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domenica 12 settembre 2021

Revenge porn, con l'amico diffonde in chat i video della fidanzata minorenne: nei guai due ragazzi

La Polizia di Salerno e la sezione di polizia giudiziaria della procura della per i minorenni di Salerno ha eseguito questa mattina due ordinanze cautelari, con le quale il gip, su richiesta del procuratore del Tribunale per i minorenni di Salerno ha disposto la misura coercitiva del collocamento in comunità nei confronti di due adolescenti residenti a Salerno.

I provvedimenti riguardano gravi episodi di revenge porn e condotte di detenzione, diffusione e commercializzazione di materiale pedopornografico riguardante anche bambini di tenera età. Le indagini svolte dalla Polizia Postale e dalla Sezione di pg dei carabinieri, hanno consentito, in prima battuta, di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine a un primo episodio in cui uno dei minori cedeva a un suo amico, mediante WhatsApp, dei video sessualmente espliciti, ritraenti la sua fidanzata, con il chiaro intento di arrecarle danno.

Lo sviluppo investigativo ha evidenziato, poi, che l'altro minore, quello che aveva ricevuto il video della ex del suo amico, ha amplificato e moltiplicato gli effetti, già di per sé gravi, dell'illecito. In particolare il ragazzo ha mercificato e diffuso in rete il materiale pornografico ricevuto, mediante il baratto su chat di gruppo intrattenute su Telegram e Whatsapp a cui aderivano centinaia di utenti con gli immaginabili effetti a catena conseguenti. 

Inoltre la Polizia Postale sui telefoni cellulari in sequestro a carico degli indagati ha accertato la detenzione di un'ingente quantità di materiale pedopornografico, che riguardava altre minori anche di età giovanissima, mentre posavano in atteggiamenti intimi.

Il materiale evidentemente acquisito nel contesto di questo nuovo e allarmante fenomeno, diffuso anche fra i minori, definito di sexting, ossia di scambio di contenuti espliciti in rete, è stato ottenuto, nel caso di uno dei due indagati, mediante un vero e proprio baratto che determinava una diffusione in rete continua e sostanzialmente inarrestabile dei contenuti pedo-porno in esame.

Particolarmente significativo, in proposito l'annuncio pubblicitario rintracciato su uno dei telefoni in uso a uno degli arrestati: «scambio foto della mia ex per pedo», corredato da una immagine intima di una minore salernitana. L'operazione di polizia giudiziaria, dunque, mette concretamente in luce i rischi derivanti dalla pratica del sexting, diffusissima tra i giovanissimi. Tale pratica, caratterizzata dal cinismo di chi, in modo disinvolto, quasi fosse un gioco, immette in rete video o immagini porno riguardanti minorenni (talora anche di persone conosciute), invece, ed al di là di ogni altra considerazione, determina danni devastanti e permanenti alle vittime, segnando per sempre le loro vite. 

mercoledì 12 maggio 2021

Ciro Grillo, le chat degli amici: «All'inizio sembrava che non volesse». Il gruppo WhatsApp 'Official mostri'

Ciro Grillo, dopo la pubblicazione dei verbali della vittima, della mamma e dell’amica, ora spuntano anche le chat tra gli amici del figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle, accusati insieme a lui di violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza 19enne italo-norvegese, conosciuta in vacanza in Costa Smeralda. Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, agli atti dell’inchiesta della procura di Tempio Pausania ci sono le conversazioni per messaggi tra i quattro giovani, nelle ore e nei giorni successivi a quella notte del 17 luglio 2019.

«Che è successo?», «È stato forte» - si dicono i ragazzi tra loro - «Poi ti dico frà, so stanchissimo», «Com’era?», «Mah, niente di che». E ancora: «All’inizio sembrava che non volesse». Ed è questa forse la parte più rilevante, dato che per i ragazzi fu sesso consenziente, per la vittima fu stupro. «Ho paura che quella ci ha denunciato», continuano, dopo essersi vantati per una notte «da 3 contro 1», sul gruppo WhatsApp ‘Official Mostri’: parole che uno dei ragazzi scrive all’amico quando gli sequestrano il telefonino, ad agosto 2019. «Lei ci stava, ha bevuto da sola un quarto di bottiglia di vodka allungata con lemon»​, avevano detto i ragazzi agli inquirenti. 

mercoledì 11 marzo 2020

Coronavirus, l'esperto bacchetta Belen Rodriguez: «Se hai 9 milioni di follower non puoi postare 'ad minchiam' su vitamina C»


Attenzione alle bufale sulla vitamina C durante l'emergenza Coronavirus. Anche Belen Rodriguez ci è cascata in pieno e le sue stories su Instagram sono state segnalate da Dario Bressanini, professore universitario e divulgatore scientifico quotato. La showgirl argentina aveva condiviso sui suoi profili degli audio che stanno circolando da giorni su Whatsapp in cui si consigliava di assumere vitamina C per prevenire il Coronavirus.


L'esperto ha dunque cercato di mettere in guardia dalle fake news perché al momento l'unico modo per arginare il contagio è restare in casa. Bressanini si è scagliato contro Belen per la sua capacità divulgativa e perché ogni suo messaggio ha un uditorio molto ampio a fronte dei suoi nove milioni di followers. 
«La somministrazione di vitamina C sui pazienti affetti da Coronavirus è fondamentale e sta favorendo la guarigione. È auspicabile l’assunzione di vitamina C anche in bambini, adulti e anziani, nell’ordine di 1-2 grammi al giorno», sono le parole pronunciate da una donna anonima che chiede di divulgarle il più possibile.

Belen ha repostato il tutto nelle sue Stories Instagram. «Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Se hai milioni di persone che ti seguono non ti devi permettere di postare ‘ad minchiam’ su vitamina C e altre cose false in questo momento», scrive sui suoi canali social Bressanini.
«Riguardo alla vitamina C, all’acqua e limone, alla papaya fermentata e a tutto il resto… io seguo questa regola e ci azzecco sempre: se la soluzione proposta è semplice, di solito è sbagliata. Un consiglio? Toglietevi dai gruppi dove condividono quelle porcherie sulla vitamina C. Si può vivere benissimo senza stare in quei gruppi Whatsapp», conclude.

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