Visualizzazione post con etichetta italiano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta italiano. Mostra tutti i post

martedì 20 settembre 2022

Benjamin Giorgio Galli, morto in Ucraina foreign fighter italiano di 27 anni: combatteva con l'esercito di Kiev

Benjamin Giorgio Galli è morto combattendo in Ucraina contro l'esercito russo. Il foreign fighter italiano, 27 anni originario di Varese, si era unito alla Legione Internazionale di difesa dell'Ucraina. Sul suo profilo Facebook, in cui compare in divisa e arma in pugno, compaiono le condoglianze alla famiglia e un messaggio in cui viene definito «eroe dell'Ucraina». 

Galli morto in Ucraina

Galli era andato in Ucraina dall'Olanda passando dalla Polonia e si era unito alla prima Legione Internazionale di difesa dell'Ucraina. Sarebbe stato ucciso nella zona di Kharkiv. «Il vostro compagno è morto da eroe questa settimana», ha scritto il papà agli amici del giovane. Aveva la cittadinanza olandese, dove si era trasferito con la famiglia negli ultimi anni.

Benjamin Galli morto: il dolore sui social

«Lo zio migliore del mondo , mi manchi», ha scritto su facebook la sorella Anna, ricevendo le condoglianze. Cresciuto in provincia di Varese, Benjamin Galli si era trasferito in Olanda e aveva anche la cittadinanza olandese. Si trovava dalla primavera scorsa in Ucraina e si era arruolato tra le file dell'esercito di Kiev, postando sul suo profilo alcune foto in divisa. «Ti voglio bene, sarai sempre nei miei pensieri, il tuo sorriso sarà nelle mie preghiere, fratello Ben, eroe dell'Ucraina», ha scritto in inglese un suo commilitone.

CHI ERA IL FOREIGN FIGHTER MORTO IN UCRAINA

È originario del Varesotto anche se si è trasferito da anni in Olanda, il secondo foreign fighter italiano morto in Ucraina a 27 anni mentre combatteva contro l'esercito russo. Benjamin Giorgio Galli si era arruolato con la brigata internazionale che combatte al fianco delle forze di Kiev all'inizio di marzo e si trovava nella zona a sud di Karkhiv quando è stato ucciso durante un bombardamento. Troppo gravi le ferite riportate, Galli è morto all'ospedale di Kiev, dove si trovano ora i suoi genitori, padre italiano e madre olandese, per riportare la sua salma a casa.

«È morto da eroe», ha detto il padre Gabriel Galli agli amici di Winterswijk, città olandese di 30mila abitanti al confine con la Germania dove risiedeva, e di Bedero Valcuvia, un piccolo paese a nord di Varese dove è cresciuto. Lo scorso 13 settembre il padre aveva scritto sul suo profilo Facebook: «Mio Figlio Benjamin G. Galli 27\01\95. Nominato eroe in azioni di guerra! Ci ha salutati! Dicendo fate i bravi. Quando ritorno mi faccio un anno di vacanza». Da Winterswijk, aveva attraversato la Germania e poi la Polonia per arruolarsi nella Legione Internazionale di difesa dell'Ucraina come olandese.


Grande appassionato di soft air, Benjamin Galli aveva deciso poco dopo lo scoppio della guerra di andare a combattere , postando sul suo profilo alcune foto in divisa e con le armi in mano. «Era convinto di andare a combattere una guerra dalla parte giusta, contro un'invasione illegittima», spiegano i suoi genitori, con il padre che su Facebook spiegava che «i Russi scappano dopo avere torturato le donne e le bambine! Non è giusto! Se la passano liscia ! Lo faranno ancora. Per questo serve giustizia». «Lo zio migliore del mondo, mi manchi», ha scritto la sorella Anna, ricevendo le condoglianze nei commenti. «Ti voglio bene, sarai sempre nei miei pensieri, il tuo sorriso sarà nelle mie preghiere, fratello Ben, eroe dell'Ucraina», ha scritto in inglese un suo commilitone sotto l'ultimo post del suo profilo Facebook, dove si è scatenata la consueta rissa social tra chi apprezza il suo coraggio perché «hai lottato e ti sei sacrificato per la parte giusta», tra chi invece scrive «Dispiace per te, dispiace chi ti ha coinvolto o non ti ha frenato in questa follia..» fino ai sostenitori di Putin che commentano con «bellissima notizia».


Galli è la seconda vittima italiana accertata in Ucraina, anche se il numero dei foreign fighters deceduti provenienti dal nostro Paese è incerto, così come quelli che ancora stanno combattendo con l'esercito di Kiev. A fine marzo, era stato ucciso probabilmente con una bomba a mano Edy Ongaro, detto Bozambo, miliziano di origine veneta di 46 anni che da otto combatteva con le forze separatiste del Donbass. In una nota inviata ad aprile dal ministero della Difesa russo a palazzo Chigi resa nota dal Corriere della Sera riportava che c'erano 61 «mercenari» italiani, di cui 10 ritornati in patria e 11, invece, morti in battaglia, ma non è mai arrivata nessuna conferma su quelle cifre da parte da parte del governo italiano.

domenica 26 giugno 2022

«Piangeva troppo». Bambina di 11 mesi uccisa con l'acido dalla maestra dell'asilo in Francia. Era figlia di un italiano

«Piangeva troppo». Per questo motivo un'insegnante di 27 anni ha ucciso una bimba di 11 mesi in un asilo nido di Lione in Francia. La piccola, figlia di un ingegnere italiano originario di Torre Boldone in provincia di Bergamo, è stata uccisa con una sostanza caustica, di quelle usate per sgorgare i lavandini, che le ha fatto ingerire l'educatrice dell'asilo.  La notizia è stata riportata da Prima Bergamo e ripresa dalla stampa francese.

La tragedia si è consumata mercoledì all'asilo nido People & Baby di rue Danton a Lione: intorno alle 8 del mattino sono stati chiamati i soccorsi, che hanno trasportato la piccola all'ospedale, dove Lisa è però morta a causa delle terribili ustioni riportate. Sull'accaduto la Procura lionese ha aperto un'inchiesta, ma secondo la stampa locale nella stessa struttura erano stati già denunciati episodi di maltrattamenti nei confronti di bambini che piangevano. 

La donna si trova in carcere con l'accusa di omicidio. Per il suo legale, non aveva intenzione di uccidere la bambina, ha agito per rabbia, non rendendosi conto delle conseguenze. L'avvocato - che ha anticipato la richiesta di perizia psichiatrica - parla di una 27enne fragile, con una "situazione personale particolare", che probabilmente non doveva essere lasciata sola con la bambina, che avrebbe compiuto un anno la prossima settimana.

venerdì 18 marzo 2022

Il manager italiano a Mosca: «Ma quale dittatura, qui si vive benissimo. Putin? Lo voterò»

Ma quale dittatura, in Russia si vive benissimo. Parola di Fabio De Luca, manager italiano che vive a Mosca e che all'agenzia Adnkronos racconta la vita nella Capitale russa: «Mi chiamo Fabio, sono di Roma e vivo a Mosca da nove anni, dove faccio il direttore marketing e relazioni internazionali della holding di una banca. Ho una moglie russa da 5 anni e una bambina, e non mi muovo da qua: a Mosca si sta benissimo, e Putin tiene davvero a questo Paese», le sue parole.

De Luca smentisce quelli che, a suo avviso, sono luoghi comuni distanti dalla realtà. «Ma quale dittatura! -sbotta De Luca- I media italiani comunicano una realtà che non corrisponde assolutamente a verità. Qui la vita scorre tranquillamente, si può fare tutto, la vita costa meno. I riscaldamenti funzionano ancora», ironizza. E Putin? «È una persona che si occupa del suo Paese, e qui è molto amato -spiega- Certo, ha i suoi detrattori. Ma è stato eletto, non si è eletto da solo. E l'80% delle persone lo rivoterebbe, ve lo assicuro». E lei? «Io ho preso la cittadinanza un mese fa, fresca fresca: lo voterò senz'altro».

Lo scoppio della guerra «non ci ha colto di sorpresa» spiega il manager romano, che osserva: «Nessuno, da parte dell'Europa e dell'America ha dato garanzie sulla posizione della Nato in Ucraina, per cui alla Russia, dopo 15 anni di dialogo, non è rimasta altra scelta per creare delle condizioni di sicurezza. Putin non poteva aspettare di più, è stata per lui una scelta obbligata». Se la guerra si facesse più vicina «ci si può spostare verso est, verso la Cina, dove c'è più tranquillità. La Russia è grande». E conclude: «Cosa direi a Zelensky? Di lasciare in pace l'Ucraina. Ci sono filmati, reportage, che in Italia non vengono mostrati, che fanno vedere cosa fa l'esercito ucraino ai suoi civili. Ceda alle richieste della Russia, neutralità e niente Nato, e questo riporterà la pace istantaneamente». 

mercoledì 9 giugno 2021

Denise Pipitone a Storie Italiane, la segnalazione: «Ho incontrato "Danas", la bambina del video parlava italiano»

Storie Italiane con Eleonora Daniele ripercorre la vicenda di Denise Pipitone e riporta la segnalazione di una persona che avrebbe riconosciuto la donna nel video girato nel 2004 a MIlano dalla guardia giurata Felice Grieco. Nel filmato veniva ripresa anche una bambina di nome “Danas”. Stando alla ragazza che si è spontaneamente presentata in questura la donna si chiamerebbe Florina e all’epoca del loro incontro viveva in un campo nomadi nei pressi di Parigi.

Denise Pipitone, la segnalazione

Il loro incontro risale al 2018. La donna aveva una figlia che diceva di essere stata adottata e aveva un accento italiano. Danas, ripresa a Milano a poco più di un mese dalla scomparsa della piccola di Mazara del Vallo, era in compagnia di una donna rom e un bambino che suonava la fisarmonica. In molti hanno subito seguito quella pista, ma adesso si parla di un possibile viaggio in Francia. 

Durante la trasmissione "Quarto Grado" è stata mandata in onda una comparazione linguistica eseguita dal professor Luciano Romito dell'università della Calabria che riprende una frase di Denise da un video registrato nel 2004 dalla madre, Piera Maggio, confrontandola con le parole pronunciate dalla bambina di Milano: «Dove mi porti?». Dalla comparazione dell'esperto è emerso che l'inflessione linguistica sarebbe la stessa, il che farebbe pensare che almeno la provenienza geografica delle due bambine, in questo caso la Sicilia, potrebbe essere uguale. 

martedì 30 marzo 2021

Isola dei famosi, Valeria Marini nuova concorrente: il reality spagnolo sfida quello italiano

Una nuova avventura quella che si appresta a vivere Valeria Marini partecipando a L’Isola dei Famosi spagnola. La showgirl ha accettato di volare in Honduras per questa sfida professionale che non possiamo definire nuova: nel 2008 ha preso parte a L’Isola come guest star, nel 2012 come concorrente ha resistito 44 giorni, nel 2018 solo 3 giorni per una apparizione speciale. 

La versione spagnola del reality ambientato in Honduras ha già visto partecipare con profitto diverse star nostrane: Carmen Russo nel 2006 ha addirittura vinto, Valerio Pino ha preso parte all’edizione del 2007, Elisa De Panicis nel 2015 e Paola Caruso nel 2017. Ora tocca alla nostra Valeria mantenere alto il nome dell’Italia sperando faccia un percorso come solo lei sa fare… E chissà che, proprio grazie alla sua presenza, non si realizzi un crossover tra le due edizioni! 

Post in evidenza

Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi denunciati dai domestici per violenza e sfruttamento del lavoro irregolare

Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi sono stati denunciati per sfruttamento del lavoro irregolare e violenza domestica dai loro domestici. A sp...