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giovedì 21 luglio 2022

Tatuaggi e operazioni, si trasforma in "Black Alien", poi la beffa: «Non trovo lavoro, le persone mi giudicano»

Un uomo che ha intrapreso un progetto di modifica del corpo per diventare un "alieno nero" ha parlato del lato oscuro della sua estrema trasformazione: la difficoltà nel trovare lavoro. Anthony Loffredo, questo il nome del "black alien" che ha raccontato il suo processo di modifica su Instagram, è facilmente riconoscibile tra la folla: il suo corpo è interamente ricoperto di tatuaggi scuri e sfoggia diversi impianti, tra cui sulla testa e sulle braccia, oltre ad avere i bulbi oculari iniettati di inchiostro e la lingua biforcuta. 

Di orgine francese, Loffredo ha iniziato a creare il suo look da rettile all'età di 27 anni e nell'arco di sette anni è riuscito a raccogliere 1,2 milioni di follower sui social. Ora, nonostante abbia contemplato ancora più interventi chirurgici e modifiche del corpo, Black Alien ha messo in guardia gli altri dal seguire le sue orme. «Questo tipo di cambiamento non è solo un tatuaggio, è qualcosa di più grande», ha sottolineato, parlando al podcast Club 113. «Non riesco a trovare un lavoro, ci sono molte cose negative. Potrebbe essere positivo perché ti fa sentire meglio, ma devi sapere che c'è anche un lato oscuro». In un'altra parte dell'episodio del podcast, il francese ha raccontato di come le persone attraversino persino la strada per evitarlo, ammettendo che molti non capiscono il suo progetto. Ha detto: «È una lotta tutti i giorni, perché ogni giorno trovi nuove persone che non capiscono, che vogliono giudicare. È la vita, non tutti capiscono tutto. Come me, non capisco molte cose di molte persone. Non puoi giudicare qualcuno, nessuno sa cosa c'è nella testa di qualcuno, perché lo stanno facendo, devi parlare con questa persona».

La trasformazione e la normalità

Per ottenere la sua immagine extraterrestre, Anthony si è fatto amputare due dita sulla mano sinistra, così come le orecchie, e ha oltre 40 impianti nella sua testa. Ma, nonostante il suo aspetto radicale, l'appassionato d'arte ha sottolineato che vuole essere trattato come tutti gli altri. Ha sottolineato: «Sono un ragazzo normale, lavoro, ho una famiglia... Mi piace essere guardato come un ragazzo normale con un lavoro, una famiglia, un'amica, una ragazza, tutto questo. Questo è ciò che mi rende normale».

lunedì 14 giugno 2021

Ardea, il volto del killer Andrea Pignani: ha sparato alle prime persone che ha trovato. La rabbia: «Solo un giorno di Tso»

Ardea, il giorno dopo la strage il dolore resta ma viene affiancato dalla rabbia. È quello che traspare dalle parole del legale dei genitori di Daniel e David Fusinato, i due fratellini uccisi insieme a Salvatore Ranieri da Andrea Pignani, 35enne con problemi psichici che ieri mattina ha iniziato a sparare colpi di pistola nel consorzio di Colle Romito. L'uomo si è poi barricato in casa e suicidato.

«Una pattuglia dei carabinieri era passata sul posto appena cinque minuti prima che venissero esplosi i colpi: i militari erano venuti a controllare che il mio assistito, papà di Daniel e David, rispettasse l'obbligo dei domiciliari. Sono stati proprio loro i primi a intervenire. La mamma ha visto i figli morire, li ha trovati in una pozza di sangue e ancora respiravano» - ha spiegato Diamante Ceci, legale della famiglia Fusinato - «La famiglia aveva deciso di vivere in quel comprensorio perché era un posto tranquillo dove crescere i bambini. Si erano trasferiti in quella casa da circa un anno e mezzo. Ho avuto modo di sentire i miei assistiti questa mattina, sono distrutti ma chiedono rispetto per questo dramma assurdo che stanno vivendo».

La legale della famiglia Fusinato non nasconde l'amarezza per una strage inaccettabile ma non inevitabile. «Ci auguriamo che la Procura di Velletri faccia chiarezza su tutto, anche sui soccorsi che secondo alcuni testimoni sarebbero arrivati dopo 40 minuti. Si chiarisca anche il ruolo della madre e della sorella del killer. Perché aveva la pistola del padre morto a novembre? Perché, dopo aver minacciato la madre con un coltello, era stato sottoposto ad un Tso e rilasciato il giorno dopo?» - spiega l'avvocato - «Prima di quanto avvenuto non c'era mai stata alcuna lite tra la famiglia Fusinato e Andrea Pignani, non si conoscevano neanche. Attendiamo ancora le condoglianze del sindaco di Ardea».

Ardea, il dolore del giorno dopo nel ricordo delle vittime

Intanto, sul luogo della strage, residenti e non stanno compiendo questa mattina un vero e proprio pellegrinaggio in memoria di Daniel, David e Salvatore. C'è chi lascia dei fiori, chi un pallone, chi altri giocattoli e diversi messaggi. «Volate tra gli angeli: ciao Daniel, ciao David» - si legge in vari biglietti - «Quando un'anima innocente viene uccisa per mano di un adulto, siamo tutti colpevoli. Perdonateci piccoli, se potete. Che la terra vi sia lieve».

Ardea, la ricostruzione: una strage per le vie di Colle Romito

La procura di Velletri ha avviato un'indagine per omicidio e domani sarà affidato l'incarico per effettuare le autopsie delle vittime, che saranno svolte presso l'istituto di medicina legale del Policlinico Tor Vergata. L'indagine dovrà innanzitutto chiarire perché Andrea Pignani avesse in casa la pistola appartenuta al padre, guardia giurata, morto nel novembre scorso: a tal proposito, la madre e la sorella del killer saranno interrogate di nuovo. Da una prima ricostruzione, Andrea Pignani sarebbe uscito di casa intorno alle 11, con felpa, zainetto e guanti, percorrendo alcune strade di Colle Romito con la pistola in pugno. Qui avrebbe sparato ad un anziano che stava lavorando con una carriola, ma mancandolo: l'uomo è riuscito a mettersi in salvo. Poi, però, il 35enne ha incontrato i due fratellini e sparato al più grande, Daniel; a quel punto è intervenuto il 74enne Salvatore Ranieri, che avrebbe tentato di soccorrere il bambino di dieci anni ma è stato colpito alla nuca. Subito dopo, Pignani ha ucciso anche il piccolo David, per poi tornare a piedi verso casa, barricandosi all'interno.

martedì 8 giugno 2021

Francia, aggredito il presidente Macron: «Colpito con uno schiaffo». Fermate due persone

Il presidente francese Emmanuel Macron è stato aggredito con uno schiaffo mentre era in visita nella Drome, nel sud-est della Francia: Macron è impegnato in questi giorni in una serie di visite in diverse regioni del Paese. Il Capo dello Stato francese è stato avvicinato da un uomo, un anarchico, ed è stato colpito in piena faccia con uno schiaffo: ripreso da alcuni presenti e postato sui social network, l'accaduto è stato confermato dall'Eliseo. Due persone sono state fermate.

Da quanto si può vedere dal video che ha già fatto il giro del web, Macron - che era in visita a Tain-l'Hermitage ed era appena uscito da una scuola alberghiera - si stava allontanando dalla folla trattenuta dietro le barriere e stava per rientrare nell'automobile che lo attendeva. Vedendo le persone che lo chiamavano, si è riavvicinato alle transenne e il primo uomo verso il quale si è diretto lo ha afferrato per il braccio e colpito con uno schiaffo (mano destra contro guancia sinistra). L'uomo che ha colpito Macron è stato immediatamente bloccato e posto in stato di fermo - insieme a una seconda persona a lui vicina - dagli uomini della sicurezza del presidente.

Le immagini riprendono poi il presidente che si riavvicina alla folla per continuare a parlare con i presenti. Macron, ha fatto sapere l'Eliseo, ha poi continuato la visita. «Lancio un appello a un risveglio repubblicano, ci riguarda tutti, ne va delle basi della nostra democrazia», ha commentato in Parlamento il premier francese, Jean Castex. Coinvolto ieri in una polemica per aver evocato gravi violenze nella settimana che precederà le presidenziali del 2022, Jean-Luc Melenchon, leader della sinistra radicale de 'La France Insoumise', è stato il primo a reagire: «Solidarietà al presidente. Ora cominciate a capire che i violenti passano all'azione?».

lunedì 24 maggio 2021

Incidente a Ciao Darwin, quattro persone rischiano il processo dopo che un concorrente è rimasto paralizzato

Quattro persone rischiano un processo dopo l'incidente a Ciao Darwin che ha reso invalido un concorrente. I fatti risalgono al 2019 quando un uomo è rimasto gravemente ferito durante il gioco della trasmissione con dei rulli scivolosi.

Gabriele Marchetti, di 56 anni, rimase vittima di una brutta caduta durante le registrazioni di una puntata del programma. L’uomo venne subito trasportato al Policlinico Umberto I di Roma e poi trasferito alla Fondazione Santa Lucia per dare inizio al percorso di riabilitazione. Da subito Bonolis si è detto dispiaciuto per il concorrente e per la sua famiglia, spiegando di aver monitorato da subito la situazione e di aver fatto il possibile per dare un soccorso immediato.

Ora però 4 persone rischiano il processo con l'accusa di lesioni personali gravissime. Si tratta di rappresentati della società Rti, produttrice della trasmissione di Canale 5, il titolare della società produttrice dell'attrezzatura utilizzata per il gioco e la titolare della società che doveva selezionare i concorrenti del programma.

martedì 16 marzo 2021

Covid, Bassetti: «Cinquecento persone che lavorano nel mio ospedale hanno rifiutato il vaccino»

«Lavoro in un ospedale in cui ci sono quasi 500 persone, il 20%, che hanno deciso di non vaccinarsi, siamo su numeri impressionanti. Su questo bisognerebbe avere un'azione rapida, una legge per cui se non ti vaccini non sei idoneo al lavoro. Abbiamo il rischio grandissimo che i nostri cari, le persone che portiamo in ospedale, entrino sani per uscire malati per qualcuno che non si è vaccinato». 

Lo ha affermato il dottor Matteo Bassetti, primario della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, nel corso del suo intervento alla trasmissione Quarta Repubblica su Rete4.

«Su questo - ha precisato parlando della necessità di interventi legislativi - siamo in ritardo, dovevamo pensarci ad aprile. La politica si deve prendere delle responsabilità. Deve dire 'volete lavorare in ospedale? Vi vaccinatè».

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