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mercoledì 12 maggio 2021

Denise Pipitone, parla la 19enne romena: «Non sono io la bambina scomparsa, ma farò il test del DNA»

Denise Pipitone, la speranza di ritrovarla in una 19enne di origini romene. La giovane Elena Denisa Grigoriu rompe il silenzio e spiega: «Non sono io la bambina scomparsa, ma sono disponibile a fare il test del DNA per poterlo confermare ulteriormente».

La ragazza romena è quasi omonima di Denise Pipitone e la vaga somiglianza con la bambina scomparsa nel settembre 2004 da Mazara del Vallo aveva riacceso la speranza. Elena Denisa Grigoriu, però, ha escluso di essere Denise, come ha spiegato la giovane al TgR della Calabria. «Non sono io la bambina scomparsa, mi dispiace per la famiglia. Sarebbe stata una bella notizia se fossi stata io e mi avessero trovato dopo tanto tempo, ma non sono io e basta» - spiega la giovane - «Ho avuto una vita abbastanza travagliata ma per fatti miei non perché mi ricollega alla vita dell'altra ragazza scomparsa. Mio padre è morto, mia madre invece no ma con lei non parlo da tanto tempo. Sono nata in Romania, mi dispiace ma non sono io».

A Pomeriggio 5, Elena Denisa Grigoriu aveva anche spiegato di essere nata in Romania da genitori romeni, di vivere in Italia dal 2009 e di essere residente a Cosenza. «Ero andata a Scalea per trovare un'amica. Sono disponibile al test del DNA, se servirà per poter confermare ulteriormente che non sono io la ragazza che cercano», ha spiegato la 19enne.


lunedì 3 maggio 2021

Ciro Grillo, parla la ragazza: «Stuprata 7 volte, mi chiamavano 'cagna'»

«Mi hanno fatto bere la vodka, afferrandomi per il collo. Poi mi hanno portata nel letto e mi hanno stuprata. Mi tenevano ferma su un letto e mi penetravano a turno, dicendosi dai ora tocca a me, per sei o sette volte», si legge nelle dichiarazioni della ragazza pubblicate sul quotidiano "La Verità". La giovane avrebbe raggiunto la villetta da sobria e dopo aver trascorso la serata in discoteca.

Ciro Grillo, il racconto della 19enne

Secondo la ricostruzione fornita ai carabinieri, la presunta vittima e l'amica hanno accettato l'invito dei ragazzi a fermarsi a dormire a casa loro perché non c'erano taxi per tornare a casa. Dopo la spaghettata notturna e delle avances è iniziato l'incubo: «Francesco mi ha preso per i capelli indirizzandomi la testa verso il suo pene, dicendomi cagna apri la bocca e mi chiedeva di fargli sesso orale. Inizialmente ho resistito ma lui continuava a farmi violenza. Io mi dimenavo perché non volevo, ma non riuscivo a contrastarlo completamente perché non mi sentivo bene... Mi teneva con la mano il collo, tenendomi bloccata di spalle e mi penetrava. Per due volte gli ho detto di smetterla, che era un animale, uno stronzo, ma lui ha continuato più forte, tirandomi i capelli e baciandomi sul collo».

Ciro Grillo, il racconto della 19enne

La mattina la ragazza ha provato ad andare via chiedendo aiuto all'amica, ma quest'ultima era in dormiveglia e non ha capito la gravità della situazione. È a quel punto che è iniziata la violenza di gruppo. «A quel punto intervenne un altro dei ragazzi, Vittorio Lauria, che nonostante io gli dicessi che un loro amico mi aveva violentata e che loro non erano intervenuti, ha cominciato a provarci. Poi verso le 9 del mattino mi hanno fatto bere la vodka, afferrandomi per il collo. Sentivo che mi girava la testa dopo aver bevuto, non ricordo bene. Poi mi hanno portata nel letto matrimoniale e mi hanno stuprata... Sentivo che si chiamavano per nome tra di loro e si dicevano ‘ora tocca a me, dai spostati' e sentivo che si davano il cambio. Uno mi tirava i capelli e mi tiravano schiaffi sulle natiche e sulla schiena. Mi girava la testa e continuavo a cadere in avanti. Ho visto nero, da quel momento non ricordo più nulla, ho perso conoscenza». 

mercoledì 21 aprile 2021

Video di Beppe Grillo, parla Giuseppe Conte: «Rispetto per il lavoro della magistratura»

L'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte rompe il silenzio e interviene sul video di Beppe Grillo in difesa del figlio Ciro.  «Ho avuto modo di parlare con Beppe Grillo in più occasioni e conosco bene la sua sensibilità su temi così delicati. Sono ben consapevole di quanto questa vicenda familiare lo abbia provato e sconvolto. 

È una vicenda che sta affliggendo lui, la moglie, il figlio e l’intera famiglia. Comprendo le preoccupazioni e l’angoscia di un padre, ma non possiamo trascurare che in questa vicenda ci sono anche altre persone, che vanno protette e i cui sentimenti vanno assolutamente rispettati, vale a dire la giovane ragazza direttamente coinvolta nella vicenda e i suoi familiari che sicuramente staranno vivendo anche loro momenti di dolore e sofferenza.

In questa vicenda vi è poi un principio fondamentale che non possiamo mai perdere di vista: l’autonomia e il lavoro della magistratura devono essere sempre rispettati. Perciò anche in questo caso attendiamo che i magistrati facciano le loro verifiche. Con il Movimento 5 Stelle mi accomunano da sempre queste due convinzioni: di ritenere indiscutibile il principio dell’autonomia della magistratura e di considerare fondamentale la lotta contro la violenza sulle donne, una battaglia che abbiamo sempre combattuto in prima linea, basti ricordare l’introduzione delle norme sul codice rosso quando abbiamo condiviso la responsabilità di governo. Questi principi continueranno a informare la nostra azione politica e a ispirare le nostre battaglie culturali».

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