martedì 20 aprile 2021

Genova, Roberta muore dopo l'asportazione del neo in un agriturismo: arrestati medico e "santone" accusati anche di violenza sessuale

Avrebbero causato la morte di una ragazza dopo l'asportazione di un neo, morte avvenuta in ottobre al S.Martino di Genova. I carabinieri di Genova hanno arrestato il dirigente medico di chirurgia generale di un ospedale bresciano e il presidente e guida spirituale di un centro olistico, accusati di omicidio volontario con dolo eventuale, violenza sessuale e circonvenzione di incapaci.

Secondo le indagini, alla ragazza, che frequentava il centro, il medico aveva asportato un neo operando nell'agriturismo gestito dal 'santone' senza i dovuti accertamenti istologici. Dopo l'asportazione, si sarebbero sviluppate numerose metastasi. 

La vicenda

Si chiamava Roberta Repetto, ed era figlia dell'ex sindaco di Chiavari Renzo Repetto, che ha guidato la cittadina del Tigullio dal 1989 al 1993, la ragazza operata per un neo nel centro olistico 'Anidrà di Borzonasca (Genova) e morta all'ospedale San Martino. Per la sua morte sono stati arrestati stamani il 'santonè del centro, Paolo Bendinelli e il dottor Paolo Oneda, dirigente di Chirurgia generale dell'ospedale di Manervio, che l'aveva operata al centro (foto, sotto).

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri dopo l'intervento, avvenuto sul tavolo della cucina e senza anestesia, Bendinelli e Oneda avrebbero prescritto alla donna «tisane zuccherate e meditazione». Alla comparsa dei dolori e del primo linfonodo «i due avrebbero omesso di indirizzarla verso specifiche cure mediche», tranquillizzandola sulla sua guarigione. Quando è comparso il secondo linfonodo «le hanno detto che era segno della risoluzione del conflitto» e che «stava drenando la parte tossica». Le condizioni della donna sono rapidamente peggiorate tanto che su richiesta dei familiari è stata trasferita all'ospedale di Lavagna il primo ottobre 2020 dove i medici hanno diagnosticato «diffuse metastasi» prima di indirizzarla al San Martino di Genova. Qui la donna è morta il 9 ottobre 2020. 

Le perquisizioni al centro olistico 'Anidrà, nell'ambito dell'indagine avviata sulla morte di Roberta Repetto conseguente, secondo gli inquirenti, all'asportazione di un neo avvenuta nella cucina, sono state estese a tutti gli aspetti funzionali del centro olistico, con il supporto anche del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e del Nas di Genova per le competenze specifiche, e della Guardia di Finanza di Chiavari per gli aspetti fiscali. I carabinieri di Genova, inoltre, invieranno le «dovute comunicazioni» agli Ordini dei Medici ai quali erano iscritti il dottor Paolo Oneda, dirigente di Chirurgia generale dell'ospedale di Manerbio, arrestato stamani assieme al 'santonè del centro Paolo Bendinelli, e la psicologa indagata, per «le misure ritenute opportune». 

lunedì 19 aprile 2021

Non è l'Arena, malore in diretta per Massimo Giletti: «Vediamo se riusciamo a continuare»

Malore in diretta a Non è l’Arena per Massimo Giletti. Il conduttore è apparso provato e sudato durante la puntata di ieri sera in onda su La 7 e si è subito scusato con i telespettatori: «Voglio arrivare almeno alle 22 – ha detto -. Vediamo se riusciamo a continuare». Giletti ha proseguito la conduzione fino alla fine, ma faceva fatica a parlare. Ha chiesto di avvisare la rete e a un certo punto ha mandato la pubblicità.

Massimo Giletti, malore in diretta

Non è la prima volta che Giletti accusa un malore nel corso di una sua trasmissione tv. Per qualcuno si sarebbe sentito male subito dopo il dialogo acceso con il ministro della Salute Roberto Speranza presente nella puntata di Non è l'Arena di ieri per parlare del caso legato al Piano Pandemico e al dossier Oms ritirato.

Beppe Grillo difende il figlio: «Sui giornali da due anni, perché non lo arrestano? Sono c***ni, non stupratori»

Beppe Grillo furioso per il caso del figlio Ciro, dopo le accuse di stupro a quest'ultimo insieme ad altri suoi tre amici. Il comico e garante del Movimento 5 Stelle, in un video pubblicato sui suoi canali social, ha preso le difese del figlio ed è partito all'attacco: «Perché non li avete arrestati subito? Ce li avrei portati io in galera, a calci nel culo. Perché vi siete resi conto che non è vero niente, non c'è stato alcuno stupro», dice Grillo nel video.

«Una persona che viene stuprata la mattina, al pomeriggio va in kitesurf e dopo otto giorni fa la denuncia... Vi è sembrato strano. Bene, è strano», aggiunge il comico genovese. «Ormai sono due anni, sono stufo. Se dovete arrestare mio figlio, perché non ha fatto niente, allora arrestate anche me perché ci vado io in galera». «Mio figlio è su tutti i giornali come uno stupratore seriale insieme ad altri tre ragazzi. Voglio chiedervi, voglio una spiegazione sul perché un gruppo di stupratori seriali, compreso mio figlio, non sono stati arrestati. Perché non li avete arrestati?».

«La legge dice che gli stupratori vengono presi e messi in galera, interrogati in galera o ai domiciliari. Sono lasciati liberi per due anni... Perché non li avete arrestati subito?», incalza Grillo. «C'è un video, passaggio per passaggio, e si vede che c'è la consensualità: un gruppo che ride, ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono in mutande e saltellano col pisello così perché sono quattro coglioni, non quattro stupratori».

Fabrizio Corona choc, sangue per tutta casa, arriva l'ambulanza e la polizia: «Ne ho perso molto»

Fabrizio Corona si fa ancora del male dopo essere uscito dal carcere. Nelle ultime stories di Intagram si è mostrato ancora una volta con il volto ricoperto di sangue e una fascia attorno al braccio. Il personale medico è corso a casa sua per soccorrerlo. «Ho perso molto sangue», dice l'ex re dei paparazzi. «Adesso vado a curarmi, poi vado in carcere», spiega a qualcuno al telefono. 

Fabrizio Corona è uscito dal carcere di Monza ed è tornato a casa, agli arresti domiciliari da pochi giorni. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano l'11 marzo scorso aveva revocato, per una serie di violazioni delle prescrizioni, il differimento pena in detenzione domiciliare che era stato concesso nel dicembre 2019 a Corona per una patologia psichiatrica di cui soffre. Decisione che era stata duramente contestata sia dall'ex agente fotografico, che si era ferito ad un braccio, aveva rotto il vetro di un'ambulanza ed era finito in ospedale in psichiatria per oltre 10 giorni, sia dalla sua difesa. 

Meghan Markle, «Grazie a Dio non c'era, non era neanche innammorata». Il commento “gela” Domenica Live

«Grazie a Dio, non c’era. La sua presenza avrebbe messo ancora una spina nel fianco della famiglia. Questa giovane donna americana, attrice non di primo piano, sicuramente grande arrampicatrice… ».

A Domenica Live, Enrica Bonaccorti critica duramente Meghan Markle, a margine dei commenti sui funerali di Filippo di Edimburgo. «Secondo me non era neanche innamorata», dice Bonaccorti, commentando le nozze con Harry.

Roberto Alessi contesta altrettanto duramente la stessa Bonaccorti, ricordandole la sua storia, vissuta in passato,  con Carlo di Borbone.

Bonaccorti sottolinea: «Era molto diverso. Io mi sono allontanata dalle scene». Il dialogo si fa decisamente caldo.

Bonaccorti fa un passo indietro sulla contestata affermazione “non di primo piano”: «Pensavo A Grace Kelly».

Domenica In, le lacrime in diretta di Franco dei "Ricchi e Poveri"

Franco Gatti dei "Ricchi e Poveri" si commuove durante la diretta di Domenica In e ringrazia Mara Venier: «Sei un esempio di vita per me». Durante l’intervista, in un clima di festa e di allegria, Franco ha avuto un crollo parlando di un episodio che aveva condiviso tempo fa con la stessa Mara Venier.

«Devo ringraziarti, per essere presente nel mondo dello spettacolo», queste sono le parole pronunciate da Franco, che ha spiegato di aver vissuto un periodo davvero molto buio dal quale non riusciva a uscire. Gatti ha dovuto affrontare la tragedia della morte del figlio e aveva deciso di ritirarsi dalle scese. Ma un incontro con Mara Venier contribuito a farlo tornare sulle scene, come ha spiegato lui stesso nel programma di oggi pomeriggio.

Robert De Niro costretto ad accettare qualsiasi ruolo: «Non so più come pagare i diamanti della mia ex moglie»

Robert De Niro, secondo il suo avvocato, è sull’orlo della bancarotta ed è costretto ad accettare qualsiasi ruolo cinematografico per assecondare le assurde pretese della moglie da cui si sta separando, e che continua a «sperperare denaro in abiti di Stella McCartney e in anelli con brillanti del valore di oltre un milione di dollari». 

Nel corso di un’udienza a New York, la legale del 77enne grande attore, Caroline Krauss, ha attaccato duramente la signora Grace Hightower, con cui l’attore si sposò nel 1997, si separò  l’anno seguente e risposò per una seconda volta nel 2004. La coppia sta portando avanti una causa di divorzio da dicembre del 2018 e, dopo aver litigato per l'affidamento del figlio di nove anni, ora le discussioni riguardano esclusivamente denaro e proprietà.

De Niro - che ha sei figli avuti con la Higtower e con la prima moglie Diahnne Abbott - è tornato ad essere in debito nei confronti del fisco, e deve pagare una cifra astronomica per rimettersi in pari, ha arringato la legale. «De Niro - ha detto la Krauss in tribunale - ha 77 anni, e non dovrebbe essere costretto a lavorare a questo ritmo forsennato, sei giorni a settimana e dodici ore al giorno, perché costretto a farlo. Potrebbe ammalarsi, e la festa è finita».

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