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martedì 12 luglio 2022

Il prof di ginecologia tocca il seno alla studentessa: «Perché, non posso?». Le denunce da due ragazze

Scandalo a sfondo sessuale all'Università La Sapienza di Roma. Un ex docente di ginecologia e ostetricia, ora in pensione, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di molestie sessuali ai danni di due studentesse.



Molestie sessuali alla Sapienza, il docente e l'impiegata a processo

A spiegare l'accaduto è Erika Chielli per Il Messaggero. Gli episodi incriminati risalgono al settembre 2018, quando Vincenzo Aleandri, 68 anni, avrebbe palpeggiato il seno di una studentessa. La ragazza, in aula, ha raccontato: «L'ho spinto via e gli ho detto: "Professore, ma che fa? Mi tocca il seno?". E lui mi ha risposto: "Perché, non posso?"». Ma non si tratterebbe dell'unica, presunta vittima. Le ragazze, difese dagli avvocati Patrizio Leopardo e Luigi Ferrante, hanno raccontato la loro versione dei fatti. Un'altra studentessa ha spiegato: «Non volevo più andare all'università, ho saltato il tirocinio per tre settimane, avevo l'ansia e mi sentivo in colpa». Insieme all'ex docente, a processo è finita anche una dipendente della Sapienza, la 55enne Franca Silvestri, accusata di favoreggiamento: la donna avrebbe mentito all'autorità giudiziaria per proteggere Aleandri, sostenendo di aver assistito a semplici colloqui tra studentesse e insegnante.

Le ragazze hanno spiegato per filo e per segno la propria versione dei fatti. Dopo l'esame di ostetricia, sostenuto solo con Aleandri anche se i docenti dovevano essere in tre, una studentessa aveva chiesto spiegazioni sul voto. «L'esame era andato bene, ma avevo risposto male a una delle domande ed avevo chiesto un chiarimento. Mi ha detto di andare in un'altra stanza, lo stanzino relax, perché non aveva sentito bene» - il racconto della giovane - «L'ho seguito e una volta lì, all'improvviso, mi ha tirato la canottiera e mi ha stretto il seno. La domanda dell'esame era su una patologia di cui soffro, ho chiesto chiarimenti parlando del mio problema e lui ha motivato il suo gesto legandolo a questo. Mi ha detto che dovevo approfondire».

La ragazza, dopo l'accaduto, si era chiusa in un doloroso silenzio, provocato anche dall'ansia sempre più grande. Poi, un giorno, aveva sentito un'altra studentessa che raccontava alla coordinatrice di corso di essere stata molestata da Aleandri. Le due giovani a quel punto si erano confrontate, presentando prima un esposto all'università e poi denunciando l'accaduto alle autorità.

Molestie sessuali alla Sapienza, il secondo episodio

La seconda ragazza ha raccontato invece di essere stata molestata meno di un mese dopo dal primo episodio. Durante un turno di tirocinio, in un corridoio del Policlinico Umberto I, Aleandri si sarebbe avvicinato alla giovane con la scusa di vedere insieme gli argomenti di alcune lezioni. «Mi ha messo una mano sulla guancia, ha detto che ero bella e mi ha palpato il seno. Ero pietrificata, ma l'ho spinto via» - il racconto della studentessa al giudice - «Una volta avevo bisogno che firmasse il foglio delle presenze per il tirocinio. La firma era troppo lunga e gliel'ho fatto notare. Mi ha risposto: "Ti stai riferendo alla firma o alla grandezza del mio p..?"».

Entrambe le studentesse hanno dichiarato di aver avuto problemi psicologici dopo le molestie: una ha preso tranquillanti, l'altra ha saltato diverse lezioni e seguito una terapia psicologica. Nessuna delle due presunte vittime ha spiegato di aver mai visto Franca Silvestri durante gli episodi incriminati, contrariamente a quanto riferito dall'imputata.

sabato 22 maggio 2021

Milano, narcotizzata con un caffé e violentata al finto stage: arrestato l'imprenditore Di Fazio. Almeno altre 4 vittime

Stupro a Milano durante un finto stage di lavoro: arrestato Antonio Di Fazio, imprenditore. Avrebbe narcotizzato una giovane studentessa, ne ha abusato e poi ha scattato alcune fotografie per documentare il fatto. Per questo un manager 50enne milanese è stato arrestato: uno stupratore seriale, da quanto emergerebbe dalle indagini. L'imprenditore in manette è Antonio Di Fazio, amministratore della Global Farma, come riporta l'Ansa. È accusato, oltre che di violenza sessuale aggravata, anche di lesioni personali aggravate. Ad eseguire l'operazione i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Milano Porta Monforte, al termine di una indagine coordinata dal dipartimento tutela della famiglia, dei minori e di altri soggetti deboli della procura di Milano (procuratore aggiunto Letizia Mannella e sostituto procuratore Alessia Menegazzo). 

Sarebbero almeno quattro - oltre a quella che ha denunciato la violenza che ha portato in carcere l'uomo - le vittime, non ancora identificate. È quanto l'Ansa apprende da investigatori e inquirenti. L'arrestato in casa aveva anche una pistola finta, un lampeggiante e un tesserino del Ministero dell'Interno. Secondo l'accusa, Antonio Di Fazio millantava anche rapporti con imprenditori internazionali. 

I carabinieri della Compagnia Milano Porta Monforte hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e lesioni personali aggravate nei confronti del 50enne Antonio di Fazio, amministratore unico di Global Farma.

Nella galleria fotografica trovata nel telefono dell'imprenditore arrestato a Milano, evidenzia l'agenzia Ansa, per violenza sessuale ai danni di una studentessa di 21 anni sono state trovate fotografie di altre ragazze, «dello stesso tenore» di quelle che riprendevano la giovane che ha denunciato, «scattate dall'ottobre 2020» . Una galleria fotografica, è scritto nell'ordinanza di misura cautelare del gip, «degna di un novello Barbablù».

Le indagini sono partite dalla denuncia di una studentessa universitaria di 21 anni che aveva raccontato di essere stata invitata ad un incontro di lavoro tra imprenditori per uno stage e di aver perso completamente i sensi dopo aver bevuto un caffè. Si era risvegliata a casa stordita e con addosso i vestiti indossati la sera precedente.

Le prove - Nel corso della perquisizione in casa dell'uomo erano state trovate, nascoste in una nicchia a scomparsa della cucina, due confezioni di «Bromazepam», un ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine. Poi i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Porta Monforte, in collaborazione con quelli del Nucleo Investigativo di Milano, hanno ricostruito quanto accaduto durante l'appuntamento tra l'uomo e la ragazza.

L'incontro - Tutto accade il 26 marzo. L'imprenditore, dopo aver invitato la vittima a una finta riunione di lavoro, le somministra un'elevata dose di benzodiazepine. Mescolandola con un caffè e un succo d'arancia. La studentessa perde i sensi: intossicazione con avvelenamento. Questo, spiegano i militari, «per privarla della libertà personale, trattenendola presso la propria abitazione contro la sua volontà fino al mattino seguente, porla in uno stato di incapacità di volere e di agire per abusarne e fotografarla».

Il finto alibi - Dopo le perquisizioni, l'uomo cerca di crearsi un alibi. Invita familiari e amici ad aiutarlo e accusa la studentessa e la sua famiglia di tentare un'estorsione ai suoi danni. Ma quello accaduto alla studentessa di 21 anni potrebbe non essere l'unico episodio. 

Sono in corso ulteriori accertamenti volti ad identificare altre donne che, in passato, avrebbero subito abusi sessuali da parte dell'indagato con lo stesso modus operandi. A tal fine, i carabinieri invitano invitano chiunque abbia incontrato l'imprenditore, accusando successivamente uno stato d'incoscienza, a contattare immediatamente la compagnia Milano Porta Monforte in viale Umbria 62.

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