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venerdì 17 settembre 2021

Padre uccide la figlia nel giorno del compleanno, poi si suicida. I corpi trovati fuori al cancello dai parenti

Tragedia nel padovano, i corpi di due persone, padre e figlia, sono stati trovati poco dopo le 12.30 di oggi all'esterno di una casa in via Palù 72 a Sarmeola di Rubano, alla periferia della città.

La donna avrebbe cercato di fuggire dopo una lite, ma il padre l'ha rincorsa e uccisa a colpi di pistola davanti al cancello dell'abitazione. Poi ha rivolto l'arma verso se stesso e si è tolto la vita. Entrambi i cadaveri sono stati trovati sulla strada da alcuni parenti che stavano andando nella casa per festeggiare il compleanno.

Sulla tragica vicenda stanno indagando i Carabinieri. 

lunedì 14 giugno 2021

Ardea, il volto del killer Andrea Pignani: ha sparato alle prime persone che ha trovato. La rabbia: «Solo un giorno di Tso»

Ardea, il giorno dopo la strage il dolore resta ma viene affiancato dalla rabbia. È quello che traspare dalle parole del legale dei genitori di Daniel e David Fusinato, i due fratellini uccisi insieme a Salvatore Ranieri da Andrea Pignani, 35enne con problemi psichici che ieri mattina ha iniziato a sparare colpi di pistola nel consorzio di Colle Romito. L'uomo si è poi barricato in casa e suicidato.

«Una pattuglia dei carabinieri era passata sul posto appena cinque minuti prima che venissero esplosi i colpi: i militari erano venuti a controllare che il mio assistito, papà di Daniel e David, rispettasse l'obbligo dei domiciliari. Sono stati proprio loro i primi a intervenire. La mamma ha visto i figli morire, li ha trovati in una pozza di sangue e ancora respiravano» - ha spiegato Diamante Ceci, legale della famiglia Fusinato - «La famiglia aveva deciso di vivere in quel comprensorio perché era un posto tranquillo dove crescere i bambini. Si erano trasferiti in quella casa da circa un anno e mezzo. Ho avuto modo di sentire i miei assistiti questa mattina, sono distrutti ma chiedono rispetto per questo dramma assurdo che stanno vivendo».

La legale della famiglia Fusinato non nasconde l'amarezza per una strage inaccettabile ma non inevitabile. «Ci auguriamo che la Procura di Velletri faccia chiarezza su tutto, anche sui soccorsi che secondo alcuni testimoni sarebbero arrivati dopo 40 minuti. Si chiarisca anche il ruolo della madre e della sorella del killer. Perché aveva la pistola del padre morto a novembre? Perché, dopo aver minacciato la madre con un coltello, era stato sottoposto ad un Tso e rilasciato il giorno dopo?» - spiega l'avvocato - «Prima di quanto avvenuto non c'era mai stata alcuna lite tra la famiglia Fusinato e Andrea Pignani, non si conoscevano neanche. Attendiamo ancora le condoglianze del sindaco di Ardea».

Ardea, il dolore del giorno dopo nel ricordo delle vittime

Intanto, sul luogo della strage, residenti e non stanno compiendo questa mattina un vero e proprio pellegrinaggio in memoria di Daniel, David e Salvatore. C'è chi lascia dei fiori, chi un pallone, chi altri giocattoli e diversi messaggi. «Volate tra gli angeli: ciao Daniel, ciao David» - si legge in vari biglietti - «Quando un'anima innocente viene uccisa per mano di un adulto, siamo tutti colpevoli. Perdonateci piccoli, se potete. Che la terra vi sia lieve».

Ardea, la ricostruzione: una strage per le vie di Colle Romito

La procura di Velletri ha avviato un'indagine per omicidio e domani sarà affidato l'incarico per effettuare le autopsie delle vittime, che saranno svolte presso l'istituto di medicina legale del Policlinico Tor Vergata. L'indagine dovrà innanzitutto chiarire perché Andrea Pignani avesse in casa la pistola appartenuta al padre, guardia giurata, morto nel novembre scorso: a tal proposito, la madre e la sorella del killer saranno interrogate di nuovo. Da una prima ricostruzione, Andrea Pignani sarebbe uscito di casa intorno alle 11, con felpa, zainetto e guanti, percorrendo alcune strade di Colle Romito con la pistola in pugno. Qui avrebbe sparato ad un anziano che stava lavorando con una carriola, ma mancandolo: l'uomo è riuscito a mettersi in salvo. Poi, però, il 35enne ha incontrato i due fratellini e sparato al più grande, Daniel; a quel punto è intervenuto il 74enne Salvatore Ranieri, che avrebbe tentato di soccorrere il bambino di dieci anni ma è stato colpito alla nuca. Subito dopo, Pignani ha ucciso anche il piccolo David, per poi tornare a piedi verso casa, barricandosi all'interno.

mercoledì 9 giugno 2021

Stefano De Martino eroe per un giorno, la conduttrice confessa: «Mi ha soccorso e portata in braccio per 4 piani»

Stefano De Martino eroe per un giorno. Avrebbe aiutato una collega in difficoltà soccorrendola dopo un infortunio e portandola in braccio per ben quattro piani. Il ballerino è in forma fisicamente e ne ha dato prova anche in questa circostanza. La malcapitata è Andrea Delogu. La conduttrice e scrittrice ha raccontato su Instagram di essersi infortunata al piede e che l’ex marito di Belen Rodriguez l’avrebbe aiutata a tornare a casa.

«Non tutti gli eroi portano la maschera - ha scritto Andrea, condividendo uno scatto in cui mostra il piede infortunato -. Alcuni un six pack da urlo e la forza di portarti in spalla a piedi per quattro piani. Stefano, vai nella notte a proteggere altri innocenti». Disavventura condivisa anche nelle storie di Stefano De Martino.

Secondo il gossip Andrea sarebbe tornata single dopo la fine del matrimonio con Francesco Montanari, mentre Stefano ha chiuso definitivamente il legame con Belen Rodriguez. Non è certo come i due si siano conosciuti, ma l'episodio ha infiammato il gossip. Andrea Delogu che ha 39 anni mentre Stefano De Martino ne ha 31, non ha aggiunto altro e non si è capito neppure il motivo per il quale De Martino l’avrebbe portata sulle sue spalle per quattro paini.

giovedì 20 maggio 2021

Kennedy, la rivelazione: «Il giorno dell'omicidio chiese alla scorta di tenersi a distanza»

Il presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, nel giorno del suo assassinio a Dallas, il 22 novembre 1963, chiese agli uomini della sua scorta di tenersi a distanza. Una rivelazione choc, quella che arriva dal libro Zero Fail: The Rise and Fall of the Secret Service, scritto dalla giornalista Carol Leonnig, del Washington Post.

Nel libro, in uscita il 18 maggio, si racconta la storia presidenziale dal punto di vista del Secret Service, l'agenzia che si occupa appunto della sicurezza dei presidenti. Si parla di come risorse inadeguate, persone da proteggere restie, una cultura machista, hanno spesso lasciato gli agenti impreparati per missioni salvavita. Nel caso dell'assassino di Dallas, all'epoca John Fitzgerald Kennedy chiese che gli agenti fossero collocati su un'auto separata e non su una sorta di asse messa sul portabagagli della vettura presidenziale. «È eccessivo - disse Kennedy a Floyd Boring, supervisor del Secret Service - e dà l'impressione sbagliata alle persone. Abbiamo un'elezione e il punto è che io sia accessibile alla gente».

Sempre secondo quanto si legge nel libro, John Fitzgerald Kennedy fu l'impegno più duro per gli agenti anche a causa del suo comportamento imprudente con le sue scappatelle, per le quali cercava di scaricare gli uomini della sua scorta ad ogni occasione. «Se qualcuno è così pazzo da voler uccidere il presidente degli Stati Uniti, che lo faccia» - disse in un'occasione Kennedy al suo portavoce.

Inoltre, grazie al suo carisma e il suo appeal telegenico, John Fitzgerald Kennedy fu anche il presidente che superò ogni record in fatto di viaggi presidenziali subito dopo la sua elezione nel 1961. All'epoca il Secret Service aveva solo 34 agenti che lavorano in squadre di sei uomini con turni di otto ore ma spesso a causa dei ritmi del presidente erano costretti a turni estenuanti e a sacrificare vacanze o giorni liberi.

mercoledì 10 maggio 2017

Beve un bicchiere della sua urina ogni giorno: "Mi aiuta a stare in forma e a curarmi"

Beve ogni mattina un bicchiere di urina calda e se ne spruzza un po' sul viso. Quella di Dave Murphy, 54 anni, sembra essere una vera e propria routine di bellezza. L'uomo ha perso 48 chili grazie a questo trattamento fai da te.
L'uomo è stato costretto a bere urina quando nel 2012 è rimasto disperso per 30 giorni, notando dei benefici sul suo corpo, ha così deciso di proseguire anche in casa: «Inizialmente la bevevo fredda», ha confessato l'uomo a Metro, «poi mi sono reso conto che calda dava anche maggiori benefici». Grazie alla sua urina Dave ha detto di aver perso oltre 40 chili, in questo modo infatti, ha meno bisogno di nutrienti dal cibo e dalle bevande, ottenendo attraverso la sua stessa pipì tutto quello di cui il corpo ha bisogno.  «L'urina non fa bene solo se bevuta», ha aggiunto Dave, «dà molti benefici anche se ci si lava con essa: è un ottimo prodotto anti invecchiamento e aiuta anche nel trattamento dei dolori». Non è stato semplice ovviamente, inizialmente ha ammesso di essere stato disgustato all'idea di bere la propria urina e la mescolava con il succo di pomplemo, poi è riuscito a superare il suo blocco psicologico e oggi non potrebbe più farne a meno.

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