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mercoledì 19 maggio 2021

Ciro Grillo, le chat con gli amici dopo il presunto stupro: «3 vs 1 stanotte. C'era il cameraman...Ho 4 video facili»

«No, non puoi capire... 3 vs 1 stanotte». Così uno degli amici di Ciro Grillo raccontava in chat la notte del presunto stupro, il 17 luglio 2019. Su Whatsapp e nel gruppo Instagram chiamato "Official Mostri" è un susseguirsi di messaggi in cui ci si vanta per "la notte brava". Nessuna parola gentile per Silvia e Roberta, le ragazze con cui avevano trascorso la notte nella villa del figlio di Beppe Grillo.

Ciro Grillo, le chat con gli amici dopo il presunto stupro
Le foto e i messaggi contenuti nei cellulari hanno aiutato gli inquirenti a ricostruire quanto accaduto. Come riporta il Corriere della Sera, i video dei rapporti, che per i quattro amici genovesi sono consenzienti e per Silvia sono una violenza sessuale, sono quattro. Così Capitta, il più attivo sul telefono, parlava con un amico dell'accaduto:

«No, non puoi capire».
«Cosa?» chiede l’altro.
«No... 3 vs 1 stanotte, lascia stare».
«Spiega meglio» insiste l’amico.
«No, no, sì, poi ti farò vedere».
«Ma con una tipa?».
«Ma no, guarda... ero ubriaco marcio. Frate te lo giuro».
«Ma chi eravate? Te, Corsi e Ciro?».
«3 vs 1 , ovvio. Ma io veramente alle dieci del mattino ero ubriaco marcio... bevuto beverone alle nove».
«Chi era questa?».
«Ma che ne so... Poi vi racconterò, ora non si può ancora».
«Mi fai morire».
«Comunque c’era il cameramen. Sai che non me le faccio scappare ’ste occasioni. 4 video facili... Poi vi farò vedere tutto. Se vuoi ti chiamo e ti racconto un po’».

Ciro Grillo, le chat con gli amici dopo il presunto stupro
L'amico arriva a definirlo un "idolo" e a parlare della ragazza come di una "Poveraccia". Capitta continua: «All’inizio non sembrava che volesse». Quel 3 vs 1 torna spesso, ma alla domanda su chi vi abbia partecipato viene chiamato in causa Corsiglia, il primo ad aver avuto un rapporto sessuale con Silvia, ed escluso Lauria perché fidanzato. In un'altra chat su Whatsapp Capitta non riesce a pensare ad altro:

«Broc, abbiamo fatto un casino stanotte».
«Cioè?». «3 vs 1».
«Puede chiamarti? Non credo a quello che leggo. Aspetto maggiori dettagli prima di commentare. Era bella almeno?».
«Media».

Nei giorni successivi c'è anche uno scambio di messaggi tra Ciro e Capitta:
«Oh, mi mandi quei video? Quelli» chiede Ciro.
«Ahaha. Perché li vuoi? Non li mando a nessuno Cì, dai».
«Li voglio far vedere a... e agli altri. Vabbé come vuoi».

giovedì 13 maggio 2021

Ciro Grillo ai pm: «La ragazza disse: meglio con tre che con uno solo. Siamo andati un po' oltre»

Ciro Grillo, spunta ora l'interrogatorio ai magistrati di Tempio Pausania proprio del figlio di Beppe, accusato di violenza sessuale di gruppo insieme a tre amici, ai danni di una ragazza di 19 anni. Secondo la versione di Ciro, la proposta sarebbe partita dalla giovane, una italo-norvegese che si trovava in vacanza in Costa Smeralda. La presunta violenza avvenne nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 a Porto Cervo, nella casa della famiglia Grillo. I ragazzi accusati però si difendono: «Ma quale violenza...».

Proprio Ciro, nel suo interrogatorio (in alcuni passaggi riportati stamattina da alcuni quotidiani) racconta che «la mattina del 17 luglio 2019 eravamo nel patio io, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta assieme alla ragazza, lei ha bevuto qualche sorso di vodka, da sola e senza che nessuno la costringesse. Dopo la vodka ricordo che abbiamo parlato in modo scherzoso del rapporto sessuale che lei aveva avuto con Francesco Corsiglia e parlando lei ci ha lasciato intendere che era meglio una cosa con tre piuttosto che con uno solo». Poi il racconto del «siamo andati tutti di là» e i dettagli di quel che descrivono come «rapporto consensuale».

Ciro dice a un certo punto che quel che è successo in camera «doveva essere un gioco» ma che «poi siamo andati un po' più in là...». La difesa quindi parla di «qualche sorso di vodka» bevuto spontaneamente, non mezza bottiglia fatta bere a forza (come racconta invece lei) né di «un quarto» di bottiglia bevuto «per sfida», come ha detto Lauria in una intervista rilasciata al programma Non è l'arena. Il capo di imputazione accusa tutti e quattro di violenza sessuale di gruppo aggravata dall'uso delle sostanze alcoliche. La ragazza ha invece detto ai magistrati di essere stata costretta a bere mezza bottiglia di vodka e di essere stata abusata.

mercoledì 12 maggio 2021

Ciro Grillo, le chat degli amici: «All'inizio sembrava che non volesse». Il gruppo WhatsApp 'Official mostri'

Ciro Grillo, dopo la pubblicazione dei verbali della vittima, della mamma e dell’amica, ora spuntano anche le chat tra gli amici del figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle, accusati insieme a lui di violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza 19enne italo-norvegese, conosciuta in vacanza in Costa Smeralda. Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, agli atti dell’inchiesta della procura di Tempio Pausania ci sono le conversazioni per messaggi tra i quattro giovani, nelle ore e nei giorni successivi a quella notte del 17 luglio 2019.

«Che è successo?», «È stato forte» - si dicono i ragazzi tra loro - «Poi ti dico frà, so stanchissimo», «Com’era?», «Mah, niente di che». E ancora: «All’inizio sembrava che non volesse». Ed è questa forse la parte più rilevante, dato che per i ragazzi fu sesso consenziente, per la vittima fu stupro. «Ho paura che quella ci ha denunciato», continuano, dopo essersi vantati per una notte «da 3 contro 1», sul gruppo WhatsApp ‘Official Mostri’: parole che uno dei ragazzi scrive all’amico quando gli sequestrano il telefonino, ad agosto 2019. «Lei ci stava, ha bevuto da sola un quarto di bottiglia di vodka allungata con lemon»​, avevano detto i ragazzi agli inquirenti. 

giovedì 6 maggio 2021

Ciro Grillo, l'amica della 19enne: «Lui urlava e diceva: “me la volevo sc...are io”. Lei era nuda e piangeva»

Dopo i verbali della 19enne italo-norvegese che ha denunciato di essere stata violentata in gruppo da Ciro Grillo e tre suoi amici, e le dichiarazioni ai carabinieri della mamma, sputano ora i verbali dell'amica della ragazza. Ai militari della compagnia Milano-Duomo, il 27 agosto 2019, la giovane ha detto di aver respinto le avances di almeno tre dei quattro ragazzi, che le avevano ospitate dopo aver trascorso la serata in discoteca.

«In un'occasione Ciro Grillo urlava a uno degli altri in corridoio, era arrabbiato perché Silvia era in camera con qualcuno, io ho subito pensato a Corsiglia: 'Io me la sono portata a casa perché me la volevo scopare, invece se la sta scopando lui'. L'amico provava a calmarlo: 'Tanto era brutta, ne troviamo un'altra domani'». L'ultima volta è invece Silvia a svegliarla: «Era accovacciata accanto a me in accappatoio e piangeva. Le ho chiesto cosa stesse succedendo, ma lei singhiozzava. Nel frattempo è arrivato uno dei ragazzi, che le ha chiesto se andasse tutto bene. Lei gli ha dato le spalle, per non farsi vedere piangere. Io ho risposto di sì per farmi dire cosa era successo. Ma lei dopo aver pianto ancora si è calmata e mi ha detto di non preoccuparmi, che stava bene».

Roberta ritrova Silvia molte ore più tardi su un letto, completamente nuda, da sola. Sono le 13 circa. «Era confusa e sconvolta. Aveva tutto il trucco colato, credo per il pianto, si guardava intorno come se non sapesse dove si trovasse. Mi era capitato di vederla ubriaca, ma mai in questo stato, non mi è sembrato che fosse per gli effetti dell'alcol». Silvia aveva raccontato agli inquirenti di essere stata costretta a bere da una bottiglia di vodka «con un odore strano». La presunta vittima trova poi il coraggio di dire all'amica di essere stata violentata. «C'era un silenzio surreale - ricorda Roberta riferendosi ai ragazzi - facevano finta di niente. Si comportavano come se non fosse successo niente».

lunedì 3 maggio 2021

Ciro Grillo, parla la ragazza: «Stuprata 7 volte, mi chiamavano 'cagna'»

«Mi hanno fatto bere la vodka, afferrandomi per il collo. Poi mi hanno portata nel letto e mi hanno stuprata. Mi tenevano ferma su un letto e mi penetravano a turno, dicendosi dai ora tocca a me, per sei o sette volte», si legge nelle dichiarazioni della ragazza pubblicate sul quotidiano "La Verità". La giovane avrebbe raggiunto la villetta da sobria e dopo aver trascorso la serata in discoteca.

Ciro Grillo, il racconto della 19enne

Secondo la ricostruzione fornita ai carabinieri, la presunta vittima e l'amica hanno accettato l'invito dei ragazzi a fermarsi a dormire a casa loro perché non c'erano taxi per tornare a casa. Dopo la spaghettata notturna e delle avances è iniziato l'incubo: «Francesco mi ha preso per i capelli indirizzandomi la testa verso il suo pene, dicendomi cagna apri la bocca e mi chiedeva di fargli sesso orale. Inizialmente ho resistito ma lui continuava a farmi violenza. Io mi dimenavo perché non volevo, ma non riuscivo a contrastarlo completamente perché non mi sentivo bene... Mi teneva con la mano il collo, tenendomi bloccata di spalle e mi penetrava. Per due volte gli ho detto di smetterla, che era un animale, uno stronzo, ma lui ha continuato più forte, tirandomi i capelli e baciandomi sul collo».

Ciro Grillo, il racconto della 19enne

La mattina la ragazza ha provato ad andare via chiedendo aiuto all'amica, ma quest'ultima era in dormiveglia e non ha capito la gravità della situazione. È a quel punto che è iniziata la violenza di gruppo. «A quel punto intervenne un altro dei ragazzi, Vittorio Lauria, che nonostante io gli dicessi che un loro amico mi aveva violentata e che loro non erano intervenuti, ha cominciato a provarci. Poi verso le 9 del mattino mi hanno fatto bere la vodka, afferrandomi per il collo. Sentivo che mi girava la testa dopo aver bevuto, non ricordo bene. Poi mi hanno portata nel letto matrimoniale e mi hanno stuprata... Sentivo che si chiamavano per nome tra di loro e si dicevano ‘ora tocca a me, dai spostati' e sentivo che si davano il cambio. Uno mi tirava i capelli e mi tiravano schiaffi sulle natiche e sulla schiena. Mi girava la testa e continuavo a cadere in avanti. Ho visto nero, da quel momento non ricordo più nulla, ho perso conoscenza». 

sabato 1 maggio 2021

Ciro Grillo, la versione delle ragazze: «Non eravamo ubriache, ecco come è andata»

Quella notte di luglio 2019 le ragazze che si trovavano con Ciro Grillo erano sobrie. La vodka è entrata in scena solo dopo la presunta violenza di gruppo. Dai verbali emerge che all'arrivo nella villetta non erano ubriache. «Ero sobria, mi rendevo conto di ciò che accadeva, così come ho già detto per gli altri ragazzi e per Silvia. Certamente ero molto stanca perché avevamo fatto molto tardi...», ha dichiarato Roberta al procuratore capo di Tempio Pausania Gregorio Capasso e alla sua sostituta Laura Bassani. Stessa versione per Silvia, come riporta il Corriere della Sera.

Crollerebbe così l'ipotesi secondo cui erano ubriache. Dagli atti, inoltre, risulta che anche il figlio di Beppe Grillo e i suoi amici Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia non erano in uno stato di alterazione dovuto all’alcol. Nel locale avevano bevuto poco e con la spaghettata al rientro dalla discoteca solo qualche birra. Dopo mangiato si sarebbe consumato il primo stupro. Silvia era ancora sobria. 

Secondo il verbale di denuncia la ragazza era stata già molestata da Francesco mentre cucinavano gli spaghetti. Il ragazzo avrebbe ricevuto a quel punto un calcio, ma Francesco nega parlando soltanto di un rapporto consenziente dopo. Per Silvia lui l'avrebbe costretta al sesso in camera da letto e in bagno vincendo le sue resistenze. Silvia racconta di aver provato a svegliare Roberta per andar via da quella casa ma lei non aveva capito la situazione.

La mattina si sono consumate le violenze di gruppo e solo allora Silvia sarebbe stata costretta a bere la vodka. I ragazzi negano affermando che l'aveva bevuta volontariamente in segno di sfida e confermano la versione di Francesco. Quest'ultimo non compare in nessuna delle immagini trovate sui cellulari dei ragazzi.

mercoledì 28 aprile 2021

Ciro Grillo, dall'inchiesta particolari choc: «Schiaffi su schiena e natiche». Spuntano nuove foto

La Procura di Tempio Pausania che sta indagando sul presunto stupro ai danni di una ragazza di 19 anni a opera di Ciro Grillo (figlio di Beppe) e tre suoi amici nell'estate del 2019, sta ridefinendo in queste ore i capi di imputazione per alcuni degli indagati. Lo ha appreso l'Adnkronos, secondo cui si aggrava dunque la posizione di alcuni dei quattro giovani indagati per la violenza sessuale ai danni della giovane nella villa di Grillo in Costa Smeralda.

In particolare, viene modificato il secondo capo di imputazione, che riguarda una serie di foto e di frame in cui si vedono a tratti due, a tratti tre ragazzi, con i genitali scoperti appoggiati sul capo dormiente della seconda ragazza, R.M, l'amica di S.J. In alcune foto, sfocate, non si vede il volto dei giovani coinvolti. E nei recenti interrogatori che si sono tenuti, in gran segreto, negli uffici della piccola procura della Gallura, i ragazzi hanno dato la propria versione dei fatti. Uno di loro, Francesco Corsiglia, si è smarcato dicendo che stava dormendo e per dimostrarlo al pm ha detto: «Io non ci sono in nessuna delle foto».

Dopo gli interrogatori il Procuratore Gregorio Capasso, che coordina personalmente l'inchiesta, e la pm Laura Bassani, che avevano chiuso l'indagine nello scorso novembre, si sono messi nuovamente al lavoro per ridefinire gli ultimi eventi. Compresi gli interrogatori e le numerose indagini difensive presentate dai legali. Tra queste, al momento, non c'è però ancora la consulenza di Marco Salvi, il medico legale incaricato dalla difesa di Beppe Grillo di far luce sulle dichiarazioni della ragazza di 19 anni che accusa Ciro Grillo e gli altri ragazzi di stupro di gruppo nei suoi confronti.

L'esperto specializzato in medicina legale che in passato si è occupato del seriale killer Donato Bilancia e della morte di Carlo Giuliani al G8, ha spiegato che il suo lavoro sarà fatto «sulle carte, non devo certo periziare la ragazza. Con a disposizione gli atti dell'indagine, la documentazione, le testimonianze ed eventuali certificazioni sanitarie, il mio compito sarà cercare di capire, dal punto di vista medico legale, le sue condizioni psicofisiche al momento del fatto». Ma sul tavolo della Procura di Tempio Pausania queste relazioni non sono ancora arrivate.

«Schiaffi sulla schiena e sulle natiche»

Intanto, emergerebbero nuovi, agghiaccianti, particolari dalle carte della Procura di Tempio Pausania, che coordina l'inchiesta a carico di Ciro Grillo. Negli atti, come apprende l'Adnkronos, gli inquirenti parlano anche di «schiaffi sulla schiena e sulle natiche» di S.J., la ragazza che poi ha raccontato tutto ai magistrati, al suo ritorno dalla Sardegna, una settimana dopo il presunto stupro di gruppo. La giovane si è presentata alla clinica Mangiagalli di Milano per farsi visitare e poi sporgere denuncia nei confronti dei quattro genovesi.

Nonostante l'indagine sia stata chiusa più di cinque mesi fa, gli ultimi interrogatori hanno fatto riaprire il fascicolo. Perché alla luce degli ultimi racconti i giovani interrogati hanno dato ulteriori spiegazioni su alcuni fatti ma anche su alcune fotografie che sono agli atti, tra cui il video di cui parla Beppe Grillo nel su intervento diventato virale in cui dice che il figlio Ciro e gli altri ragazzi «non sono stupratori ma sono quattro co...i», e che «è strano che la ragazza abbia presentato la denuncia solo dopo otto giorni». Soltanto alla fine delle indagini 'suppletive' sarà depositato in cancelleria un nuovo avviso di conclusione delle indagini. A quel punto la Procura chiederà il rinvio a giudizio o il non luogo a procedere dei quattro giovani, che smentiscono e dicono all'unisono che la ragazza «era consenziente».

lunedì 26 aprile 2021

Ciro Grillo, uno degli amici in tv: «La vodka? L'ha bevuta lei per sfida. Ecco cos'è successo quella notte»

Uno dei tre amici di Ciro Grillo, figlio di Beppe, tra gli indagati per violenza sessuale per la nota vicenda del presunto stupro ad una ragazza italo-svedese di 19 anni nell'estate 2019 in Sardegna, è stato intervistato dalla trasmissione Non è l'Arena, di Massimo Giletti, andata in onda ieri sera su La7. E nell'intervista afferma di non aver apprezzato il video di Beppe Grillo, ma dice anche che le cose quella notte non sono andate esattamente come scrivono i giornali, a partire dal particolare della vodka.

«È stata la ragazza a bere la vodka, per sfida. Non l'abbiamo costretta noi. E non c'è stata violenza sessuale, e nel video di vede», dice il giovane, con la voce contraffatta e quindi non riconoscibile. Il ragazzo, tra i quattro indagati insieme al figlio di Grillo, dice di non avere apprezzato il video di Beppe in cui l'ideatore del M5S difende Ciro e gli altri ragazzi e spiega che la ragazza «è stata consenziente» e in cui spiega che «è strano che abbia denunciato solo dopo otto giorni e dopo avere fatto kitesurf il giorno dopo».

Ecco cosa dice il giovane quando l'intervistatore gli chiede cosa ci fosse nel video di cui parla Grillo. «No, ma si vede proprio la ragazza che comunque sta, uno, benissimo, e due che comunque noi non costringiamo niente». «Si dice che la avete costretta a bere vodka», ribadisce il giornalista. E l'indagato replica: «Costretta, esattamente, ma invece è proprio lei che l'ha presa da sola e per sfida, come noi comunque abbiamo detti ai pm perché è stato proprio così. Per sfida lei l'ha bevuta tutta, "gocciolandola", ma non era tanta, era un quarto di vodka… Non lo so adesso… Però comunque lei, da sola, perché noi non riuscivamo a berla e lei per sfida ha detto »Dai che ce la faccio« e se l'è bevuta. E poi è andata a dire che io l'ho presa per la gola, ho fatto…».

«Ma alla fine con lei avete avuto un rapporto sessuale tutti e 4?», chiede il cronista. «Sì, esatto». «Ma perché allora lei ha dato una versione diversa?». «Si è pentita perché ci sono anche i messaggi suoi dove dice »Ho sbagliato un'altra volta«, »ho fatto un'altra cazzata«». «Ma lo ha detto a voi?», chiede l'intervistatore. «Sì, No, con le sue amiche… Non lo so io». «Ma il giorno dopo l'avete rivista?». «No… Noi non l'abbiamo più vista, ma non perché… Non è che poi, il giorno dopo… Cioè… Lei ha fatto le sue cose, infatti. Ma perché il giorno dopo… Dopo che una cosa che lei ha gestito in tal modo. Non penso sia così semplice andare in spiaggia, andare a fare kite, andare a fare un'altra serata in discoteca».

«Ma nel 2019, dopo la sua denuncia, vi hanno interrogato?», chiede ancora il giornalista di 'Non è l'Arenà. «Soltanto un mese dopo». «Poi, quando vi hanno reinterrogato?». «Due settimane fa, sì». «Ma l'avete chiesto voi?». «Sì». «E che cosa avevano scritto di diverso?» (i magistrati dell'accusa ndr). «Un tabacchino dove eravamo andati a prendere delle sigarette che lei aveva detto che non c'era, invece poi abbiamo trovato una foto e lei era in macchina con noi che siamo andati a prendere le sigarette in un posto vicino a un locale. Al Sottovento. Mi ricordo che lei aveva detto di non essere venuta e che c'era una foto che era là con noi». «Lo avete chiesto due mesi fa quando hanno chiuso le indagini?». «Quando hanno chiuso le indagini, esatto». Poi il giornalista chiede: «Mi sai dire se l'indagine l'hanno chiusa dopo l'arrivo di Draghi al governo?». E lui replica: «Secondo me, dopo».

«Cosa pensi del video di Beppe Grillo?», chiede il giornalista. «Secondo me non… non andava fatto. Non se ne parlava più e ora è riuscito tutto perché ha fatto 'sta roba qua. Perché se fossimo stati io e gli altri miei due amici non conosciuti non sarebbe successo niente». «Secondo te, perché l'ha fatto?». «Secondo me, nel video, lui voleva più specificare come siamo fatti noi, che siamo dei coglioni perché comunque le cose bisognava dirle e che stavano anche sbagliando su cosa stavano indagando e tutto… Di vedere un attimo bene come sono le cose descritte perché comunque ha detto quello che è successo». «C'è qualcosa che non condividi di quello che ha detto?». «La cosa che ha detto Beppe del video, la cosa degli otto giorni secondo me non ci stava a dirlo. Io ho parlato e visto il video prima che lo pubblicasse. Dire una roba del genere comunque davanti poi chissà quanta gente ha visto ormai quel video li contro una donna non è giusto, perché non c'entra tanto quanto ha aspettato, ma la cosa è che l'ha fatto proprio senza senso…». 

domenica 18 aprile 2021

Grillo, figlio accusato di stupro. Procura: «Ragazza tenuta per i capelli e costretta a rapporti» Lui: «Fu consenziente»

«Costretta ad avere rapporti sessuali in camera da letto e nel box del bagno», «afferrata per la testa a bere mezza bottiglia di vodka» e «costretta ad avere rapporti di gruppo» dai quattro giovani indagati che hanno «approfittato delle sue condizioni di inferiorità psicologica e fisica» di quel momento. Eccolo, nero su bianco, come riporta l'Adnkronos, l'atto di accusa della Procura di Tempio Pausania (Sassari) a carico di quattro ragazzi della Genova bene, tra cui Ciro Grillo, il figlio ventenne del garante del M5S Beppe Grillo. Pagine su pagine di orrori raccontati dalla giovane studentessa italo-svedese S.J, di appena 19 anni, che avrebbe subito, nella notte tra il 15 e il 16 luglio del 2019, una violenza di gruppo nella villa in Costa Smeralda di proprietà di Grillo. Come si legge nelle carte della Procura «il residence è stato individuato grazie a un selfie scattato» dalla giovane ragazza ed «è riconducibile a Beppe Grillo». «Non c'è stata violenza sessuale, ma sesso consenziente» ha ripetuto più volte Ciro Grillo, davanti al Procuratore capo di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, durante l'interrogatorio che si è tenuto in gran segreto giovedì sera nei locali della piccola Procura. Un interrogatorio lungo, difficile, terminato solo in tarda serata.

Le indagini

Nel novembre scorso il magistrato ha chiuso le indagini e ha messo gli atti a disposizione della difesa, che ha chiesto un termine per fare le controdeduzioni ed eseguire le indagini difensive. E nei giorni scorsi sono stati ascoltati gli altri tre indagati dell'indagine, tenuta top secret. Giovedì sera è toccato, invece, al giovane Ciro Grillo. Dalla Procura bocche cucite sul contenuto dell'interrogatorio. Intanto, il termine sta per scadere e la Procura sta decidendo in queste ore se chiedere il rinvio a giudizio per Grillo junior e i suoi tre amici. La Procura sarebbe orientata a chiedere il processo per i quattro ragazzi. Perché secondo i magistrati non fu «sesso consenziente», come dice invece la difesa degli indagati. Per l'accusa è stata «violenza sessuale di gruppo». L'inchiesta è a carico di Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. I quattro, nel luglio del 2019, erano in vacanza in Costa Smeralda, tra serate danzanti al Billionaire e cene con gli amici. Ma una notte, il 16 luglio, come poi ha raccontato una ragazza di 19 anni, si sarebbero resi responsabili di stupro di gruppo.

Le fotografie trovate sui cellulari dei ragazzi

A loro carico ci sarebbero anche alcune fotografie che i consulenti della Procura hanno trovato sui cellulari e qualche intercettazione. La ragazza, che è difesa dall'avvocata Giulia Bongiorno, ex ministra leghista nel primo governo Conte, è stata più volte dagli inquirenti e ha raccontato, fin nei minimi particolari, quanto sarebbe accaduto in quella notte. I magistrati in quasi due anni di indagini hanno anche messo sotto controllo i telefoni non solo dei ragazzi ma anche di Parvin Tadjik, madre di Ciro Grillo e moglie del comico genovese. La donna, sentita dai pm, ha sempre raccontato che quella sera dormiva nell'appartamento accanto a quello in cui si sarebbe consumata la violenza, dicendo di non essersi accorta di niente. Lo scorso 20 novembre, dopo più di un anno dai fatti, la Procura, guidata da Gregorio Capasso, ha inviato la notifica alle difese mettendo a disposizione il materiale agli atti. I legali hanno chiesto una proroga per le memorie difensive perché il materiale è «enorme», come dice chi ha potuto vederlo. Il procuratore Capasso e la sostituta Laura Bassani, hanno inserito nel fascicolo le immagini ritrovate nei telefoni che, secondo l'accusa, mostrerebbero gli abusi anche ai danni della seconda ragazza che dormiva. E adesso, a giorni, è atteso il deposito della richiesta di rinvio a giudizio negli uffici del gup del piccolo Tribunale di Tempio Pausania, guidato dal magistrato napoletano Giuseppe Magliulo.

La ricostruzione

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, grazie al racconto della vittima ma anche di alcuni testimoni, quella notte di metà luglio 2019, Ciro Grillo e i suoi tre amici avevano trascorso la serata al Billionaire. Poi, quasi all'alba, avevano lasciato il locale con due giovani studentesse milanesi. Le ragazze avevano seguito i quattro giovani nella villa di Beppe Grillo in Costa Smeralda. Solo che su quello che è accaduto qui ci sono diverse versioni. Da un lato la ragazza, che ha raccontato di essere stata stuprata, dopo che l'amica si era addormentata. La giovanissima ha detto di essere stata costretta a un rapporto sessuale con uno dei ragazzi. E poi essere stata stuprata anche dagli altri tre. Ma la versione fornita dai giovani rampolli della Genova bene è del tutto diversa. Hanno raccontato che il rapporto di gruppo con la giovane c'era stato ma che era «consenziente». 

E per rafforzare la loro tesi hanno raccontato ai magistrati che li hanno interrogati più volte che dopo il primo rapporto, lei e il primo ragazzo, sarebbero andati insieme a comprare le sigarette, e al ritorno, nella villa del Pevero, a Porto Cervo, lei avrebbe avuto rapporti consenzienti con gli altri tre. E che nei giorni seguenti ci sarebbero stati scambi di messaggi con i ragazzi. La denuncia è avvenuta solo successivamente, quando la ragazza era tornata a casa a Milano. Una versione che contrasta con quanto raccontato dalla ragazza, una studentessa italo-svedese in vacanza con l'amica. Adesso spetta alla Procura decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l'archiviazione dei quattro ragazzi.

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