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mercoledì 21 aprile 2021

Floyd, sentenza storica: «Agente tre volte colpevole». Rischia 40 anni di carcere. La folla esulta

Guilty. E l'America rimasta per tutto il giorno come paralizzata in attesa della lettura della sentenza, respira. Breathe, un verbo diventato simbolo dopo quegli interminanili 8 minuti e 46 secondi con quel ginocchio sul collo di George Floyd (foto sotto, a sinistra), e quella frase sua frase sussurrata fino alla fine, «I can't breathe», poi urlata nelle proteste dell'America nera. Alle 15 e 08 ora di Minneapolis, le 23 e 08 in Italia, la giuria popolare vissuta per giorni separata e nascosta al mondo per paura di ritorsioni, ha pronunciato all'unanimità il verdetto contro l'imputato, l'agente Derek Chauvin (foto sotto, a destra), che puntò quel ginocchio sul collo di Floyd, indifferente al lamento, ai passanti che lo pregavano di lasciarlo respirare, ai telefonini che lo riprendevano da tutti i lati.

I giudici popolari hanno deciso rapidamente, dopo sole 10 ore di discussione, mentre fuori l'America si fermava e perfino il presidente Joe rimandava l'intervento che avrebbe dovuto tenere sull'American Jobs plan a dopo la lettura del verdetto. Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti un poliziotto bianco paga tutto quello che deve pagare per la morte di un nero. Chauvin è colpevole di tutti e tre i capi d'accusa: omicidio colposo, omicidio dovuto a una condotta pericolosa e negligente; omicidio preterintenzionale, causato da un comportamento irragionevolmente rischioso. Ora toccherà al giudice Peter Cahill fissare entro sei o otto settimane l'entità delle pene. Chauvin rischia tra i 10 e i 15 anni di reclusione per le due prime accuse, cinque per la terza. Ma con le aggravanti - ad esempio che l'omicidio sia stato commesso davanti a testimoni minorenni (e quel 25 maggio scorso c'erano), si potrà arrivare fino a 40 anni di carcere. E mentre l'imputato lasciava l'aula, fuori è esploso un applauso fragoroso, ripetuto in molte città d'America. Una sentenza storica per il Paese, dove i neri vengono assassinati dalla polizia bianca per un arbre magique sullo specchietto.

lunedì 15 maggio 2017

Paola Barale confessa: "Io con Raz? Mai più, si vede che non lo conoscete"

Sembrava essere tornato l'amore tra Raz Degan e Paola Barale, invece è proprio la stessa presentatrice a dare la smentita. La Barale ha raccontato ai microfoni di Verissimo che ormai il loro rapporto è finito.  Il vincitore dell'ultima edizione de L'Isola dei Famosi e la sua "bionda" avevano fatto battere i cuori di tutti i telespettatori: Paola da sempre lo ha sostenuto, è andata fino in Honduras dove lo ha anche baciato davanti a tutte le telecamere e dove si è anche fermata a dormire. Sembrava che i due fossero addirittura pronti a partire per un nuovo viaggio ma a Silvia Toffanin la Barale ha spiegato che le cose non stanno proprio in questo modo.  Durante la registrazione della puntata che andrà in onda il 22 aprile Paola ha spiegato che ormai il loro rapporto è andato oltre e non si potrà tornare indietro. Già sembrava aver messo fine a ogni speranza, ma la stoccata finale è arrivata in un fuori onda, quando una signora del pubblico si rivolge a Paola dicendo che è una donna fortunata per avere accanto un uomo come Raz, ma lei risponde: «Solo perché non lo conosce bene».  La frase ha però scatenato una bufera sui social, dove i, ma soprattutto le, fan di Raz hanno attaccato la Barale definendola scorretta nei confronti del suo ex.

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