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martedì 28 giugno 2022

Elena Del Pozzo, l'autopsia: «Sepolta quando era ancora viva». La mamma le ha detto: «Andiamo a giocare in un campo»

Ha infierito su quel corpicino con più di undici coltellate, violentissime. Ma la piccola Elena Del Pozzo non è morta sul colpo: quando la madre Martina Patti cercava di spingere il corpo della piccola dentro alla buca che aveva appena scavato nel campo abbandonato dietro casa, probabilmente, la bambina era ancora viva, avvolta in cinque sacchi neri. Emerge dall'autopsia effettuata ieri nell'ospedale Cannizzaro dal medico legale Giuseppe Ragazzi, nominato dalla Procura di Catania.

L'ORDINANZA

Intanto il gip ha convalidato il fermo della Patti e ha disposto la misura cautelare in carcere. Le accuse sono omicidio premeditato e pluriaggravato, e occultamento di cadavere. Il delitto è stato studiato nei dettagli: la donna, 23 anni, era andata a prendere la piccola all'asilo alle 13, con un'ora di anticipo, poi l'aveva portata a casa - una villetta in via Euclide, a Mascalucia - e l'avrebbe convinta a uscire di nuovo, dicendole che sarebbero andate in un campo a giocare. Invece, in auto aveva caricato una pala, una zappa, un coltello da cucina e cinque sacchi neri, della spazzatura. Elena sarebbe stata infilata in una delle buste e poi accoltellata. Con violenza, con crudeltà, sottolineano gli inquirenti. «Quella donna ha agito con lucida freddezza - ha detto il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro - I colpi sono stati inferti con un'arma compatibile con un coltello da cucina. E sono più di undici. Uno solo è stato letale, perché ha reciso i vasi dell'arteria succlavia, ma la morte non è stata immediata. Il decesso è intervenuto dopo più di un'ora dal pasto che la bimba aveva consumato a scuola intorno alle 13». Ora, quindi, è possibile ricostruire con esattezza l'ora del delitto: le 14. La speranza degli inquirenti è che la piccola fosse stata sedata prima della mattanza. Un dato che verrà chiarito dagli esami tossicologici disposti dalla Procura.

IL SOPRALLUOGO

Ieri i carabinieri del Ris hanno effettuato nuovi rilievi nella villetta di via Euclide e anche nell'area circostante, fondamentali per stabilire se effettivamente la piccola sia stata uccisa nel campo. Gli inquirenti avevano infatti ipotizzato che la piccola potesse essere colpita a morte dentro casa e che qualcuno potesse avere aiutato la madre a trasportare fuori il cadavere. Il sopralluogo è servito anche per cercare l'arma del delitto. Ma non è l'unico punto oscuro della vicenda: nemmeno il movente è chiaro. Per il momento si sospetta una vendetta nei confronti dell'ex compagno, che aveva presentato alla piccola la nuova fidanzata.

«L'ho uccisa nel campo, ma non ricordo i particolari», aveva detto la Patti lunedì notte, crollando davanti agli inquirenti dopo avere mentito per un'intera giornata. Alle 15, infatti, si era presentata dai carabinieri della Tenenza di Mascalucia dicendo di essere stata aggredita da uomini armati che avevano rapito la piccola. «Tornata da scuola, Elena ha voluto mangiare un budino, aveva già pranzato all'asilo, poi ha guardato i cartoni animati dal mio cellulare. Io intanto stiravo, in serata dovevamo andare da un amico di famiglia per festeggiare l'onomastico insieme ai miei genitori e la bambina era contenta», aveva detto Martina, con estrema calma. Troppa, secondo chi indaga. «Io ed Elena siamo uscite per andare a casa di mia madre, ma poi ho rimosso tutto, ricordo solo che siamo scese per le scale null'altro».

GLI INSULTI

Le notizie sulla Patti, dopo la confessione e il ritrovamento della piccola, sono diventate virali sui social. Ieri centinaia di persone hanno insultato e minacciato via web un'omonima della donna: una ragazza di Catania che lavora in un panificio e non conosce nemmeno la ventitreenne di Mascalucia. «Non sono io la mamma della bambina trovata morta», ha scritto su Facebook. Poi, ha denunciato le minacce alla Polizia Postale. Sui suoi profili Fb e Instagram si leggono frasi durissime: «Marcisci in carcere e rifletti su cosa hai fatto», «Sei una m... di donna. Hai ucciso tua figlia, il sangue del tuo sangue», «Ti sei rovinata l'esistenza. Tua figlia ti maledirà, come i tuoi genitori e i tuoi suoceri».

mercoledì 15 giugno 2022

Elena Del Pozzo, il legale della mamma: «Spinta da forza sovrannaturale, ha agito come se non fosse lei»

La Sicilia e l'Italia sono ancora sotto choc per la storia della piccola Elena Del Pozzo, uccisa a cinque anni dalla madre Martina Patti a Mascalucia, nel catanese. Un bigliettino scritto a mano, lasciato su un cuscino a forma di cuore da qualcuno insieme ad una bambolina, è apparso accanto alla buca dove è stato trovato sepolto il corpicino della bambina, a circa 600 metri dalla casa di famiglia.

Accanto al biglietto e al cuore, anche dei fiori di garofano e una bambolina di pezza. «Non so perché la tua mamma ha deciso di farti questo. Anch'io sono mamma e amo mia figlia più di qualsiasi cosa al mondo. Non pensare che non ti abbia amato perché andare via con questo ricordo è terribile. Non si può perdonare ma si può cercare di capire che malgrado tutto sei stata amata», si legge nel toccante bigliettino.


Legale mamma: «Spinta da forza sovrannaturale»

«Ha agito come se non fosse lei, come se avesse avuto una forza sovrannaturale alla quale non ha potuto resistere e non c'è stato un pensiero che l'ha potuta frenare», le parole dell'avvocato Gabriele Celesti, che difende Martina Patti, e che torna sulla ricostruzione fornita sul movente dell'omicidio dalla sua assistita. La giovane donna, 23 anni, accusata di omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere, per nascondere il delitto aveva simulato il sequestro della bambina da parte di un 'commando' armato. «È stato un interrogatorio drammatico - ha ricostruito il penalista - lei non è una donna fredda e calcolatrice, ma una donna che sta prendendo consapevolezza del fatto. È ovviamente sconvolta, perché ha sconvolto non solo la propria vita, ma anche quella della propria famiglia e di quella del suo ex compagno. E le ripercussioni saranno gravi».

L'interrogatorio di convalida del fermo eseguita dai carabinieri di Martina Patti e l'autopsia sulla piccola non sono state ancora fissate, ha detto il legale della donna, prima di entrare al Palazzo di Giustizia, «Lei - aggiunge il penalista - la vedrò oggi o domani per l'interrogatorio, vedrò in che stato la troverò». Sulla premeditazione contestata dalla Procura il legale sottolinea che «è un'ipotesi investigativa che - osserva - a mio avviso si abbina al movente che è ancora in fase di accertamento: anche un furto d'auto richiede un minimo di organizzazione. Vediamo cosa emergerà dagli atti - sottolinea l'avvocato Calesti - che io ancora non conosco perché non c'è stata l'udienza di convalida davanti al Gip. Io ho soltanto il verbale dell'interrogatorio».

«La signora ha detto di avere ucciso la figlia sul luogo del ritrovamento» e l'arma utilizzata «sembrerebbe sia stato un coltello», ha aggiunto l'avvocato. Lei «non ha saputo ricostruire» cosa accaduto, perché «era come annebbiata». «È chiaro che poi - osserva il legale - si possono innescare dei meccanismi psichici di rimozione perché ovviamente si tende ad allontanare da sé il fatto». «Una perizia psichiatrica? Noi faremo accertamenti del caso con uno specialista - ha anticipato l'avvocato Celesti - per vedere se ci sono rilievi di profilo psichiatrico che possono avere influito sul fatto. Ma una valutazione su questo oggi è prematura. Poi tecnicamente cercheremo di fare tutto quello che possiamo fare anche per colmare le lacune che ancora ci sono nelle indagini».

«​Nonni materni sconvolti, volevano bene a Elena»

«Il rapporto con l'ex - ha detto il penalista - si era concluso da tempo. C'era la figlia che, come può accadere nelle separazioni, può costituire motivo di ripicca, conflitto o ricatto, a seconda delle mentalità dei protagonisti. Non so se il movente della gelosia sia reale o parziale, di questo la signora non ne ha parlato». «I nonni materni sono sconvolti: hanno perso una nipote che era come una figlia e una figlia che è in carcere. È un fatto che ha stravolto la loro vita. Si sono stupiti della notizia del rapimento, ma in quel momento immagino che il loro pensiero principale sia quello di trovare la bambina, non di pensare ad altro», ha aggiunto ancora il legale.


lunedì 20 dicembre 2021

Giovane mamma muore di Covid a 29 anni: non era vaccinata. «Il ginecologo le aveva sconsigliato il vaccino»

Una giovanissima mamma di 29 anni, Morena Di Rauso, è morta di Covid al Covid Hospital di Maddaloni, in provincia di Caserta: si era contagiata poco dopo aver partorito, all'ospedale di Sessa Aurunca, sempre nel casertano. La 29enne era mamma da un mese: aveva partorito lo scorso 19 novembre all'ospedale di Sessa Aurunca, dove scoprì, dopo avere dato alla luce la bimbo, di essere positiva al Covid. La ragazza non era vaccinata. 

Il dramma è stato annunciato su Facebook dal sindaco del vicino comune di Calvi Risorta, Giovanni Lombardi, che è anche medico anestesista al Monaldi di Napoli: il decesso risale alla mattinata di ieri. «La morte di una giovanissima madre che ha appena dato alla luce una piccola - scrive Lombardi - è qualcosa che la nostra mente non è in grado di accettare. Il Covid non fa distinzioni». 

Morena, secondo quanto riferito da una cugina, non era vaccinata perché «il ginecologo le aveva consigliato di non vaccinarsi e di farlo dopo il parto». Non nasconde il suo dolore la cugina della ragazza, che a sua volta, sempre su Facebook, ha scritto: «Oggi la piccola Sofia compie un mese e ieri era il compleanno della sua mamma Morena che stanotte, dopo un mese di ricovero in ospedale muore di Covid-19 , perché il ginecologo le aveva consigliato di non vaccinarsi e farlo dopo il parto».

La 29enne era stata ricoverata all'ospedale di Sessa Aurunca circa un mese fa, con evidenti sintomi da Covid-19. Sottoposta a tampone, ha dato alla luce la bambina per poi ricevere l'esito positivo del test. Trasferita al Covid Hospital di Maddaloni, struttura dedicata alla cura dei pazienti Covid, le sue condizioni si sono aggravate nei giorni scorsi ed è deceduta. 

lunedì 29 novembre 2021

Elena Aubry, mamma Graziella denuncia: «La memoria di mia figlia violata. Su Fb falso profilo col suo volto: chiudetelo!»

Non poteva credere ai propri occhi, ieri, la mamma di Elena Aubry, quando ha visto su Facebook un profilo con la foto di sua figlia: la sua Elena, morta nel 2018. Qualcuno, ancora una volta, sta approfittando del ricordo di questa giovanissima vittima della strada. Aveva appena 26 anni, infatti, quando con la sua moto finì in una buca sulla via Ostiense a Roma. Era il 6 maggio del 2018 e da quel momento per la mamma Graziella Viviano è iniziata una lunga battaglia per avere giustizia, sia in tribunale sia per i progetti sulla sicurezza stradale di cui si fa promotrice.

Ma ieri l’ennesimo duro colpo. Al dolore immenso per la perdita della figlia, infatti, negli anni se ne sono aggiunti altri. Assurdi, immotivati. Ieri un amico le ha segnalato la presenza online di un profilo che mostra il volto di Elena, bellissima con i suoi occhi verdi e i capelli lunghi, ma porta il nome di Michela Tasso, una fantomatica studentessa della Sapienza originaria di Cerignola. «Ci sono persone che non conoscono vergogna – commenta mamma Graziella, cercando di darsi una spiegazione – non so cosa può esserci dietro a un gesto simile. Potrebbe essere una truffa, è comunque qualcosa di illecito e non voglio che venga accostato al volto di mia figlia. Per una mamma il dolore non finisce mai, perché alimentarlo in questo modo assurdo? Denuncerò tutto alla Polizia postale».

Si tratta di un furto di immagine, un reato odioso ancora di più se si tratta del viso di una giovane deceduta. Il volto di Elena, ritratto in quella foto, è reperibile online su molti siti di informazione per le notizie legate all’incidente stradale e al processo, ma non solo. La giovane, infatti, è stata al centro di un’altra incredibile vicenda che ha portato alla mamma l’ennesimo strazio: nel 2020 un uomo, ossessionato dalle lapidi di giovani donne morte, rubò le ceneri di Elena dal cimitero Verano. Seguirono indagini e ricerche fino al ritrovamento dell’urna. «È come se fosse morte tre volte. Per il furto delle ceneri - ricorda mamma Graziella – ho provato un dolore enorme ma anche la vicinanza di tante persone. Ed è lo stesso affetto di chi mi ha segnalato questo abuso».

lunedì 11 ottobre 2021

Bungee jumping: mamma si lancia nel vuoto ma la corda non è legata, morta davanti ai tre figli

Orrore durante un salto al “bungee jumping”. Una donna di 33 anni, mamma di tre figli tutti minorenni è morta durante un salto sportivo estremo "a volo libero con la corda". Il filmato straziante mostra Yevgenia Leontyeva, 33 anni, che cammina con calma oltre il bordo del tetto di un hotel a Karaganda, in Kazakistan, ma è precipitata da 25 metri subendo lesioni multiple, dopo che una corda di supporto non era stata adeguatamente fissata a un albero.

Nel video si sentono le urla degli spettatori sul tetto, subito dopo quelli sottostanti si precipitano in suo aiuto dopo la spaventosa caduta. Yevgenia, amante dell'avventura, una saltatrice esperta, è stata portata d'urgenza in ospedale dove è stata operata per gravi ferite alla testa, ma è morta poco dopo.

Negli attimi prima del lancio si vi vede un uomo che fissa le cinghie dell'imbracatura alla donna mentre si sente un  uomo fuori dalle telecamera gridare "ti amo". Poi subito dopo si sente l'urlo di un'amica che avrebbe dovuto saltare dopo di lei. Una traversa a cui era attaccata la corda - e che avrebbe dovuto interrompere la sua caduta lasciandola sospesa in aria - non è riuscita a reggere o non era stata agganciata bene. La donna si è schiantata sul terreno sottostante ed è stata trascinata per qualche metro prima di sbattere contro un muro. Gli osservatori hanno affermato che il salto è stato autorizzato prima che un organizzatore avesse il tempo di fissare la corda su un albero.

Prima del tragico salto, Yevgenia e la sua amica avevano pubblicato "Vivilo" e "Voleremo". La donna aveva tre ragazzi sotto i 14 anni. Sulla sua morte è stata aperta un'indagine penale e gli organizzatori sono stati accusati di negligenza.

martedì 14 settembre 2021

Eitan, la famiglia della mamma dall'Israele: «Sta bene»

C'è un'importante novità sul piccolo Eitan, il bambino di 6 anni sopravvissuto alla strage della funivia del Mottarone dello scorso 23 maggio, che ha visto morire sotto i propri occhi il papà, la mamma e il fratellino. Eitan «sta bene», hanno fatto sapere fonti legali vicine alla famiglia materna del piccolo, che si trova ora in Israele, Paese di origine dei genitori in cui è stato portato qualche giorno fa dal nonno, ora indagato per sequestro di persona.

Nell'ambito del procedimento sull'affidamento si dovrebbe «chiedere a Eitan dove vuole vivere» attraverso «l'ascolto e la verifica delle reali condizioni del minore» con «una consulenza tecnica d'ufficio e quindi in contraddittorio tra le parti», che invece è stata «rigettata, ha spiegato l'avvocato Sara Carsaniga, uno dei legali della famiglia materna del bambino.

La precisazione dalla famiglia della mamma arriva dopo le accuse dello zio paterno del bambino, che ha detto che «la famiglia Peleg trattiene Eitan come i soldati dell'esercito israeliano sono tenuti prigionieri nelle carceri di Hamas». Il piccolo in questi mesi era sotto la tutela legale della zia paterna Aya: sabato scorso il nonno materno è andato a prenderlo per una visita concordata e non lo ha più riportato a casa. Secondo quanto emerso, lo avrebbe riportato in Israele con un volo privato.

martedì 8 giugno 2021

Romina Carrisi a Oggi è un altro Giorno: «L'amore tra mamma e papà una favola, ecco il loro segreto»

Romina Carrisi a Oggi è un altro Giorno, il salotto del pomeriggio di Rai Uno, ha raccontato aneddoti della sua famiglia famosa. Non solo Al Bano e Romina, ma anche i nonni e la loro vita incredibile. Dalla parte materna erano dei grandi attori hollywoodiani, mentre il nonno paterno è stato imprigionato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. «Sembra un film», ha detto a Serena Bortone. E alla domanda sul perché i suoi genitori - Al Bano e Romina - rendano l’atmosfera speciale ogni volta che tornano a cantare insieme ha risposto: «Sono una favola dei giorni d’oggi». 

Romina Carrisi a Oggi è un altro Giorno

«In un certo senso - ha spiegato la Carrisi - sono una favola dei giorni d’oggi, si potrebbe scrivere un libro su loro due. Provengono da due mondi diversi, in pochi hanno avuto la fortuna di incastrarsi in maniera perfetta come loro. Avevano tante cose in comune e questo ha creato un legame speciale ed una loro sinergia», ha raccontato ospite del programma in diretta su Rai Uno.

Oggi è un altro giorno, Romina Carrisi ricorda la nonna

Poco prima la più giovane dei figli di Al Bano e Romina aveva raccontato un aneddoto sulla nonna materna Linda Christian: «Io l’ho conosciuta quando era piccola poco, perché io vivevo in Italia e lei in America, l’ho vissuta di più negli ultimi giorni purtroppo. Ricordo questa donna, che ha avuto un cancro, che viveva anche la vita in modo poetico». E poi su di sé: «Ho lo spettacolo nel sangue, fa parte di me».

Parto da record, mamma dà alla luce 10 gemelli: 7 maschietti e tre bambine. Il papà: «Un miracolo»

Parto da record in Sudafrica, dove una donna ha dato alla luce 10 bambini, battendo il precedente primato detenuto da Halima Cissé, che il mese scorso era diventata mamma di nove bimbi in Marocco: secondo quanto riportano i media sudafricani Gosiame Thamara Sithole, 37 anni, ha dato alla luce i suoi gemelli - due in più di quelli che i medici avevano precedentemente previsto in base agli accertamenti diagnostici - in un ospedale di Pretoria la scorsa notte, come riferito alla testata dal marito Teboho Tsotetsi.

I bambini, sette maschi e tre femmine, sono stati fatti nascere dopo 29 settimane di gestazione con un taglio cesareo, secondo i media sudafricani. La donna, già madre di due gemelli di sei anni, aveva detto al Pretoria News che la sua gravidanza era naturale e che non si era sottoposta ad alcun trattamento per la fertilità. Il marito, disoccupato, ha raccontato che all'inizio di quest'anno i medici avevano previsto, dagli esami prenatali, la nascita di sei gemelli, poi, più tardi, di otto. Infine, ne sono nati 10.

«All'inizio è stato uno shock - ha dichiarato ai giornali - ma mi sono sentito un prescelto da Dio per questo miracolo». Il vicedirettore della scuola di medicina presso la Sefako Makgatho Health Sciences University, Dini Mawela, ha affermato che il caso di un parto plurigemellare così numeroso è raro e solitamente associato a trattamenti per la fertilità.

lunedì 31 maggio 2021

Gigliola Cinquetti a Oggi è un altro giorno, il figlio lancia frecciatine: «Una mamma fantastica, quando c'era...»

Gigliola Cinquetti a Oggi è un altro giorno si esibisce con il vestito che avrebbe dovuto indossare per l'Eurovision. Intervistata da Serena Bortone la cantante di Non ho l’età, ha deciso di dire la sua complimentandosi con i Maneskin, neo vincitori del contest, ma ha spiegato che anche lei fu censurata quando vi partecipò nel 1964.

«Fui censurata perché cantavo un brano dal titolo ‘Sì’. In Italia era in corso il dibattito sul referendum per l’abrogazione della legge sul divorzio e si temeva che il mio titolo potesse influenzare il voto», spiega Gigliola. La cantante aggiunge che sicuramente non avrebbe avuto la forza di poter condizionare un simile voto, ma a distanza di anni ammette: «Non me ne dispiaccio comunque, anche perché era un referendum abrogativo  e votando "Sì" si sarebbe abrogata la legge sul divorzio. Io all'epoca votai per il "no"».

Secondo la versione di Gigliola Cinquetti l’Eurovision all’epoca andò in onda dopo il 12 maggio: «Pare sia stato addirittura Fanfani a decidere di rimandare la messa in onda, proprio lui che da democristiano voleva il sì. Ma temeva che si potesse accusare la Dc di manovrare il voto in loro favore. Una sorta di auto censura». La cantante ha poi ammesso di essere stata invitata ma poi rimandata per via della Pandemia e così adesso spera di poter far parte degli ospiti nell’edizione italiana.

Nel corso della trasmissione intervengono anche i figli di Gigliola, Giovanni e Costantino. Il più piccolo, Costantino, parla di una mamma molto buona ma anche assente, lancia più volte delle frecciatine: «Era una mamma fantastica, quando c'era», spiegando di dovere molto alla sua tata Vittoria. Racconta di lunghe attese sveglio la notte aspettando di vederla tornare a casa e a riguardo Gigliola ammette di non averne mai saputo nulla. Diversamente il figlo Giovanni invece racconta: «Ho sempre avuto la percezione di mia madre e del personaggio. Ero consapevole di quello che faceva mia madre, vedevo che le chiedevano gli autografi, ma ho imparato a conviverci presto e siamo sempre stati protetti da questo e dal mondo dello spettacolo. C'è sempre stata la ricerca della normalità».

mercoledì 26 maggio 2021

Mamma uccide la figlia di 4 anni, il corpo trovato nel giardino di casa sua

Uccide la figlia di 4 anni e la seppellisce nel giardino. Malikah Diane Bennett, 31 anni, è stata accusata di omicidio e arrestata dopo aver finto per mesi che la figlia fosse scomparsa, quando, in realtà, era stata lei a ucciderla. La donna aveva denunciato la scomparsa della bambina e sono subito iniziate le indagini, ma solo dopo 4 mesi si è scoperto che la piccola era nel cortile di casa sua, ormai cadavere.

Il corpo di Migellic Young, è stato scoperto nel blocco 3700 di Braden Drive a Charlotte, nella Carolina del Nord. Le analisi sul corpo hanno mostrato che la piccola era vittima di ripetute violenze fisiche ma i medici non sono ancora stati in grado di capire quale sia stata la causa effettiva del decesso. La mamma da subito ha finto di essere preoccupata per la figlia, si è subito offerta di partecipare alle indagini  e di essere interrogata.

Poi le indagini sono arrivate a un punto cruciale e la polizia, come ripirta Metro, ha introdotto i cani nel giardino della donna che hanno poi rilevato la presenza del corpicino. La mamma è stata arrestata e ora in attesa di processo rischia la condanna all'ergastolo. 

sabato 22 maggio 2021

Sonia Bruganelli, il racconto choc a "Belve": «Quando è nata nostra figlia ho abdicato il ruolo di mamma»

Sonia Bruganelli ospite di “Belve”, condotto da Francesca Fagnani alle 22:55 su Raidue ha raccontato per la prima volta un fatto personale molto doloroso, legato alla nascita della figlia Silvia, venuta alla luce con una grave forma di cardiopatia. Sonia Bruganelli infatti è andata in crisi: “Una crisi vera c’è stata quando è nata nostra figlia - ha raccontato - Avevo 27 anni, è stata una delusione fortissima. Ho dovuto abdicare per parecchio al mio ruolo di mamma”.

Sonia Bruganelli: "Una crisi vera c’è stata quando è nata nostra figlia"

Una crisi legata alla nascita della figlia che Sonia Bruganelli e Paolo Bonolis sono riusciti a superare: “Una crisi vera c’è stata quando è nata nostra figlia – ha raccontato per la prima volta Sonia Bruganelli ospite di “Belve”, condotto da Francesca Fagnani - Avevo 27 anni, è stata una delusione fortissima. Poi per una persona purtroppo o per fortuna abituata a cercare di avere sempre il meglio, un figlio con una malattia è quanto di più difficile da gestire, anche egoisticamente non sono stata in grado di farlo, ho dovuto abdicare per parecchio al mio ruolo di mamma con mia figlia Silvia. C’è stato, a parte mia mamma, Paolo che ha preso in mano la situazione e si è trovato per più di un anno a fare da mamma e da papà a nostra figlia che aveva delle enormi difficoltà”.

In ambito spettacoli è stata chiesta a Sonia Bruganelli un’opinione sulla tv di Barbara D’Urso: “Forse un po’ più superficiale, attenta a cercare di stuzzicare la morbosità che comunque le persone hanno. Non mi piace”.

lunedì 10 maggio 2021

Denise Pipitone, a Storie Italiane spuntano vecchie intercettazioni della famiglia Corona: «Eravamo a casa, la mamma l’ha uccisa»

Nuove intercettazioni inquietanti sul caso di Denise Pipitone. Nel corso della trasmissione Storie Italiane, condotta su Rai 1 da Eleonora Daniele, sono state analizzate delle nuove intercettazioni emerse solo negli ultimi giorni, quindi ben 17 anni dopo la scomparsa della bimba avvenuta nel 2004 da Mazara del Vallo.

Al centro delle telefonate appare Anna Corona, da subito considerata uno dei possibili rapitori di Denise. L'ex moglie di Piero Polizzi, papà biologico di Denise, sembra essere sempre più coinvolta nel caso e dopo la perquisizione nella casa in cuitava ai tempi del rapimento vengono ora a galla delle telefonate sospette. La prima intercettazione che viene fuori è il dialogo tra Jessica e Alice, le figlie di Anna Corona in cui l’una dice all’altra: «Eravamo a casa, la mamma l’ha uccisa a Denise» e poi: «L’ha uccisa a Denise la mamma, tu dici queste cose boh» e Jessica risponde: «Tu non devi parlare». E Alice: «Logico». La seconda intercettazione è un dialogo tra Gaspare fidanzato di Jessica e Anna. «La tendina…che gli ho detto là in cucina? Vedi qua e là? È da tre/quattro anni che mi vanno le cose sempre più male» afferma il ragazzo e poi Anna: «Mi vuoi bene ? Mi stimi? Non ti scordare certi momenti che sono solo nostri». La comunicazione fu poi occultata da parte dell’ex moglie di Piero Pulizzi.

Questo scambio di battute non fu preso in considerazione dagli inquirenti, anche se sembrano esserci parole molto chiare e dichiarazioni forti sul caso della piccola. Il verbale fu chiuso senza nessuna spiegazione, molte furono le opposizioni e i tentativi di depistare le indagini, emersi tutti negli ultimi mesi.

domenica 9 maggio 2021

Festa della mamma da vip: dalla Ferragni a Belen

Una festa della mamma speciale per tante vip. In questo anno di pandemia, per fortuna ci sono tante notizie belle da festeggiare: c’è chi ha avuto il suo primo figlio, chi ha fatto il bis e chi è in dolce attesa pronta ad accogliere il proprio bebè nei prossimi mesi. Pronte a scartare i regali Chiara Ferragni, Sharon Fonseca, Alessia Ventura, Helsa Hosk, Olga Plachina, Emily Ratajkowski, Karlie Kloss, Claudia Andreatti, Ludovica Valli, Tania Cagnotto. Ma anche Cristina Chiabotto, Francesca Rocco ed Elisa Di Francisca…

Dovranno aspettare il maggio prossimo invece le vip in dolce attesa come Lorella Boccia, Mia Ceran, Michela Coppa, mentre Belen festeggia con Santiago prima di tenere tra le braccia in estate la sua piccolina. 

A guidare la carica delle mamme 2021 c’è Chiara Ferragni, che allatta social infischiandosene di chi strumentalizza le sue foto, seguita da una bombastica Emily Ratajkowski perfettamente calata nel personaggio pur senza abbandonare la sua carica da sex bomb. Gli scatti alle prese con i bebè non si contano più: dalle fatiche della dad all’allattamento, ora si attendono le immagini all’aria aperta in vacanza e il relax…

domenica 18 aprile 2021

«Sarà lui?», la mamma di Mauro Romano chiede la verità sullo "sceicco". Manuela Arcuri: «Ho amato Mohammed»

«Sarà lui o non sarà lui? Sto sempre con queste parole nel mio cuore». A Domenica Live, parla Bianca, la mamma di Mauro Romano, rapito 44 anni fa.

«Ci sono elementi che ci fanno pensare che sia Mauro e io aiuterò sempre mia mamma a cercare Mauro», aggiunge il fratello del bimbo scomparso.

Il rapimento di Mauro, definito il più lungo del mondo, è avvenuto  in Salento, il 21 giugno del 1977, quando il piccolo aveva sei anni. Ora la famiglia sottolinea la possibile somiglianza con lo “sceicco” - lo chiamano così, ma non lo è - arabo Mohammed Al Habtoor. Gli enigmi, nella vicenda, sono tanti.

Barbara D’Urso manda la videointervista alla moglie dell’uomo, che secondo la famiglia di Mauro, il piccolo chiamava “zio”, e che, a detta dei genitori, potrebbe averlo portato via. La moglie nega tutto, perfino l’uso del termine “zio”.

Duro il commento di Bianca: «Il processo non dobbiamo farlo in televisione ma in tribunale. A me manca un figlio e ancora non so se è vivo o morto. Andremo in tribunale, sarà la legge a giudicare se suo marito sa o no».

Nella conversazione entra l’avvocato della famiglia del piccolo scomparso, che riferendosi allo sceicco, lo chiama «il ragazzo arabo», facendosi subito richiamare dalla conduttrice, che chiede rispetto per tutte le persone coinvolte nella vicenda.

Nella questione interviene pure Manuela Arcuri, che, nel 1999, ha avuto una relazione con Mohammed Al Habtoor.

Manuela Arcuri, in video collegamento, racconta: «Abbiamo avuto una relazione di circa un anno. Per me era proprio vivere una favola. Ero innamorata. Ho potuto conoscerlo bene. Sono stata anche tre volte da lui a Dubai. Ho conosciuto anche la sua famiglia».

Barbara D’Urso chiede la sua opinione sulla somiglianza dello sceicco con il piccolo Mauro.

Manuela Arcuri afferma: «Mi dispiace molto dire queste parole, da mamma capisco il dolore della madre di Mauro. Dalla mia esperienza diretta, posso dire che ha due fratelli e due sorelle. Il fratello maggiore è identico a lui, anche l’altro fratello. Tutti i fratelli si assomigliano tantissimo e sono come il padre. Io credo sia il padre biologico. Non ho conosciuto la mamma e le sorelle, le donne lì vivono in modo riservato. Da quello che ho visto, non ho mai dubitato neanche per un attimo che non fosse di quella famiglia.  Non ho visto le sue foto da piccolo ma in famiglia si somigliano davvero tantissimo».

La conduttrice manda in onda un video che illustra le ragioni per le quali Bianca vede nello sceicco il suo bambino: due cicatrici, ma anche sguardi ed espressioni. Da quando ha visto una sua foto sul giornale, nel 2007, Bianca  chiede prove.

Arcuri dice: «Non mi ricordo quelle cicatrici, non ci ho mai fatto caso. Da quando ci siamo lasciati, non l’ho più sentito. L’ho incontrato sei/sette anni fa, perché sono andata in vacanza a Dubai. Lui ha un albergo lì, sono andata per una cena, ci siamo incontrati, non è cambiato».

venerdì 16 aprile 2021

Fabrizio Corona esce dal carcere di Monza: sì del tribunale ai domiciliari. Lui esulta sui social

Fabrizio Corona lascia il carcere di Monza e torna ai domiciliari. Lo conferma il suo legale Ivano Chiesa. Il tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta dei difensori di sospendere il provvedimento con cui a marzo scorso era tornato in carcere, in attesa della decisione della Cassazione sul tema. La questioni sollevate dalla difesa sullo stato di salute dell'ex fotografo, che necessita di cure, sono state accolte e Corona è così tornato a casa.

Sui social di Fabrizio Corona è subito esultanza: in una stories si vede mamma Gabriella felice in cucina che aspetta l'arrivo del figlio. «Adesso arriva, tra un po' arriva» dice mamma Gabriella mentre parla al telefono e prepara il pranzo al figlio FabrizioIl Tribunale di Sorveglianza di Milano l'11 marzo scorso aveva revocato, per una serie di violazioni delle prescrizioni, il differimento pena in detenzione domiciliare che era stato concesso nel dicembre 2019 a Corona per una patologia psichiatrica di cui soffre. Decisione che era stata duramente contestata sia dall'ex agente fotografico, che si era ferito ad un braccio, aveva rotto il vetro di un'ambulanza ed era finito in ospedale in psichiatria per oltre 10 giorni, sia dalla sua difesa.

Tra l'altro Fabrizio Corona per giorni, prima in ospedale e poi in carcere, ha portato avanti uno sciopero della fame. Ora i giudici (un altro collegio della Sorveglianza), però, spiegano che il provvedimento di marzo non è adeguatamente motivato e per questo hanno deciso di sospendere lo stop al differimento pena in attesa che sul merito si pronunci la Cassazione. Nel nuovo provvedimento, a quanto risulta, i giudici fanno riferimento anche ai gesti autolesionistici messi in atto dall'ex 're dei paparazzì nelle ultime settimane, oltre che alle relazioni degli esperti già agli atti e che avevano messo in luce la necessità che Corona proseguisse nel percorso di cure fuori dal carcere. La sospensiva, tra l'altro, è stata disposta anche tenendo conto dei recenti atti di autolesionismo dell'ex agente fotografico.

La Sorveglianza, inoltre, fa notare che non era stata valutata la richiesta della difesa di una perizia sulla compatibilità di Corona con la detenzione in carcere. E sempre i giudici chiariscono, in sostanza, che le esigenze di tutela della salute devono prevalere nella fase di esecuzione della pena.

Nei giorni scorsi in unpost pubblicato dall’account Instagram di Fabrizio Corona si vedeva una sua foto con un bavaglio sulla bocca, seguita da una didascalia in cui venivano elencate le condanne dell’ex re dei paparazzi: “47 anni – si legge sul social - 6 di Galera 1 di comunità, 12 Anni di processi e 20 giorni di sciopero della fame. “QUELLO CHE MI AVETE FATTO E’ IMPERDONABILE”.

Ai numerosi auguri da parte dei fan, che prendono le parti del loro beniamino, si erano aggiunti numerosi like, fra cui quello della sua celebre ex, Belen Rodriguez. Grande anche il numero dei follower di Fabrizio Corona preoccupati per il suo stato di salute anche per via della parole della mamma Gabriella che ospite a “Live Non è La D’Urso” ha lanciato il grido d'allarme: “Mio figlio può morire”.

giovedì 15 aprile 2021

Pomeriggio 5. Mauro Romano, l'appello della mamma allo sceicco: «Sei mio figlio, torna a casa»

Su Leggo.it le ultime novità. Mauro Romano, l'appello della mamma a Pomeriggio 5: «Lo sceicco Al Habtoor è mio figlio. Torna a casa». Oggi, nel programma condotto da Barbara D'Urso, si è parlato del caso del piccolo Mauro Romano, il bambino di sei anni scomparso da Racale (Lecce) 44 anni fa. Mamma Bianca Colaianni e papà Natale non hanno mai smesso di cercarlo e a Pomeriggio 5 lanciano l'appello.

L'inviata di Barbara D'Urso ricostruisce il caso: «Il bimbo si era allontanato dalla zia per cambiarsi le scarpe, poi è sparito nel nulla. Alcuni bambini hanno detto di aver visto il piccolo Mauro salire sull'ape-car dell'ex barbiere del paese. Ma lui ha negato. Poi, la famiglia ha ricevuto strane telefonate in cui qualcuno diceva 'noi abbiamo il tuo bambino, dacci 20milioni di lire sennò ti mandiamo a casa pezzetti del bambino'. Le forze dell'ordine hanno individuato quell'uomo, che però ha negato di avere Mauro, dicendo che voleva solo lucrare sulla scomparsa. L'uomo ha scontato quattro anni di carcere per questo. Ma nel 2019 la svolta. Quell'uomo viene messo in carcere per pedoflia. La madre chiede di riaprire le indagini, perché potrebbero esserci stati dei collegamenti tra il barbiere e il signore in carcere. Pensano che potrebbero aver venduto Mauro. Poi mamma Bianca vede su un giornale la foto dello sceicco Mohammed Al Habtoor e pensa sia suo figlio, perché riconosce gli occhi e due cicatrici, una sulla mano e l'altra sul sopracciglio. Lo sceicco avrebbe dato due appuntamenti al fratello di Mauro, ma poi non si sarebbe fatto trovare».

Poi l'appello di papà Natale: «Il cerchio si stra stringendo, dopo 44 anni scoprire che mio figlio è vivo e vive in un altro posto. Tante cose corrispondono, segni particolari, gli occhi, la fisionomia. Mettiti nei miei panni, torna. Poi è normale, lui si è creato una famiglia, poi si fa la sua vita». Conclude mamma Bianca: «Nel '99 l'ho visto sul giornale. La cicatrice sulla mano e sugli occhi. Dopo 44 anni abbiamo scoperto che l'hanno preso. Per poter dire che è morto, devo vedere le ossa di mio figlio. Torna, mettiamo le cose a posto e poi ti fai la tua vita».

martedì 6 aprile 2021

Paolo Brosio, la mamma Anna compie 100 anni. E arrivano tanti auguri speciali

Anna Marcacci Brosio, mamma del popolare giornalista televisivo e scrittore Paolo Brosio, al cui fianco è stata anche protagonista del programma 'Quelli che il calciò su Rai2, mercoledì 7 aprile taglierà il fatidico traguardo dei cento anni. 

Ad Anna Marcacci Brosio, che vive a Vittoria Apuana a Forte dei Marmi (Lucca) con il figlio, sono arrivato gli auguri dal mondo dello spettacolo e dello sport come rende noto Paolo Brosio: Andreda Bocelli, Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni, Giorgio Panariello, Roberto Mancini, Sinisa Mihajilovic ed Elisabetta Gregoraci.

lunedì 5 aprile 2021

Denise, il legale di mamma Piera: «No a un ricatto della tv russa. Vogliamo il risultato dei test su Olesya»

Denise Pipitone, la mamma Piera Maggio tra la speranza e la rabbia per quello che viene visto come un 'ricatto mediatico'. Giacomo Frazzitta, il legale della mamma di Denise, ha spiegato all'Ansa di non essere disposto a tollerare un simile comportamento da parte degli autori del programma tv russo che per primo ha parlato della storia di Olesya Rostova, la giovane che cerca la madre dopo essere stata rapita da bambina e che potrebbe essere proprio Denise.

L'avvocato di Piera Maggio, infatti, tuona contro la decisione degli autori tv russi: «Non vogliamo sottoporci a un ricatto mediatico da parte della tv russa. Se prima della trasmissione non ci faranno avere la documentazione relativa al gruppo sanguigno di Olesya e dell'eventuale test del Dna non parteciperemo ad alcun collegamento televisivo». Le parole del legale arrivano alla vigilia del collegamento con il programma tv a cui si era rivolta la giovane Olesya Rostova e che ha riacceso una flebile speranza nella mamma di Denise.

«Noi avevamo avviato questa procedura in via privata perché pensavamo di sbrigarci presto. Invece loro non fanno nulla, basta. Non sottostiamo a nessun ricatto» - aggiunge il legale di Piera Maggio - «Al momento non c'è nulla e siamo infastiditi da questi ritardi, dunque o domani ci fanno avere i dati al programma o non partecipiamo».

venerdì 2 aprile 2021

Denise Pipitone. Olesya, lo scoop sulla pista russa a Pomeriggio 5: «È stato comparato il Dna»ldi, superstar, vip

Denise Pipitone. Olesya Rostova, lo scoop sulla pista russa a Pomeriggio 5: «È stato comparato il Dna». Oggi, Barbara D'Urso è tornata a parlare del caso di Denise Pipitone, dopo l'intervista della ventenne russa che ha lanciato l'appello per cercare la sua mamma naturale e che assomiglia in maniera notevole a Piera Maggio, la madre di Denise.

Barbara D'Urso, dopo aver fatto il punto della situazione - mostrando ancora una volta l'intervista di Olesya Rostova - ha snocciolato le ultime novità: «Ieri, abbiamo dato la notizia di una famiglia russa che ha detto che Olesya potrebbe essere la figlia. Perché è stata rapita alla stessa età della loro bambina. Invece, è stata fatta subito la comparazione del Dna e non è così. Quindi la partita rimane aperta».

E continua: «Lunedì pomeriggio il programma russo annuncerà in diretta i risultati della comparazione del gruppo sanguigno di Denise con quello di Olesya. Noi saremo in onda e vi aggiorneremo in diretta». Poi, il consulente giudiziario Salvatore Musio, in collegamento con Barbara D'Urso, fa la comparazione delle foto di Denise, Olesya e Piera Maggio: «Ci sono delle compatibilità nella forma delle labbra. Ma sono compatibilità che riguardano solo parti del volto. Manca il padiglione auricolare, che sarebbe stato ricco di particolari».

martedì 30 marzo 2021

Denise Pipitone è viva e in Russia? Una ragazza in tv: «Io rapita da bambina, sto cercando mia mamma»

Denise Pipitone è ancora viva? A quasi 17 anni dalla scomparsa della bambina, svanita nel nulla il 1° settembre 2004, si aggiunge un nuovo capitolo al giallo. A raccontarlo è la trasmissione Chi l’ha visto, che nel trailer pubblicato sui suoi canali social anticipa il tema della puntata di questa settimana che andrà in onda domani sera: Denise potrebbe infatti essere ancora viva e trovarsi in Russia.

È in Russia infatti che una ragazza è andata in tv affermando di essere stata rapita quando era ancora una bambina: quello che sconvolge è la somiglianza della ragazza con Piera Maggio, la mamma di Denise, che da 17 anni si batte per ritrovare la figlia scomparsa e mai ritrovata. Una pista importante quella che porta in Russia, perché dai particolari svelati sembrano esserci analogie, a partire dall’età della giovane, che è la stessa che avrebbe Deni

«Sarebbe troppo bello per essere vero, ma ve lo vogliamo raccontare lo stesso», le parole di Federica Sciarelli nel promo della puntata di domani. «La bambina viene trovata in un campo nel 2005, e ora ha la stessa età che avrebbe Denise Pipitone. Non sa chi sia la sua mamma, ed è per questo che è andata in tv a mostrare il suo volto». Se la ragazza dell'appello in tv fosse davvero Denise Pipitone, sarebbe davvero una svolta straordinaria: i telespettatori sono già col fiato sospeso.

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