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domenica 2 gennaio 2022

Davide Paitoni, l'ultima telefonata dopo aver ucciso il figlio: «Non aprite quell'armadio»

Davide Paitoni (non Paitone come emerso in un primo momento), ha lasciato un biglietto sul corpo senza vita del figlio Daniele, 7 anni, confessando il brutale delitto avvenuto in provincia di Varese. Poi ha avvisato con un messaggio vocale suo padre, dicendogli di aver fatto del male a suo figlio e di non aprire l'armadio della sua camera da letto, dove ha nascosto il corpo del bambino ucciso con un fendente alla gola.

Il provvedimento di fermo è stato emesso dalla Procura di Varese in presenza di gravissimi indizi nei confronti dell'uomo, bloccato dai carabinieri dopo un inseguimento in auto durante il quale Paitoni ha tentato di speronare i militari. In macchina aveva coltello e cocaina.

Davide Paitoni, 40 anni, ha ucciso il figlio Daniele di 7 anni, ieri sera, nella sua abitazione in provincia di Varese a Morazzone. Poi è andato a Gazzada, sempre nel Varesotto, e ha tentato di uccidere la ex moglie che era ospite dai suoi genitori e si è dato alla fuga. I carabinieri lo hanno fermato nella giornata di oggi a Viggiù.

martedì 27 aprile 2021

Avellino, le chat dei fidanzati-killer prima del delitto: «Quando li uccidiamo? Lo faccio perché li odi»

Elena e Giovanni si sarebbero scambiati dei messaggi prima di uccidere il padre di lei, Aldo Gioia. La coppia di fidanzati è entrata nella casa di famiglia ad Avellino e ha accoltellato l'uomo. Le sue grida hanno svegliato il resto della famiglia che ha chiamato i soccorsi, facendo così saltare il piano dei due fidanzati che era quello di uccidere tutti.

I due fidanzati sono stati arrestati e ora stanno andando avanti le indagini per comprendere meglio la dinamica dei fatti. Sono emerse anche delle chat della coppia, come riporta il Corriere della Sera, conversazioni avvenute pochi giorni prima del delitto in cui Elena scrive al fidanzato «Quando li uccidiamo?», ripetendogli poco dopo la stessa frase e ricevendo in risposta da lui un «Lo faccio perché li odi». Proprio Giovanni subito dopo l'arresto ha puntato il dito contro la fidanzata dicendo che lo avrebbe costretto a compiere il delitto. Una versione dei fatti che la famiglia di lei non accetta, il fratello del padre di Elena la descrive come una ragazza speciale che sarebbe stata plagiata. 

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