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lunedì 25 ottobre 2021

Alcol, tabacco, scommesse e porno: così gli adulti fanno affari sui ragazzi minorenni. Lo studio choc del Moige

Minori facili prede di alcol, tabacco, gioco d'azzardo e pornografia. Tutto a portata di mano con gli adulti che, invece di controllare, ci guadagnano. L'allarme è inquietante e viene dal Moige, il Movimento Italiano Genitori, attraverso l'indagine Venduti ai Minori, realizzata con l'istituto Piepoli su oltre 1.000 minori dai 10 ai 17 anni.

NO LIMITS. Il 57% dei ragazzi dichiara che, quando compra bevande alcoliche, nessuno verifica la sua età, la percentuale nel sud e nelle isole raggiunge il 65%, mentre al centro scende al 50% e al nord al 28%.

FUORI LEGGE Lo stesso vale per il tabacco e le sigarette: senza verifiche il 62% degli acquisti. I controlli ai distributori vengono aggirati, nell'11% dei casi, con il documento di amici, fratelli o genitori. Acquisti senza controllo anche nel 71% dei casi per infiorescenze di cannabis light.

LUDOPATIA Il rischio del gioco d'azzardo è diffuso anche tra i minori: gioca al gratta e vinci il 69% degli intervistati, il 45% con le scommesse sportive, seguono lotto, superenalotto e slot machine. I controlli sull'età sono assenti nel 65% dei casi. Per il gioco online e i videogiochi vietati agli under18 i controlli sull'età sono ancora più deboli.

ACCESSI HOT L'81% dei siti pornografici non verifica l'età dell'utente. Non solo. Quando viene chiesta l'età, il minore nel 15% dei casi mente. Spaventa anche lo scarso utilizzo dei genitori del parental control: solo un minore su 4 ha l'accesso limitato ai contenuti pornografici.

SOS GENITORI «I minori non possono subire un abuso commerciale lesivo della loro salute da parte degli adulti commenta Antonio Affinita, Direttore generale del Moige altrettanto grave è il vuoto normativo riguardo a cannabis light e videogiochi classificati dal Pegi come +18. Occorre con urgenza un intervento legislativo per evitare nei giovani comportamenti devianti o che sviluppino dipendenze».

sabato 10 aprile 2021

“Petrol Mafia Spa”, orologi di lusso nelle uova di Pasqua ed esponenti dei Casalesi nel consiglio di amministrazione. Così agiva Anna Bettz

«Gli famo un uovo di Pasqua e glieli mettiamo dentro o meglio dentro una colomba? Mi servono due orologi da donna. Quei due so da uomo. Ne devo portà due, al direttore generale, al capo quello delle garanzie e a quell'altri li... gli facciamo il “Date Just” uno normale senza brillanti e l'alro coi brillanti intorno e dentro... Facciamo un uovo un po' più grande».

È questo uno dei passaggi che proverebbero i tentativi di corruzione alle Dogane messi in atto da Anna Bettz, la cantante e showgirl di 62 anni, al secolo Anna Bettozzi, arrestata ieri dal Gico della guardia di finanza e dal Ros dei carabinieri nell'ambito dell'operazione "Petrol Mafia Spa".

Per gli inquirenti, che hanno sgominato un'organizzazione criminale dedita alle frodi nel settore petrolifero dove sono state arrestate 70 persone, la Bettz era il capo induscusso del gruppo criminoso, colei che dava gli ordini addirittura ai membri della Camorra.

L'anello di congiunzione tra la cantante e i clan Moccia è Alberto Coppola considerato dai detective l'uomo cerniera fra gi imprenditori legati al mondo dei carburanti e la criminalità organizzata. È proprio con quest'ultimo che si trova Anna Bettozzi il 18 aprile 2019, dopo la mezzonotte, quando il trojan capta la conversazione alla quale è presente pure Roberto Strina, il figlio della cantante finito in carcere. 

Anna Bettozzi, l'aspirante popstar in manette per affari con la camorra

D'altronde che la principale indagata conoscesse lo spessore criminale dei soggetti con i quali faceva affari d'oro, lo ammette lei stessa in un'intercettazione con la sorella Piera, definita dagli investigatori autoaccusatoria. In questa circostanza, la Bettz voleva scoraggiare altri ad entrare nel giro illegale dei carburanti. «A Piè io c'ho la Camorra dietro, tu 'ndo caz... vai», dice alla sorella.

Inoltre la ricca ereditiera non si faceva problemi ad inserire nel consigli di amministrazione dell'azienda “Made Petrol” alcuni prestanome dei Casalesi per usarli come schermo, come consigliato da Felice D'Agostino, compagno di Virginia Di Cesare, figlia della Bettozzi. «Allora lui consiglia (il casalese ndr), dice anche per dare uno slancio all'azienda, hai voglia di fare un cda potente dietro?». Al genero Anna Bettz risponde:«Certo, stiamo facendo, mettiamoci pure uno di loro se vuoi».

E Felice D'Agostino sottolinea:«Tutta gente di un certo livello e garantiscono a prescindere il lavoro che fai borderline». Ma la Bettz lo avvisa:«No Felì, se uno o due devono sta dentro lo devono fa come diciamo noi, che non sanno manco quello che stamo a fa, non devono capì più de tanto... ». 

venerdì 9 aprile 2021

Anna Bettozzi, l'aspirante popstar in manette per affari con la camorra

Hanno fatto il pieno. Non di benzina ma di arresti, richiesti ed eseguiti da ben tre Procure. Tra le 71 persone finite in manette, c'è anche la 56enne imprenditrice romana del settore dei carburanti, Anna Bettozzi in arte Anna Bettz, cantante e ricca ereditiera del petroliere Sergio Di Cesare. «Ah Piè, io dietro c'ho la camorra!».

Era pienamente consapevole di chi erano i suoi nuovi soci in affari Anna Bettozzi. Lei, che si vantava al telefono di avere avuto come soci Tronchetti Provera e Berlusconi, aveva trovato più redditizio legarsi a gruppi camorristici. E gli affari non a caso andavano a gonfie vele.

Ma ieri all'alba i finanzieri del Gico ed i carabinieri del Ros hanno fatto irruzione nelle abitazioni degli indagati per notificare le ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal giudice per le indagini preliminari Tamara De Amicis. Per tutti le accuse vanno dall'associazione per delinquere di stampo mafioso (costituita per la commissione di plurimi reati tributari), all'illecita commercializzazione di prodotti petroliferi, al riciclaggio ed all'autoriciclaggio per agevolare le attività di associazioni di tipo mafioso.

I riflettori, neppure a drlo, si sono subito accesi sulla Bettozzi, cui viene attribuito anche il pagamento in nero di una parcella all'attore Gabriel Garko. Petrol Mafie Spa, così gli investigatori hanno battezzato la vasta operazione anticrimine che fatto emergere la gigantesca convergenza di strutture e pianificazioni mafiose nella commercializzazione di carburanti.

Il business miliardario di oltre un miliardo di euro, che consisteva oltre che nel contrabbando di benzina anche nella creazione di società cartiere che gestivano il trasporto con le cisterne, era stato messo in piedi da vari clan della camorra e della ndrangheta, come i Moccia, i Mazzarella e le cosche calabresi dei Mancuso, dei Bonavota, degli Anello, dei Piscopisani, dei Piromalli e dei Pelle. La cerniera, tra le organizzazioni criminali e la famiglia Di Cesare, secondo quanto è emerso dalle indagini era Felice D'Agostino. Quest'ultimo è marito di Virginia Di Cesare, figlia di Anna Bettozzi.

Amicizie pericolose, consulenti aziendali disonesti che, si presentavano come i salvatori e i ristrutturatori dell'azienda in crisi, hanno trascinato l'impero economico creato da Sergio Di Cesare ed ereditato dalla Bettozzi prima nel vortice dei debiti tributari, e poi nelle braccia del crimine organizzato. Le indagini sono ancora in corso e riguardano colletti bianchi e politici a servizio del business criminale.

martedì 7 novembre 2017

La regina Elisabetta finisce nei Panama Papers: milioni di sterline alle isole Cayman. Nella lista anche Bono, Madonna, Rania di Giordania e Soros

ROMA - Ci sono anche milioni di sterline di profitti generati da proprietà private della regina Elisabetta fra gli investimenti offshore di ricchi e potenti svelati dalle nuove carte dei Panama Papers. La regina risulta aver investito ingenti somme nel paradiso fiscale della Cayman attraverso il Ducato di Lancaster. La rivelazione è riportata con evidenza dal Guardian. Imbarazzo pure per Lord Ashcroft, businessman ed ex dirigente del Partito Conservatore britannico, che avrebbe a sua volta nascosto una fortuna pari a 450 milioni su conti offshore.
I dettagli arrivano da un nuovo leak dei Panama Papers, ottenuto da alcuni server provider di 19 paradisi fiscali: da qui il nome di Paradise Papers.
Bono, Madonna, Rania di Giordania, il finanziere George Soros, un ministro di Donald Trump sono alcuni dei personaggi famosi che compaiono nella nuova lista 'nerà dei paradisi off-shore. Oltre 13,4 milioni di documenti riservati ottenuti dal tedesco Suddeutsche Zeitung che li ha condivisi con l'International Consortium of Investigative Journalists e i suoi partner tra i quali il Guardian, la Bbc, il New York Times e l'Espresso pubblica in esclusiva per l'Italia insieme con Report, la trasmissione d'inchiesta di Raitre.
Il segretario al Commercio di Donald Trump, Wilbur Ross, coinvolto nella nuova inchiesta sui paradisi off-shore svelata dai Panama Papers gestisce affari che hanno legami con il genero del presidente russo Vladimir Putin. Si tratta in particolare di una società di navigazione nella quale Ross ha interessi e con la quale ha effettuato una serie di investimenti offshore, secondo le nuove rivelazioni.

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