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mercoledì 26 maggio 2021

Denise Pipitone è in Ecuador? Chi l'ha visto chiama la ragazza delle foto sui social. «Ecco la verità»

Denise Pipitone, anche questa settimana la trasmissione Chi l'ha visto? si è occupata della bambina scomparsa nel settembre del 2004: in particolare di una segnalazione sui social di una presunta ragazza in Ecuador dalla forte somiglianza con Denise. La redazione del programma di Raitre ha rintracciato la ragazza e con l'ausilio di una traduttrice l'ha videochiamata, per spiegarle la situazione e chiederle chi è, quanti anni ha e se può essere davvero Denise.

La ragazza in questione non è però la bambina scomparsa a Mazara del Vallo e non vive neanche in Ecuador: le informazioni veicolate erano dunque completamente fasulle. Inoltre non coinciderebbe nemmeno l'età, dato che Maria Grazia ha 29 anni mentre Denise, se fosse ancora viva, ne avrebbe 21. «Facciamo chiarezza, questa pista può essere accantonata», il commento della conduttrice Federica Sciarelli.

giovedì 29 aprile 2021

Denise Pipitone, a Chi l'ha visto? il giallo delle telefonate con Anna Corona. Non solo Jessica, spunta la moglie del poliziotto

Denise Pipitone, un caso che a distanza di anni è ancora avvolto in una nube di mistero. Ieri la mamma Piera Maggio è tornata a «Chi l'ha visto?» in veste di ospite di Federica Sciarelli dove sono emersi nuovi documenti inediti, a partire dal giallo della telefonata tra la sorellastra di Denise, Jessica, e Anna Corona, ex moglie di Pietro Pulizzi (il papà della bambina scomparsa nel 2004). Ma non solo, nel mirino anche gli orari - entrate ed uscite dal lavoro - di Anna Corona il giorno della scomparsa di Denise. 

Il giallo della telefonata tra Jessica ad Anna Corona

Nel corso della puntata Piera Maggio ha chiesto di analizzare l'audio delle intercettazioni delle telefonate tra Jessica Pulizzi e Anna Corona con le nuove tecnologie che ai tempi del rapimento non erano ancora note. Il motivo è il mistero su alcune parole e un contenuto giudicato quantomeno sospetto. In una di queste telefonate Jessica racconterebbe alla madre di aver visto il papà, ma non è chiaro se in realtà si riferisse alla stessa Denise. «Spero venga fatto, perché lì si parla di Denise, è quello l'oggetto del contendere», chiede Piera Maggio insistendo sull'analisi. Secondo l'interpretazione dei carabinieri Jessica Pulizzi avrebbe detto: «Mentre che camminavo mi ha visto ...(inc..)... le ho sorriso e mi sono fermata con lo scooter». Mentre secondo il perito del tribunale le sue parole sarebbero: «Mi ha visto a me, dice: "Dove Denise?". Entrato, lui mi voleva (picchiare)». 

Gli orari di Anna Corona

Secondo la ricostruzione il primo settembre del 2004, giorno della scomparsa di Denise Pipitone, Anna Corona sarebbe entrata a lavoro alle 7.15. La testimonianza dei colleghi ha inoltre inserito tra le 11.30 e le 12 l'orario del pranzo con la donna, esattamente l'arco temporale in cui avveniva il rapimento. Dopo mezzogiorno l'unica ad aver visto Anna Corona sarebbe stata la collega Francesca. Dai tabulati telefonici è però emerso un rapporto costante (oltre 1200 telefonate in un anno) tra l'ex moglie di Pulizzi e un'operatrice di una agenzia di viaggi, di nome Stefania. Dal primo settembre in poi però qualcosa è cambiato, tra le due solo qualche squillo. A rendere poco chiara la vicenda è la relazione tra questa donna e il Commissario Capo di Mazara del Vallo. 

Da questo nuovo dettaglio è partito un altro appello da parte di Piera maggio: «Fatevi avanti, non abbiate paura. Dopo 17 anni dite la verità, aprite il cuore, non tenetevi niente dentro. Credo che ci siano persone che possono dire cose molto importanti. Vorremmo che tutto finisca presto. Speriamo che coloro che sanno o che hanno saputo si facciano avanti, ve lo chiediamo col cuore».

giovedì 11 giugno 2020

Chi l'ha visto, Martina Rossi e l'imputato assolto: «Ora sarà contenta». La rabbia dei genitori: «Non deve nominarla»

Secondo la sentenza d'appello Martina Rossi si sarebbe buttata dal terrazzo dell'hotel di Palma di Maiorca dove era in vacanza. A Chi l'ha Visto? la rabbia dei genitori della ventenne caduta nel vuoto nove anni fa dopo l'assoluzione dei due imputati aretini, Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, accusati di violenza sessuale e di aver causato la morte della giovane in conseguenza di un altro delitto. La trasmissione manda in onda le parole di Vanneschi subito dopo la sentenza di assoluzione:  «Ho pensato subito a Martina perché sarà contenta, finalmente è venuta fuori la verità».


Parole che i genitori prendono come un insulto. Ospiti in studio, ribadiscono che la figlia non avrebbe mai potuto togliersi la vita. «Per chi l'ha conosciuta - ricorda il papà - era un'espressione di freschezza. Era venuta anche molto bella e faceva della riservatezza il suo modo di vivere. Se si prende il suo Facebook si vede che non c'è una parola fuori posto. Sapeva scrivere, disegnare, andava a nuotare. Aveva avuto solo una delusione d'amore». 

Sono le parole di Vanneschi a scatenare la reazione della madre: «Fossi stata in aula avrei tirato uno strillo, lui non ha mai parlato. Viene a dire una cosa del genere, che non nomini più il nome di mia figlia. È stato uno schiaffo in faccia». «Ho voluto sempre rimanere in silenzio per una forma di rispetto nei confronti dei genitori e di trovare la serenità. Io sono innocente», ha dichiarato il 29enne. Il suo legale Stefano Burricchi ha sottolineato che sono stati assolti perché il fatto non sussiste: «Abbiamo lottato contro tutto e contro tutti, contro i giornali e l'intervento del ministro della Giustizia. Ritengo che questo processo poggiasse su nulla, sono due persone innocenti che sono state per nove anni additate come assassini e stupratori e oggi vengono assolte dai due capi di imputazione».

La Corte d'Appello di Firenze ha ribaltato la sentenza di primo grado e quindi la condanna a sei anni. L'intercettazione ambientale in cui per la prima volta avevano parlato di violenza sessuale e i post su Facebook dopo la morte di Martina avevano incrementato i sospetti su di loro. Avevano deciso di continuare la vacanza e pubblicato frasi come «Qui abbiamo lasciato il segno». Erano insieme a Martina il giorno della caduta, nella loro stanza d'albergo. Per l'accusa, la ragazza è precipitata nel tentativo di sfuggire a uno stupro, per i ragazzi era impazzita, li aveva aggrediti e poi si era gettata di sotto. «La verità - conclude il papà - è che Martina voleva vivere»

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