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venerdì 23 settembre 2022

Ryan Grantham condannato all'ergastolo, l'attore della serie Riverdale ha ucciso la madre: la confessione in video

L'attore Ryan Grantham, star della serie tv Riverdale ora trasmessa su Netflix, è stato condannato all'ergastolo dopo aver ammesso di aver ucciso sua madre e aver anche complottato per assassinare il primo ministro canadese Justin Trudeau, secondo quanto riportato dal Daily Telegraph. La sentenza è stata espressa giovedì dalla Corte Suprema della Columbia Britannica a Vancouver.

La confessione in un video 

Grantham, 24 anni, si è dichiarato colpevole dell'omicidio della madre, Barbara Waite, avvenuto nel marzo del 2020. La donna è stata uccisa con un colpo di pistola alla nuca mentre era distratta nel suonare il pianoforte nella casa di famiglia a Squamish. L'attore immediatamente dopo ha registrato un video con una videocamera GoPro in cui ha confessato il terribile gesto e mostrato il corpo senza vita della donna: «Le ho sparato», dice nelle immagini. In seguito, il 24enne ha comprato birra e marijuana e guardato Netflix mentre costruiva delle molotv artigianali, prima di coprire il corpo di sua madre con un lenzuolo e andare a letto, secondo la sua dichiarazione resa alla polizia. Il giorno successivo ha appeso un rosario al pianoforte di sua madre e ha messo candele accese intorno al suo corpo.

L'attentato al premier Trudeau

Poi è salito in auto portando con sé tre pistole e 12 bombe, direzione Rideau Cottage, la residenza di Trudeau a Ottawa. Grantham in seguito ha confessato agli investigatori il suo piano per uccidere il Primo Ministro, scrivendone anche nel suo diario. Mentre raggiungeva la sua destinazione, l'attore è stato sfiorato dall'idea di commettere una sparatoria di massa sul Lions Gate Bridge o alla Simon Fraser University, dove stava studiando, ma poi ha rinunciato ai suoi folli intenti e ha guidato fino al dipartimento di polizia di Vancouver, dove si è consegnato confessando l'omicidio della madre. 

Il pentimento

Nei mesi precedenti il folle gesto, Grantham era caduto in una spirale discendente: passava le sue giornate a fumare erba e guardare video violenti sul deep web mentre era afflitto da pensieri suicidi e idee omicide. Il giudice Kathleen Ker, che ha emanato la condanna, ha spiegato che il giovane sembrava sinceramente pentito. A giugno, si è scusato per le sue azioni, dicendo che sua madre non meritava quello che le aveva fatto.

mercoledì 31 agosto 2022

Francesco Totti e la confessione all'amico: «Se Ilary avesse fatto di più non mi sarei allontanato»

Francesco Totti e Ilary Blasi sono ormai alla resa dei conti. Dopo la prima estate da single, per i due è arrivato il momento di discutere la divisione del patrimonio familiare e dare il via alle pratiche della separazione che ha sconvolto l'Italia e il mondo del gossip. E dopo un lungo silenzio, ecco che finalmente i protagonisti della vicenda più chiacchierata dell'estate hanno iniziato a rilasciare dichiarazioni. È l'ex campione giallorosso a rompere il silenzio e a raccontare i motivi della rottura. 


Francesco Totti rompe il silenzio

Mentre si rincorrono le voci sulla scelta di aver arruolato per i suoi interessi la regina dei matrimonialisti, Annamaria Bernardini de Pace, Francesco Totti è il primo a rompere il silenzio e a parlare apertamente con qualcuno spiegando i motivi che hanno portato alla rottura. Ilary Blasi lo farà, probabilmente con più dovizia di particolari, nel salotto televisivo dell'amica Silvia Toffanin, a Verissimo. Mentre Francesco, per ora, la sua verità l'ha racconata ad Alex Nuccetelli, famoso pr romano e amico di Totti. 

«Guai a chi me la tocca»

E così in un lungo sfogo, Francesco Totti racconta la rottura che per mesi ha riempito i giornali di gossip. Ma l'inizio del racconto spiazza. Se non fosse che i due si stanno separando, sembrerebbe quasi che Francesco sia ancora innamorato della sua Ilary Blasi, la donna con cui ha condiviso gli ultimi 20 anni di vita. «Lo sai, per me guai a chi me la tocca Ilary, perché resta mia moglie, ok, ex moglie, la madre dei miei figli», spiega all'amico che fece scoppiare la scintilla tra lui e Ilary. «Capirai, dopo 20 anni. Oh, abbiamo passato insieme quasi un quarto di secolo. Non le ho fatto mancare niente, in tutto e per tutto, perché ero proprio innamorato pazzo». 

La rivelazione choc

Ma durante il suo racconto, Francesco Totti fa capire che qualcosa, con il tempo, si è incrinato. Forse addirittura rotto. Lasciando presupporre che Ilary Blasi si è allontanata dal suo Francesco e lui, se tutto fosse rimasto come è sempre stato, non avrebbe mai pensato alla separazione. «Se avesse fatto qualcosa in più, non mi sarei mai allontanato, questo è scontato», rivela. Una patata bollente lasciata in mano a Ilary che, a questo punto, viene incolpata di aver rovinato quella storia d'amore che in tanti hanno inviadiato negli ultimi 20 anni. 

giovedì 21 luglio 2022

Omicidio di Anzio, il 21enne confessa: «Ho ucciso io il pugile, mio fratello non c'entra»

«L'ho accoltellato io, ho fatto tutto da solo, mio fratello non c'entra niente. È stata una disgrazia». Sono le parole pronunciate durante la lunga confessione davanti al sostituto procuratore della Repubblica di Velletri che, insieme agli investigatori delle sezione omicidi della squadra mobile, ha interrogato il 21enne Adam Edrissi, costituitosi martedì sera insieme al fratello Ahmed presso i carabinieri della stazione Gianicolense. Il giovane è accusato di omicidio volontario mentre il fratello di concorso.

I due si sentivano braccati dagli agenti del commissariato di Anzio che, dopo l'omicidio del 25enne Leonardo Muratovic avvenuto sabato notte nella zona della movida, gli davano la caccia. Gli agenti li avevano identificati grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza.

L'accoltellamento mortale del pugile era avvenuto sotto gli occhi di decine di testimoni che avevano riconosciuto i fratelli. Il padre della vittima era stato arrestato poche ore dopo per aver accoltellato a sua volta i due buttafuori del locale dove è iniziata la rissa, fuori al commissariato di Anzio, dove i due erano stati convocati. Gli arrestati erano residenti nel quartiere dello Zodiaco, una zona nell'entroterra del litorale dove l'illegalità è fuori controllo da anni. Un territorio oramai in mano a bande di stranieri, rom, nordafricani e criminali dell'Est che hanno occupato le abitazioni. Proprio in quei palazzi, dove ieri mattina sono stati effettuati dalle forze di polizia alcuni censimenti, Adam e Ahmed Edrissi passavano parte delle loro giornate a bivaccare e vivere di espedienti.

Il movente poco chiaro 

A fare da sfondo all'efferato omicidio, di cui il movente è ancora poco chiaro, storie di droga e di usura. Anche Adam, infatti come Leonardo era un pugile dilettante che, spesso veniva ingaggiato come picchiatore. Secondo chi indaga uno dei moventi potrebbe essere proprio legato al fatto che i due buttafuori, per allontanare Muratovic dal locale Bodeguita, si fossero rivolti agli Edrissi. Si cerca ancora l'arma del delitto.

venerdì 21 maggio 2021

Harry, la confessione: «Alcol e droga per non pensare alla morte di mia madre Diana»

Alcol, droghe, ansia e attacchi di panico. Dai 28 ai 32 anni il principe Harry ha vissuto il periodo più buio della sua vita dopo la morte della madre Diana. 

Un «incubo» che il reale ha raccontato in dettaglio nel nuovo documentario “The Me You Can't See”, in onda da oggi su Apple TV. Il venerdì o il sabato sera, ha rivelato, «bevevo tanto alcol quanto se ne beve in una settimana. Non perché mi divertissi ma perché cercavo di nascondere» il dolore. «Prendevo droghe per sentire meno», ha aggiunto Harry parlando con Oprah Winfrey nella serie.

giovedì 20 maggio 2021

Patrizia de Blanck, confessione a Oggi è un altro Giorno: picchiato un omofobo in strada. «Il sesso è libertà»

Patrizia de Blanck confessa a Oggi è un altro giorno di aver aggredito un uomo che aveva offeso un suo amico gay. Il social media manager della contessa, Lorenzo Casteluccio, molto conosciuto nell'ambiente, è stato offeso mentre camminava in strada con la de Blanck per il modo in cui era vestito. Patrizia non ha esitato un attimo e con l'ombrello che aveva in mano lo ha colpito e lo ha messo in fuga.

La ex concorrente del Gf racconta alla Bortone come sono andate le cose: «Avevamo lavorato insieme, poi siamo usciti per prendere delle cose al supermercato, quando sento dietro di me un uomo, sulla cinquantina, brutto, tracagnotto che grida "fr**, fr**". Mi sono girata e l'ho colpito con l'ombrello, lui da vigliacco è subito scappato». Una scena violenta che però la de Blanck non rinnega: «Vigliacco, se mi stai guardando ti avverto, se torni nella mia zona ti dò le altre».

Nel programma interviene anche Lorenzo: «Si si le cose sono andate così. A dire il vero io non mi sono nemmeno accorto di quello che stava accadendo, io stavo parlando con Patrizia, ho sentito un sottofondo e non pensavo che l'avessero con me. Poi ho visto lei che lo prendeva a ombrellate». Il social media manager spiega di essere abituato a questo tipo di aggressioni verbali e ammette di aver anche sorriso nl sentire l'uomo: «In passato ne ho sofferto, ora meno».

Patrizia conclude spiegando di quanto l'omofobia sia sciocca e a tal riguardo spiega: «Il sesso non deve essere qualcosa di rigido, tu fai quello che vuoi, anche il mio primo marito era bisessuale, come Giulio Cesare», ammette ridendo, «Ognuno fa quello che vuole, ma non sei libero di insultare, perché io ti prendo a mazzate». La Bortone tornando sulla sessualità del marito di Patrizia chiede alla contessa ha mai avuto esperienze gay, ma lei risponde di no, spiegando di essere sempre stata attratta dagli uomini. Ma ricorda una sua carissima amica, un'attrice: «La mia migliore amica era gay, io non le ho mai dato adito, avevo capito ma facevo finta di non capire. Non sono mai stata attratta dalle donne. Lei mi scriveva delle lettere d'amore in cui diceva di sognarmi nuda, ma io non ho mai dato seguito a questa storia. Poi è morta a 32 anni per un tumore al seno, perché non volle farsi operare per rimanere integra, come diceva lei».

lunedì 26 aprile 2021

Amici 20, la ribellione di Tancredi verso il papà famoso: «Sono figlio delle mie scelte»

Amici 20, la ribellione di Tancredi verso il papà famoso: «Sono figlio dele mie scelte». Classe 2001, nato a Milano, il giovanissimo cantante del team di Arisa è uno dei più timidi della classe, eppure le sue canzone rivelano la sua vera identità. La confessione durante la sesta puntata di sabato 24 aprile.

Tancredi Cantù Rajnoldi è un cantante e cantautore rap che fa parte del team Arisa- Lorella Cuccarini. Originario di Milano, Tancredi è estremamente timido e molto discreto, sul palco di Amici 20 si trasforma e porta tutta la sua anima e la sua vita. 

E a proposito di vita durante la puntata di sabato 24 aprile Tancredi ha svelato qualcosa in più sulla sua famiglia e sulle sue scelte. Durante una delle sfide della puntata ha cantato la hit di Alan Sorrenti "Figli delle Stelle", scrivendoci sopra delle barre: «Io sono figlio di mio padre e delle mie scelte. Io sono figlio di mia madre e delle sue scelte. Io sono figlio della terra e delle sue storie. Io sono figlio dell’amore e della mia guerra. Io sono figlio della pioggia e delle mie delusioni. Io sono figlio dell’estate e delle discoteche. Io sono figlio della rabbia e delle mie decisioni».

Le prime due frasi colpiscono particolarmente Maria De Filippi che le sottolinea pur non volendo parlare nè del padre nè della madre di Tancredi: «Ho notato la parte in cui dici ‘Sono figlio di mio padre e delle mie scelte, sono figlio di mia madre e delle sue scelte’. Mi aveva colpito quello, ci tenevi a quelle barre?. Non voglio chiedere niente né di tua madre, né di tuo padre. Chiedevo solo se ci tenevi a quelle barre per questo motivo. Avevo colto la differenza. È importante per aver deciso di scriverla». Tancredi preferisce non commentare.

Ma perchè questa sottolineatura? Tancredi è il figlio di Alberto Cantù Rajnoldi, un nome molto noto all'interno dell'alta moda italiana. Si tratta infatti del direttore creativo della Maison Giorgio Armani. 

Ucciso dalla figlia e dal fidanzato, lui accusa la ragazza: «Il piano era suo, voleva sterminare tutta la famiglia»

Agli agenti della Squadra Mobile di Avellino ai quali ha reso piena confessione, Giovanni Limata, il giovane di 23 anni che ha ucciso il padre della fidanzata, Aldo Gioia, di 53 anni, nella notte tra venerdì e sabato ad Avellino, avrebbe dichiarato, secondo quanto si apprende, che il piano per sterminare l'intera famiglia, con l'uccisione programmata anche della madre e della sorella della giovane, sarebbe stato messo a punto e fortemente voluto proprio da Elena. L'interrogatorio di garanzia dei due giovani è previsto in carcere per domani, giornata nella quale il pm Vincenzo Russo conferirà l'incarico per eseguire l'autopsia.

IL DELITTO

Da poco maggiorenne, con il fidanzato, un 23enne con precedenti penali per droga e reati contro la persona, aveva pianificato lo sterminio di tutta la sua famiglia, madre, padre e sorella, tutti colpevoli di opporsi alla loro relazione. Alla fine a fare le spese dei propositi omicidi della coppia è stato il padre della ragazza, Aldo Gioia, 53 anni, un geometra dipendente della Fca di Pratola Serra (Avellino), colpito nel sonno nella sua abitazione di Avellino in Corso Vittorio Emanuele da almeno sette fendenti inferti con un coltellaccio da caccia dal fidanzato della figlia. L'uomo, tuttavia, è rimasto in vita il tempo necessario a consentire alla moglie a all'altra figlia di lanciare l'allarme e di mettersi in salvo evitando che il piano fosse portato a termine. Gioia, colpito con violenza cieca mentre dormiva sul divano in soggiorno, è poi spirato nella notte in ospedale ad Avellino.

LE INDAGINI E LA CONFESSIONE

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura di Avellino, in poche ore hanno ricostruito l'inquietante scenario che ha portato all'arresto della ragazza e del fidanzato, Giovanni Limata, 23 anni, l'autore materiale del delitto. Entrambi ora sono reclusi nel carcere di Avellino. Durante la notte, nel corso degli interrogatori, hanno reso piena confessione. Non solo hanno ammesso di avere architettato e perseguito il terribile delitto ma hanno confessato un piano criminale che avrebbe dovuto portare alla morte anche della madre e della sorella della ragazza. Per poi darsi alla fuga. Il loro - a giudicare dalle prime risultanze - era un piano studiato da tempo e nei primi particolari e prevedeva anche la simulazione di un furto per allontanare i sospetti e sviare le indagini. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Limata ha fatto irruzione in casa intorno alle 22:30 mentre Aldo Gioia dormiva sul divano davanti alla televisione lasciata accesa. Dopo essersi scambiati diversi messaggi telefonici, la ragazza ha fatto scattare l'agguato lasciando aperta la porta di casa dopo essere uscita con la scusa di gettare la spazzatura. Entrato in casa il giovane ha colpito con furia la vittima che non ha avuto alcuna possibilità di difendersi. È stata la figlia a lanciare poi l'allarme, inscenando con il padre morente un furto da parte dei ladri.

LA RELAZIONE CHE NON PIACEVA ALLA FAMIGLIA

La relazione tra la 18enne e Limata era avversata dalla famiglia dalla ragazza preoccupata per il carattere e il passato di Limata, più volte protagonista di eccessi di violenza. La famiglia della ragazza, soprattutto il padre, inutilmente aveva cercato di allontanarla da quel ragazzo, disoccupato, con precedenti per reati contro la persona e segnalato come assuntore di sostanze stupefacenti. Un ragazzo difficile, già in due occasioni sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, che assieme alla famiglia vive a Cervinara (Avellino). E che alcune settimane fa era stato protagonista di un furibondo litigio con suo padre, operatore ecologico, nel corso del quale non si era fatto scrupolo di mettergli le mani addosso promettendogli che l'avrebbe ucciso. Inoltre alcuni anni fa lo stesso Limata aveva minacciato di lanciarsi da un ponte dopo che una ragazza minorenne del suo paese aveva rifiutato le sue avances. La città è rimasta impietrita e sgomenta per la vicenda che ha colpito una famiglia stimata da tutti e che ricorda per alcuni versi quella di Novi Ligure (Alessandria) quando nel febbraio del 2001 Erika De Nardo e Mauro «Omar» Favaro, fidanzati che allora avevano 16 e 17 anni, uccisero la madre e il fratellino di 11 anni di Erika, risparmiando per puro caso il padre. 

lunedì 5 aprile 2021

«Ho iniziato una relazione lesbica con mia suocera durante il lockdown»: la confessione finisce sul web

Il lockdown ha costretto intere famiglie a restare più tempo in casa. Una convivenza forzata che ha segnato la fine di molti rapporti e non solo. In alcuni casi ha fatto nascere relazioni improbabili. Una lettrice della nota rubrica "Dear Deidre" del tabloid "Sun" ha confessato di aver iniziato una storia omosessuale con sua suocera proprio a causa delle chiusure imposte dai governi per arginare la diffusione del Covid-19. 

«Ho iniziato una relazione lesbica con mia suocera durante il lockdown»

«Ho iniziato una relazione lesbica con mia suocera durante il lockdown e sono terrorizzata dalla possibilità che mio marito scopra tutto», ammette la lettrice. Poi il racconto nei minimi dettagli: «L'anno scorso io e lui ci siamo trasferiti con i suoi genitori, così saremmo stati in una bolla di isolamento e loro avrebbero potuto aiutarci con i bambini. La maggior parte delle persone si lamenta o scherza sulla propria suocera, ma io sono sempre andata molto d'accordo con la mia. Ha un grande senso dell'umorismo, è gentile e ha un bell'aspetto nonostante i 53 anni. Io ne ho 40 e mio marito 35».

«Ho iniziato una relazione lesbica con mia suocera durante il lockdown»

Poi continua: «I miei suoceri hanno avuto un matrimonio difficile e poco prima di Natale si sono lasciati e lui se n'è andato. Una notte, mio ​​marito era al lavoro e i bambini erano a letto quando ha suggerito di bere qualcosa insieme e guardare un film. Ho notato che era bellissima. A metà film ha iniziato a piangere e ha confessato di essere lesbica - ecco perché il suo matrimonio era finito. L'ho confortata e coccolata, poi lei mi ha baciato. Era strano, ma piacevole, così ho ricambiato il bacio. Mi ha portato in camera sua e non ho protestato. Non ho mai fatto sesso con una donna prima, ma è stato fantastico e così intenso. Da allora, abbiamo continuato a farlo ogni volta che possiamo. Non appena mio marito lascia la stanza, ci baciamo, e a volte mi intrufolo nel suo letto mentre dorme. Voglio stare con lei ma non voglio ferire mio marito».

venerdì 26 marzo 2021

Maria Elena Boschi e la confessione a Verissimo: «Vorrei sposarmi ma bisogna essere in due»

​Maria Elena Boschi e la confessione a Verissimo: «Vorrei sposarmi ma bisogna essere in due». L’onorevole, ospite per la prima volta a Verissimo per un’intervista ritratto, parla della sua storia d’amore con l’attore Giulio Berruti e del suo sogno di creare una famiglia con lui.

Maria Elena Boschi, ospite per la prima volta a Verissimo parla della sua storia d’amore con l’attore Giulio Berruti: «Con lui sono molto contenta. Per scaramanzia cerco di tenere i piedi per terra, ma la testa è tra le nuvole. E’ sicuramente un bell’uomo ed è brillante, ma la cosa che mi ha colpito di più è la sua purezza e il suo essere buono». Ai microfoni del talk show la Boschi confessa il sogno di diventare madre: «Lo sogno da sempre. Accanto a Giulio viene naturale pensarci perché anche a lui piace l’idea di avere una famiglia. Ogni tanto ne parliamo».

VERISSIMO, LA BOSCHI E IL SOGNO DEL MATRIMONIO

Un amore sempre più solido che potrebbe essere consacrato con il matrimonio:«Mi piacerebbe sposarmi, ma bisogna essere in due. In ogni caso credo che l’importante sia avere accanto una persona che, comunque sia, rappresenti casa per te. Quando hai una forte complicità, poi tutto arriva. In amore non mi piace fare programmi». Giulio Berruti, qualche mese fa a Verissimo, aveva raccontato che in una delle loro prime serate insieme lui e Maria Elena avevano pregato per le persone in difficoltà a causa della pandemia. A tal proposito l’onorevole confida: «Mi è venuto spontaneo farlo perché era un momento difficile, c’erano tante persone ricoverate, in particolare una a me molto vicina. Avevo un peso nel cuore, ma ero talmente in sintonia con lui che sentivo di poterlo fare. Sapevo che lui avrebbe condiviso questo momento con me perché è molto sensibile e attento agli altri».

VERISSIMO, LA CONFESSIONE DELL'ONOREVOLE BOSCHI

Dietro i sorrisi l’Onorevole Boschi nasconde una brutta storia di stalking, che non ha potuto fare a meno di denunciare: «Ho deciso di farlo perché si era superato il limite. Una persona mi mandava delle foto per farmi capire che si trovava vicino a me, perché voleva incontrarmi, ma la cosa che più mi ha fatto preoccupare si è verificata quando è andato da Roma in Toscana, violando le regole Covid, perché voleva conoscere i miei genitori – e aggiunge –  in questo momento non ho paura per me perché io sono tutelata. Penso alle altre donne che si sentono sole e per le quali è più difficile avere il coraggio di denunciare».

La carriera politica di Maria Elena è caratterizzata da un impegno costante che le ha portato  soddisfazioni, ma anche tante critiche con le quali si è dovuta spesso scontrare: «All’inizio è stata molto dura. Sono stata catapultata da fare l’avvocato, a Firenze, a essere ministra a 32 anni. Ho ricevuto commenti atroci che non c’entravano con la politica ma con il mio essere donna. Tutto questo è mortificante. Negli anni ho imparato che se si esagera denuncio». Un racconto inedito che mostra anche gli aspetti più privati dell’Onorevole, che conclude: «Qualunque cosa tu faccia nella vita, l’unica cosa che conta è quanto amore riesci a dare e quindi poi a ricevere in cambio. Il successo nella vita è avere accanto delle persone che ti vogliono bene».

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