Visualizzazione post con etichetta nonno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nonno. Mostra tutti i post

giovedì 14 ottobre 2021

Muore in bici travolta da un furgone: Emanuela aveva 11 anni. «Una settimana fa era morto il nonno»

Un Dolore troppo grande. Ieri in provincia di Padova, a Reschigliano, Emanuela Brahja è morta dopo essere stata investita mentre era in sella alla sua bici. Esattamente una settimana fa era morto il morto, in Albania e il dolore è straziante dopo il tremendo verdetto che ha sancito la morte della piccola Emanuela, che avrebbe compiuto 12 anni il 18 dicembre. 

In molti sono stretti vicini alla famiglia, tanti amici, mebri della grande comunità albanese del padovano, ma anche zii, cugini, parenti arrivati dall'Albania già martedì, il giorno dopo l'incidente, quando la speranza che la piccola potesse salvarsi era ancora accesa. E molti continueranno ad arrivare a Reschigliano, paese dove la bimba era nata e cresciuta e dove la famiglia ha deciso di seppellirla. Nonostante le speranze di tutto il paese, Emanuela è venuta a mancare poco dopo la mezzanotte di ieri.

«Appena ci è arrivata la notizia, lunedì sera, siamo partiti subito - racconta lo zio, fratello del padre Agron, che vive a Milot, a circa un'ora da Tirana -. Siamo rimasti costantemente in ospedale, ad aspettare e pregare per il miracolo. Non è servito. Ora ci riuniremo tutti qui per il funerale: Emanuela è cresciuta qui, ha tutti i suoi amici. Esattamente una settimana fa è morto il nonno, in Albania. Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di riprenderci dal lutto che siamo stati travolti da questo dramma immane. Non possiamo crederci, siamo straziati. Mamma e papà non riescono nemmeno a pensare che lei non ci sia più».

Mamma Esmeralda ha gli occhi cerchiati di nero e le guance umide. Le due figlie maggiori restano in casa, una ha 20 anni, l'altra ne compie 18 proprio oggi. Il piccolo di casa invece è costretto a lunghi periodi di ricovero e cure in ospedale. «Abbiamo perso mio padre esattamente una settimana fa - aggiunge lo zio -. Mio fratello Agron era appena rientrato dall'Albania, vive qui da 25 anni, lavora per una ditta di coperture. Non riesce a darsi pace. Per la strada si può morire, ma così, a 11 anni, non si può accettare. I cuginetti non riescono a capire, le sue sorelle e il fratellino sono distrutti. Sono una bellissima famiglia, non meritavano tutto questo».

La dinamica dell'incidente era già stata confermata lunedì sera. Emanuela tornava a casa, ha attraversato a qualche decina di metri dalle strisce pedonali, proprio mentre arrivava un furgone, guidato da un 36enne veneziano. Nonostante stesse viaggiando a 40 chilometri orari e la strada fosse ben illuminata, l'impatto è stato inevitabile e il trauma cranico riportato dalla piccola Emanuela è stato fatale. 

lunedì 12 aprile 2021

Principe Filippo, William e Harry insieme al funerale dell'amato nonno. I due fratelli non si vedono da circa un anno

Harry e William non si vedono di persona da circa un anno, si pensa addirittura dall'autunno del 2019, e da allora hanno parlato veramente poco, ma si ritroveranno fianco a fianco in occasione del funerale del nonno, il principe Filippo. Il duca di Sussex è in viaggio per tornare a casa e sabato prossimo si ritroverà accanto al fratello per le esequie, che saranno celebrate davanti a 30 persone per il rispetto delle norme anti-Covid.

Come riporta l'Evening Standard, Harry e William non dovrebbero portare il feretro, ma camminare fianco e fianco nell'accompagnare il nonno durante la cerimonia solenne. Da due anni i rapporti tra i due fratelli si sono raffreddati ma uno degli ultimi desideri del principe Filippo era quello di «appianare le divergenze per l'amore della regina Elisabetta».

Meghan Markle, in fase avanzata di gravidanza, è invece rimasta in California. Harry, quindi, dovrà affrontare da solo la sua famiglia dopo la controversa intervista rilasciata dalla coppia a Oprah Winfrey. L'amore del nonno, però, aiutò sia William che Harry a superare il dolore per la scomparsa prematura della loro mamma, Lady Diana.

sabato 15 agosto 2020

Roma, nonno spara al nipotino di 7 anni: dichiarata la morte cerebrale. «Colpo partito per sbaglio». Mamma disperata

Un bambino di 7 anni al Policlinico Umberto I a Roma dopo essere stato ferito da un colpo d'arma da fuoco alla testa, mentre era a casa del nonno: è successo nella Capitale in zona Conca d'Oro, questa mattina. In serata è stata dichiarata la sua morte cerebrale. Da una prima ricostruzione della polizia, che indaga sulla vicenda, pare che a sparare sia stato proprio il nonno, di 76 anni.


L'uomo avrebbe raccontato che mentre riponeva la pistola, regolarmente detenuta, sarebbe partito un colpo: in casa c'era anche il papà del bambino, che mentre si trovava in bagno ha sentito lo sparo e una volta uscito ha trovato il figlio per terra ferito. Sono in corso i rilievi della polizia scientifica nell'abitazione. Portato al policlinico Umberto I intubato, il piccolo, italiano che non avrebbe ancora compiuto 7 anni, è arrivato gravissimo e poi in serata è stata dichiarata la morte cerebrale.

Le ore di attesa, la speranza, la paura davanti alla porta della sala operatoria di neurochirurgia. All'ospedale Umberto I oggi pomeriggio la mamma del bimbo ferito dalla Glock del nonno nell'appartamento in zona Fidene stringe forte tra le braccia l'altra figlia mentre è chiaro che per il più grande, sottoposto a un delicato intervento alla testa, non c 'è ormai più speranza. Lascia la piccola solo un attimo, per non farle sentire cosa dicono i medici nel corridoio. «È morto? È morto? » chiede disperata. Del figlio, 7 anni ancora da compiere, è stata appena dichiarata la morte cerebralementre la polizia accompagna nello stesso ospedale anche il papà e il nonno, gli unici presenti in casa del 76enne quando la pistola ha fatto fuoco. Sono stati portati via separati dall'appartamento al secondo piano di via Val Sillaro dove il papà del piccolo, residente a Palombara Sabina, lo aveva accompagnato questa mattina per farlo stare col nonno. Gli agenti della Scientifica, che hanno effettuato i rilievi in ​​casa portando via vestiti e armi (tutte detenute legalmente), hanno analizzato anche le mani dei due uomini a caccia di eventuali tracce di polvere da sparo, nel tentativo di ricostruire l'esatta dinamica dei Fatti.

Post in evidenza

Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi denunciati dai domestici per violenza e sfruttamento del lavoro irregolare

Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi sono stati denunciati per sfruttamento del lavoro irregolare e violenza domestica dai loro domestici. A sp...