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martedì 25 maggio 2021

Antonio Di Fazio, i verbali choc delle ragazze: «Sequestrate per settimane, come in un film dell'orrore»

Spuntano i verbali delle due ragazze che accusano Antonio Di Fazio, imprenditore in carcere da venerdì con l'accusa di aver narcotizzato e violentato una giovane di 21 anni (ma ci sarebbero altre donne cadute nella sua trappola). Le due presuente vittime, sentite ieri dai pm di Milano, hanno raccontato di essere state sequestrate per «giorni» o addirittura «settimane»: dai verbali delle due ragazze (anche una terza ieri ha parlato coi pm) emergerebbero racconti descritti come da «film dell'orrore». 

Le tre giovani avrebbero descritto sempre lo stesso «modus operandi» da parte di Di Fazio, ossia l'invito in azienda e a casa con l'offerta di uno stage formativo e poi la narcotizzazione con tranquillanti sciolti nelle bevande e infine gli abusi e le fotografie. Due delle giovani, studentesse dalla vita 'ordinaria' alla ricerca di un impiego, hanno descritto, in particolare, di essere state tenute sotto sequestro anche per diversi giorni, addirittura «settimane», è stato chiarito dagli inquirenti, perché erano state drogate con le benzodiazepine e versavano, poi, in uno stato di «soggezione psicologica», perché avevano paura di quell'uomo. L'imprenditore, usando dosi massicce di tranquillanti, aveva l'obiettivo anche di cancellare tutti i loro ricordi.

Una terza ragazza, da quanto si è saputo, sarebbe riuscita a sfuggire prima dal suo aguzzino, mentre la 21enne, la cui denuncia nei mesi scorsi ha portato all'arresto quattro giorni fa dopo le indagini dei carabinieri, rimase in balia di Di Fazio dal tardo pomeriggio fino a dopo mezzanotte. Investigatori e inquirenti, nel frattempo, stanno già raccogliendo riscontri utili a confermare i racconti delle giovani, mentre altre ragazze hanno già contattato gli investigatori e sarebbero pronte anche loro a denunciare. Si indaga, intanto, anche su una presunta «rete» di complici che potrebbero aver aiutato il manager ad avvicinare le studentesse e il sospetto di chi indaga è che pure altre persone potrebbero aver preso parte agli abusi.

giovedì 15 aprile 2021

Brasile choc, l'orrore dai reparti Covid: «Mancano sedativi, pazienti intubati da svegli e legati al letto»

La situazione della pandemia in Brasile è sempre più drammatica. Nel Paese che ha superato le 360mila vittime (3.459 solo nelle ultime 24 ore, con oltre 73mila casi in più), dagli ospedali e dai reparti Covid arrivano storie drammatiche: a Rio de Janeiro mancano i sedativi e alcuni operatori sanitari hanno detto di aver dovuto intubare dei pazienti Covid ancora svegli.

Un'infermiera dell'ospedale Albert Schweitzer di Realengo, nella zona orientale di Rio, ha raccontato al sito G1 che alcuni pazienti Covid in gravi condizioni sono intubati svegli e con le mani legate al letto a causa della mancanza di farmaci. Nell'ospedale sono ricoverati 118 pazienti Covid, di cui 40 in rianimazione. «Sono svegli, senza sedativi, intubati, con le mani legate al letto e ci implorano di non farli morire», ha detto l'infermiera, rimasta anonima. «La ventilazione meccanica senza sedativi è una vera forma di tortura per il paziente», ha aggiunto il medico di terapia intensiva Aureo do Carmo Filho.

Un'infermiera in servizio in un altro ospedale della capitale carioca, il Sao Josè, ha detto che alcuni dei 125 pazienti Covid sono morti a causa della mancanza di sedativi. «Non abbiamo farmaci, non abbiamo sedativi per i pazienti in terapia intensiva e purtroppo molti di loro non ce la fanno. Noi operatori sanitari assistiamo disperati, piangendo, perchè non possiamo fare nulla. Non abbiamo siringhe, non abbiamo nemmeno gli aghi», ha detto l'infermiera al sito G1.

Bolsonaro: «Paese è una polveriera»

Secondo i numeri del Consiglio nazionale delle segreterie di salute (Conass), il terribile bilancio è salito a 361.884 vittime a fronte di 13.673.507 casi accertati. E il presidente Jair Bolsonaro ieri ha sottolineato che la gente sembra trovarsi in una «polveriera» pronta ad esplodere a causa dei problemi sociali generati dalla pandemia di coronavirus. «Il Brasile è al limite, la gente dice che devo agire ... Sto aspettando un segnale dal popolo perché la fame, la miseria e la disoccupazione sono sotto gli occhi di tutti, non li vede solo chi non vuole». «Non voglio litigare con nessuno, ma siamo sul punto di avere un problema serio in Brasile. Che cosa verrà fuori da tutto questo, dove arriveremo? Sembra di trovarci in una polveriera. E ci sono persone, in giacca e cravatta, che non vogliono vederlo».

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