, dopo aver debuttato in posizione #1 nella classifica album FIMI/Gfk e #1 nella classifica dei vinili più venduti ad una settimana dall’uscita.

I Måneskin il prossimo dicembre suoneranno dal vivo per la prima volta sui palchi dei più importanti palazzetti italiani, dove presenteranno il loro secondo album “Teatro d’ira - Vol. I” in un tour di 11 date, organizzato e prodotto da Vivo Concerti.

La band composta da Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan ha mandato sold out in pochissimo i concerti previsti al Palazzetto dello Sport di Roma (14 e 15 dicembre 2021) e del Mediolanum Forum di Assago (18 e 19 dicembre), a cui si è aggiunto un terzo show al palazzetto di Milano, previsto per il 22 marzo 2022. La tournée farà tappa il 20 marzo all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO), il 26 marzo al PalaPartenope di Napoli, il 31 marzo al Nelson Mandela Forum di Firenze, il 3 aprile al Pala Alpitour di Torino, l’8 aprile al PalaFlorio di Bari e si concluderà nell’iconica Arena di Verona il 23 aprile 2022. Questo sarà un live evento che vedrà i Måneskin aprire la stagione dei grandi concerti 2022 dell’Arena.

I Måneskin hanno iniziato a esibirsi live da giovanissimi nelle strade di Roma e con la loro carica fuori dal comune hanno conquistato il pubblico, spazzando via stereotipi di genere, mescolando influenze e stili in un mix originalissimo e unico, arrivando a collezionare oltre 18 dischi di platino e 6 dischi d’oro.

Funivia del Mottarone, cede il cavo e la cabina precipita. Tredici morti: tre feriti, due bambini gravissimi

Verbania, precipita la funivia Stresa-Mottarone in Piemonte e sarebbero almeno 13 i morti e tre feriti. Si sarebbe staccato all'improvviso il cavo traente della funivia e una cabina è precipitata nel vuoto. Tra i feriti gravissimi due bambini di 9 e 5 anni, rimasti feriti in modo molto grave sono stati trasportati d'urgenza in codice rosso all'ospedale Regina Margherita di Torino. A bordo ci sarebbero state più di 11 persone. L'incidente è avvenuto questa mattina, quando da poco la stessa funivia era stata rimessa in funzione. Secondo una primissima ricostruzione la fune dell’impianto ha ceduto poco prima dell’ultimo pilone, in uno dei punti più alti dell'impianto. Alcune vittime sono state trovate ancora dentro la cabina, altre nelle vicinanze dentro al bosco.

A bordo c'erano più di 11 persone. "Si è staccato in travo traente: è stato trovato il cavo al suolo. Alcuni testimoni hanno sentito il forte sibilo, poi hanno visto la cabina cadere all'indietro e quando è arrivata all'altezza del pilone si è staccata precipitando nel vuoto" ha spiegato il sindaco di Stresa raccontando la dinamica dell'incindente.

Bimbo ricoverato: cosciente con politrauma. Sarebbe un bimbo di cinque anni il primo arrivato in elicottero all'Ospedale infantile regina Margherita di Torino da un primo esame il piccolo avrebbe riportato diversi traumi tra cui al cranio, al torace all'addome e la frattura degli arti inferiori. E' in prognosi riservata. Intanto sarebbe arrivato anche la seconda piccola vittima coinvolta nell'incidente della funivia del Mottarone: sarebbe molto grave.

Secondo il soccorso alpino di Verbania tra i morti ci sarebbero anche turisti tedeschi.

Il Soccorso Alpino Piemontese sta intervenendo sul Mottarone, nella zona intorno a Stresa, nel Verbano, dove si è staccata la cabina della funivia. Sul posto sono state inviate 2 eliambulanze 118 e le squadre a terra.  All'interno della cabina ci sarebbero state 11 persone. 

L'incidente intorno alle 13 di oggi. Non si sanno ancora le cause ma la cabina, arrivata in prossimità dell'ultimo pilone, uno dei più alti, è caduta. Le squadre di soccorso stanno arrivando sul posto, al momento non sarebbe ancora stata individuata perché la zona sottostante è impervia.

Sulla cabina della funivia Stresa-Mottarone precipitata c'erano - secondo quando si apprende - più di 11 persone. Due bambini sono stati portati in codice rosso, con le eliambulanze, a Torino. L'incidente sarebbe stato causato dal cedimento di una fune, nella parte più alta del tragitto che, partendo dal lago Maggiore arriva a quota 1.491 metri. Le corse durano una ventina di minuti.

IL SINDACO DI STRESA

«È un lutto per tutta la comunità. Il bilancio al momento è di dodici vittime e tre feriti. In questo momento i soccorritori sono ancora al lavoro». A dirlo all'Adnkronos il sindaco di Stresa Marcella Severino che si trova sul luogo dove è precipitata la cabina della funivia sul Mottarone. «Appena sono stata informata sono corsa qui e ci siamo trovati davanti a una tragedia», racconta la sindaca. La funivia «che è gestita da una società aveva subito negli anni scorsi degli interventi importanti. Da quello che abbiamo appreso finora a spezzarsi è stata un cavo - aggiunge - ma ora saranno le indagini ad accertare cosa è avvenuto».

Chiusa nel 2014 una revisione generale, la funivia del Mottarone ha riaperto nel 2016 dopo due anni di lavori di manutenzione e ammodernamento, affidati alla società Leitner. Il 13 agosto 2016 è stata inaugurata la riapertura della funivia e tra ottobre-dicembre 2016 sono state anche rinnovate le relative stazioni di riferimento della funivia. Una scelta quella di chiudere non senza incertezze vista la longevità dell'infrastruttura. I lavori per la funivia che collega Stresa e la cima del Mottarone partono nel 1963 per sostituire il vecchio percorso ferroviario datato al 1911, con tanto di stazione in stile Liberty, con un nuovo impianto più funzionale e veloce. I lavori, affidati alla ditta Piemonte Funivie, vanno avanti alcuni anni fino all'inaugurazione dell'impianto il primo agosto del 1970.

Nel 2002 la funivia è stata sottoposta a una revisione straordinaria eseguita dalla ditta Poma Italia (ora Agudio). Nel 2009, a completamento dell'opera, è stata costruita dalla società Leitner una seggiovia biposto che dalla stazione di arrivo della funivia al Mottarone conduce alla croce in vetta al monte (1491 m s.l.m.), alle piste da sci e ad Alpyland, una nuova area divertimenti sorta nel 2010, e costituita da un alpine coaster (bob su rotaia). La funivia è strutturata in due tronconi, ciascuno con due cabine dalla portata di 35 persone. Il primo troncone della funivia parte a 205 m in località Lido di Carciano, a Stresa e raggiunge la Località Alpino, dove si trova il Giardino botanico Alpinia. Il secondo tronco parte agli 803 m dell'Alpino e raggiunge un pianoro immediatamente sotto la vetta del Mottarone, posto a 1385 m, da questa posizione è possibile raggiungere i 1491 m a piedi o con una seggiovia realizzata nel 2009. 

IL CORDOGLIO DEL PREMIER DRAGHI

«Ho appreso con profondo dolore la notizia del tragico incidente della funivia Stresa - Mottarone. Esprimo il cordoglio di tutto il Governo alle famiglie delle vittime, con un pensiero particolare rivolto ai bimbi rimasti gravemente feriti e ai loro familiari». Lo afferma il presidente del consiglio Mario Draghi che segue ogni aggiornamento in costante contatto con il ministro Enrico Giovannini, con la Protezione Civile e con le autorità locali. 

Maneskin, Damiano respinge le accuse: «Ma quale cocaina... non uso le droghe». Ecco cosa è successo

Maneskin, Damiano ha risposto in conferenza stampa alle polemiche per un video virale in cui sembrava che il cantante avesse sniffato cocaina. Un' ombra fugace sulla vittoria dell'Italia all'Eurovision 2021 spazzata via, senza se e senza ma, dal frontman della band romana.

«Damiano dei Maneskin sniffa in diretta», questa l'accusa tremenda che si è diffusa rapidamente su twitter a pochi minuti dalla proclamazione dei Maneskin vincitori dell'Eurovision 2021. ma andiamo con ordine.

Durante lo spoglio dei dati i Maneskin erano quarti dopo il voto della giuria di qualità, solo grazie al televoto del pubblico superano a sorpresa Svizzera, Francia e Malta. Al momento della proclamazione, si vede Damiano che abbassa la testa verso il tavolo. Il video diventa subito virale e il gesto viene interpretato per alcuni come se stesse sniffando qualcosa.

Arrivato in conferenza stampa DAmiano è costretto alla smentita «No cocaine, guys, please. I don’t do drugs», ovvero «Non era cocaina, ragazzi. Non uso droghe. Mi sono chinato perché Thomas ha rotto un bicchiere». Una giustificazione che però non piace al pubblico dei social, in particolare ai cugini francesi, che ne chiedono l'espulsione.

Isola 2021, Manuela Ferrera e Matteo Diamante: «Durante la quarantena ci ha provato. Non ho ceduto e me l’ha fatta pagare»

Manuela Ferrera dopo la sua eliminazione dall’Isola dei Famosi 2021 racconta un retroscena sul collega naufrago Matteo Diamante. Emanuela Ferrara, Matteo Diamante e altri concorrenti sono sbarcati sull’Isola 2021 a gioco in corso ma l’avventura della showgirl non è durata molto: “Mi ha fatto la guerra – ha raccontato - Durante la quarantena lui ci ha provato, non ho ceduto e me l’ha fatta pagare”.

Manuela Ferrera infatti, prima di sbarcare sull’Isola dei Famosi 2021 ha fatto la quarantena con Emanuela Tittocchia, Rosaria Cannavò e Matteo Diamante, che le avrebbe fatto delle avances a cui lei non ha ceduto: “Sono entrata dopo – ha raccontato a “Casa Chi” su Instagram - appena arrivata ho combinato più caos di tanti che stavano da tempo. Alcune donne si sono mostrate simpatiche, come Miryea. Rosaria ed Emanuela invece mi hanno fatto la guerra dall’inizio. Anche Matteo, che durante la quarantena ci ha provato. Io non ho ceduto alle sue lusinghe e me l’ha fatta pagare”.

Manuela Ferrera nella sua breve esperienza in Honduras è stata molto vicina ad Awed, che aveva già “conosciuto” prima del naufragio: “Avevamo iniziato questa frequentazione epistolare, che non si era concretizzata per volontà di entrambi. Anche perché in quel periodo ero fidanzata con Enrico Romeo, un ex di Aida Yespica. Awed era pelle e ossa e ho preferito lasciar perdere...”.

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