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domenica 26 giugno 2022

«Piangeva troppo». Bambina di 11 mesi uccisa con l'acido dalla maestra dell'asilo in Francia. Era figlia di un italiano

«Piangeva troppo». Per questo motivo un'insegnante di 27 anni ha ucciso una bimba di 11 mesi in un asilo nido di Lione in Francia. La piccola, figlia di un ingegnere italiano originario di Torre Boldone in provincia di Bergamo, è stata uccisa con una sostanza caustica, di quelle usate per sgorgare i lavandini, che le ha fatto ingerire l'educatrice dell'asilo.  La notizia è stata riportata da Prima Bergamo e ripresa dalla stampa francese.

La tragedia si è consumata mercoledì all'asilo nido People & Baby di rue Danton a Lione: intorno alle 8 del mattino sono stati chiamati i soccorsi, che hanno trasportato la piccola all'ospedale, dove Lisa è però morta a causa delle terribili ustioni riportate. Sull'accaduto la Procura lionese ha aperto un'inchiesta, ma secondo la stampa locale nella stessa struttura erano stati già denunciati episodi di maltrattamenti nei confronti di bambini che piangevano. 

La donna si trova in carcere con l'accusa di omicidio. Per il suo legale, non aveva intenzione di uccidere la bambina, ha agito per rabbia, non rendendosi conto delle conseguenze. L'avvocato - che ha anticipato la richiesta di perizia psichiatrica - parla di una 27enne fragile, con una "situazione personale particolare", che probabilmente non doveva essere lasciata sola con la bambina, che avrebbe compiuto un anno la prossima settimana.

giovedì 6 maggio 2021

Ciro Grillo, l'amica della 19enne: «Lui urlava e diceva: “me la volevo sc...are io”. Lei era nuda e piangeva»

Dopo i verbali della 19enne italo-norvegese che ha denunciato di essere stata violentata in gruppo da Ciro Grillo e tre suoi amici, e le dichiarazioni ai carabinieri della mamma, sputano ora i verbali dell'amica della ragazza. Ai militari della compagnia Milano-Duomo, il 27 agosto 2019, la giovane ha detto di aver respinto le avances di almeno tre dei quattro ragazzi, che le avevano ospitate dopo aver trascorso la serata in discoteca.

«In un'occasione Ciro Grillo urlava a uno degli altri in corridoio, era arrabbiato perché Silvia era in camera con qualcuno, io ho subito pensato a Corsiglia: 'Io me la sono portata a casa perché me la volevo scopare, invece se la sta scopando lui'. L'amico provava a calmarlo: 'Tanto era brutta, ne troviamo un'altra domani'». L'ultima volta è invece Silvia a svegliarla: «Era accovacciata accanto a me in accappatoio e piangeva. Le ho chiesto cosa stesse succedendo, ma lei singhiozzava. Nel frattempo è arrivato uno dei ragazzi, che le ha chiesto se andasse tutto bene. Lei gli ha dato le spalle, per non farsi vedere piangere. Io ho risposto di sì per farmi dire cosa era successo. Ma lei dopo aver pianto ancora si è calmata e mi ha detto di non preoccuparmi, che stava bene».

Roberta ritrova Silvia molte ore più tardi su un letto, completamente nuda, da sola. Sono le 13 circa. «Era confusa e sconvolta. Aveva tutto il trucco colato, credo per il pianto, si guardava intorno come se non sapesse dove si trovasse. Mi era capitato di vederla ubriaca, ma mai in questo stato, non mi è sembrato che fosse per gli effetti dell'alcol». Silvia aveva raccontato agli inquirenti di essere stata costretta a bere da una bottiglia di vodka «con un odore strano». La presunta vittima trova poi il coraggio di dire all'amica di essere stata violentata. «C'era un silenzio surreale - ricorda Roberta riferendosi ai ragazzi - facevano finta di niente. Si comportavano come se non fosse successo niente».

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