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lunedì 29 agosto 2022

La battaglia della sorella di Kim Rossi Stuart: «Mio figlio malato ancora in carcere. É un'ingiustizia»

La battaglia di una madre per il figlio malato in carcere. Una lotta «d'amore, coraggio e umiltà». Lei è Loretta Rossi Stuart, sorella dell'attore, lui è Giacomo Seydou Sy, un ragazzo bipolare costretto a stare dietro le sbarre per mancanza di posti nelle Rems (Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza), le strutture sanitarie che dovrebbero accogliere gli autori di reati affetti da disturbi mentali.  «Mio figlio è ancora in carcere, da cinque mesi. Nel raccontare la nostra storia di ingiustizia, stiamo dando voce a decine di casi inascoltati e, finalmente, qualcuno ha smesso di girarsi dall'altra parte! Dalla Regione Lazio l'assessore alla sanità Alessio D'Amato ci ha assicurato la massima attenzione sulla vicenda e che presto arriveranno buone notizie con l'apertura a gennaio di una nuova Rems nel Lazio. Mio figlio ed io». 

La sorella di Kim Rossi Stuart , anche lei attrice, ha girato un docu-film “Io combatto- Dalla comunità alla Rems, passando per il carcere, il viaggio di una madre nel buio delle istituzioni”. Il figlio è stato arrestato due volte nel giro di poco tempo:  per resistenza a pubblico ufficiale, per un piccolo furto da 60 euro, compiuto in uno stato psicotico. Per Jack si sono spalancate le porte di Rebibbia. ​Venticinque anni, il sogno di diventare campione del mondo di pugilato, la droga.  «Con questo bipolarismo quando assume delle sostanze va subito fuori di testa. Non è un criminale». A maggio aveva finito di scontare la pena per il furto ma su di lui pende ancora un anno di Rems per infermità mentale. «È un internato, senza le cure adeguate, perché non c'è posto nella struttura alternativa dove dovrebbe andare. La lista d'attesa è pazzesca. Le Rems sono ancora pochissime! Nel Lazio sono 3-4, 80 in tutta Italia a fronte di un fabbisogno di 120. Non si può trattenere in carcere chi è stato destinato ad una struttura di cura, le Rems vanno potenziate, questo è il problema».

Il docu-film "Io combatto" sarà proiettato nel corso di un convegno che si terrà a Roma martedì 12 novembre a Roma, presso la Fondazione Don Luigi Di Liegro, in via Ostiense. Moderato dalla psicologa specialista in Psicologia Giuridica Elisabetta Caponetti, all'incontro interverrà l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato e le persone che l'hanno affiancata in questa battaglia: Gabriella Stramaccioni, Garante Detenuti del Comune di Roma Capitale, Giusy Gabriele, Psichiatria Democratica e Giancarlo Di Rosa, avvocato di Loretta Rossi Stuart. 


giovedì 20 maggio 2021

Berlusconi è «gravemente malato», stralcio al processo. E il centrodestra è orfano di Silvio

Silvio Berlusconi è «seriamente malato». A certificarlo ora è anche la procura di Milano che, ieri mattina durante un'udienza del processo Ruby Ter, ha chiesto lo stralcio della posizione del Cavaliere per garantire agli altri 28 imputati un giudizio in tempi certi.

È l'ennesima prova che il vecchio leone non è più quello di una volta. E il centrodestra senza il suo padre fondatore non sembra in grado di trovare una quadra in vista delle prossime elezioni amministrative. Infatti, a pochi giorni dall'inizio della campagna elettorale manca un candidato condiviso sia a Roma, sia a Milano.

Un'incapacità di fare sintesi che rischia di costare cara al centrodestra. E, sotto questo punto di vista, sembra che le scorse elezioni comunali di Roma, dove la contemporanea candidatura di Alfio Marchini e Giorgia Meloni impedì al centrodestra di arrivare al ballottaggio, non abbia insegnato nulla.

Non fu un incidente di percorso. Fu la prima prova che - senza la leadership di Berlusconi - il centrodestra è incapace di essere squadra, per usare un gergo caro al Cav. Berlusconi dal giorno della discesa in campo e fino a quando è stato con Forza Italia il pilastro del centrodestra, è stato in grado di trasformare una serie di partiti divisi in una compagine che - bene o male - ha attratto la maggioranza dei consensi di questo Paese in molte occasioni.

Ora che la leadership non è più in mano a Berlusconi, il centrodestra-per dirla brutalmente - non esiste più. Senza la sua mediazione e la sua capacità di aggregare, Lega e Fratelli d'Italia fanno fatica anche a sedersi allo stesso tavolo in vista delle amministrative.

Giorgia Meloni e Matteo Salvini, infatti, - per loro stessa ammissione - non vanno oltre qualche sporadico messaggio. L'exploit della Meloni nei sondaggi, che vedono oramai FdI ad un passo da una Lega in caduta libera, non ha fatto altro che rendere ancora più difficili i rapporti. Con un Salvini che sembra più interessato a combattere l'alleata che gli avversari.

E, paradossalmente, anche nel centrosinistra, dove Berlusconi è stato spesso additato come il peggiore dei mali, oggi viene quasi rimpianto. Ospite di Quarta Repubblica il suo arci-nemico Michele Santoro ha ammesso: «La statura politica di Berlusconi è fuori discussione». Anche molti esponenti democratici, sono sulla stessa lunghezza d'onda, ma, a molti di loro, manca il coraggio dell'autocritica pubblica.

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