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martedì 7 novembre 2017

La regina Elisabetta finisce nei Panama Papers: milioni di sterline alle isole Cayman. Nella lista anche Bono, Madonna, Rania di Giordania e Soros

ROMA - Ci sono anche milioni di sterline di profitti generati da proprietà private della regina Elisabetta fra gli investimenti offshore di ricchi e potenti svelati dalle nuove carte dei Panama Papers. La regina risulta aver investito ingenti somme nel paradiso fiscale della Cayman attraverso il Ducato di Lancaster. La rivelazione è riportata con evidenza dal Guardian. Imbarazzo pure per Lord Ashcroft, businessman ed ex dirigente del Partito Conservatore britannico, che avrebbe a sua volta nascosto una fortuna pari a 450 milioni su conti offshore.
I dettagli arrivano da un nuovo leak dei Panama Papers, ottenuto da alcuni server provider di 19 paradisi fiscali: da qui il nome di Paradise Papers.
Bono, Madonna, Rania di Giordania, il finanziere George Soros, un ministro di Donald Trump sono alcuni dei personaggi famosi che compaiono nella nuova lista 'nerà dei paradisi off-shore. Oltre 13,4 milioni di documenti riservati ottenuti dal tedesco Suddeutsche Zeitung che li ha condivisi con l'International Consortium of Investigative Journalists e i suoi partner tra i quali il Guardian, la Bbc, il New York Times e l'Espresso pubblica in esclusiva per l'Italia insieme con Report, la trasmissione d'inchiesta di Raitre.
Il segretario al Commercio di Donald Trump, Wilbur Ross, coinvolto nella nuova inchiesta sui paradisi off-shore svelata dai Panama Papers gestisce affari che hanno legami con il genero del presidente russo Vladimir Putin. Si tratta in particolare di una società di navigazione nella quale Ross ha interessi e con la quale ha effettuato una serie di investimenti offshore, secondo le nuove rivelazioni.

lunedì 1 maggio 2017

Gigi D'Alessio verso il processo: evasione fiscale da 6 milioni

Un'evasione fiscale milionaria porta il cantante Gigi D'Alessio a un passo dal banco degli imputati. Il pm Saverio Francesco Musolino ha infatti firmato una richiesta di rinvio a giudizio a carico dell'artista che, insieme ad altre quattro persone, rischia ora di finire a processo. Per la procura, D'Alessio e soci non avrebbero dichiarato i redditi di una società del cantante, la "GGD Productions srl", occultando o distruggendo le scritture contabili relative all'anno 2010. Il fatturato "nascosto" sarebbe pari a più di 6 milioni. L'evasione contestata dagli inquirenti, invece, ammonterebbe a 997mila e 581 euro per quanto riguarda l'Ires e 770mila e 613 euro in relazione all'Iva.
Nel capo d'imputazione notificato nei giorni scorsi al musicista, si legge che, in concorso con altre quattro persone, il cantante «al fine di consentire alla società "GGD Productions srl" di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto» avrebbe «alienato con atto notarile del 21 aprile 2010» le quote dell'azienda a un prestanome che, con un atto successivo, «alienava simulatamente tali partecipazioni a una società di diritto americano con sede in Delawere, cui apparentementemente veniva consegnata la documentazione contabile e amministrativa». Per il pm Musolino e per i finanzieri del Nucleo tutela entrate, in questo modo, le «scritture» sarebbero state «distrutte o comunque occultate». Il tutto per non consentire la ricostruzione del volume d'affari della società.  L'azienda avrebbe così evitato di denunciare redditi per più di 6 milioni, presentando un'infedele dichiarazione fiscale.
Uno dei soci del cantante è anche accusato di simulazione di reato. In una denuncia presentata ai carabinieri il 17 marzo 2014, infatti, ha dichiarato che i documenti contabili della società erano all'interno di una macchina che gli era appena stata rubata. Per la procura, si tratterebbe di una menzogna. Ora, la decisione passa nelle mani del gup.

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