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lunedì 16 maggio 2022

In fuga da Mariupol con il cane Zhu-Zhu: così Igor ha percorso 255 chilometri a piedi e si è salvato

In viaggio per la stessa distanza che separa Roma da Napoli, a piedi e senza mai lasciare l'amato cane. Come se non fosse già abbastanza impegnativo, la marcia lunga 255 chilometri di Igor Pedin, 61 anni, si è snodata tra le città dell'Ucraina in guerra, e precisamente da Mariupol a Zaporizhzhia. Insieme a lui, l'inseparabile Zhu-Zhu, un terrier di nove anni.

Come raccontato dal Guardian, alle 6 di mattina del 23 aprile i due sono scappati dalla città assediata, nelle ore successive all'arrivo dei soldati russi che avevano cominciato a 'entrare casa per casa e a sparare a piacimento'. L'obiettivo di Pedin e Zhu-Zhu era essere "invisibili", di non farsi vedere dagli invasori ma attraversare i territori assediati dai soldati di Mosca non è stato facile. Con 50 chili di zaino sulle spalle, hanno inizialmente percorso i 5 chilometri che portavano fuori da Mariupol, superando mine e cadaveri lasciati per strada. Hanno incontrato militari sul loro cammino, "ma - racconta l'uomo - ai loro occhi ero un vagabondo, non ero niente. Sono uscito dalla città, mi sono voltato e ho guardato Mariupol: mi sono detto che era la decisione giusta dirle addio".

Raggiunta Nikolske, a 20 km da Mariupol, Pedin e Zhu-Zhu hanno incontrato un uomo fuori dalla porta di una casa, aveva appena seppellito il figlio di 16 anni: "Mi ha chiesto di brindare a lui". Da 15 anni Pedin non toccava alcol, ma non ha potuto rifiutare. Dopo aver lasciato la città, il giorno dopo, si sono imbattuti in un check-point di soldati ceceni. "Mi hanno chiesto dove stessi andando e poi sono stato riportato a Nikolske. Dentro un ufficio, un ufficiale russo mi ha interrogato. Gli ho mentito - racconta Pedin -, gli ho detto che avevo un'ulcera allo stomaco e dovevo andare a Zaporizhzhia perché avevo pagato per il trattamento. Poi mi hanno fatto spogliare in cerca di tatuaggi, pensavano avessi un fucile con me a causa di un livido sulla schiena".

Pedin è stato minacciato di morte ma, dopo avergli preso le impronte e scattato una foto segnaletica, i militari russi lo hanno lasciato andare, fornendogli un documento dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk e regalandogli delle sigarette. Con il foglio, a Rozivka Pedin e Zhu-Zhu non hanno avuto problemi a superare i controlli, ma a Verzhyna si è ripetuta la scena accaduta al posto di blocco di Nikolske: ancora perquisizioni e minacce. Sempre, fortunatamente, senza conseguenze.

Prima di raggiungere la libertà, però, bisognava superare un altro ostacolo. I due protagonisti di questa storia hanno dovuto attraversare un ponte che era stato distrutto lasciando un dislivello di 30 metri. Dopo un ultimo tratto di strada percorso grazie al passaggio in macchina di un uomo, finalmente una bandiera Ucraina in lontananza: Pedin e Zhu-Zhu erano arrivati a Zaporizhzhia.

mercoledì 10 maggio 2017

Uomini e donne, Luca Onestini rimanda la scelta a domani: Soleil sembra essere la favorita

Luca Onestini ha rimandato di un giorno la sua scelta. Il tronista di "Uomini e donne", dopo il suo percorso in trasmissione ha chiesto un giorno in più per poter decidere quale tra le sue corteggiatrici scegliere. Luca si trova a scegliere tra ben tre pretendenti: Soleil, Giulia e Cecilia.  Tutte e tre sperano di essere la scelta di Luca, di poter iniziare una relazione lontano dalle telecamere e intraprendere un percorso più intimo con il tronista. Secondo le indiscrezioni Luca pare abbia ben chiaro in testa il nome della donna da scegliere e la prescelta, secondo i rumors, sarebbe Soleil, da cui sarebbe sempre stato piuttosto attratto.  L'arrivo di Cecilia ha però turbato quello che sembrava già essere un idillio amoroso, la scelta sembra essere molto dura per Luca e solo domani si saprà il nome della donna che potrebbe essere "per la vita".

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